La nuova Unomattina ‘Ossiniana’ annulla la cronaca e alza il tiro sull’essere servizio pubblico

La prima puntata della nuova Unomattina ‘short’: Ossini padrone di casa che vuole già lasciare la sua impronta green. Varini nuova inviata.

Nuova vita per Unomattina e nuovo corso per Massimiliano Ossini che entra nelle prime volte dello storico programma di Rai 1. Il conduttore della gentilezza è il primo che terrà nelle sue mani un’intera stagione da solo e non più in coppia così com’è stato fino a venerdì scorso, quando ha dato l’arrivederci alla sua compagna di viaggio Maria Soave terminando la versione estiva della trasmissione.

La prima puntata è iniziata suo malgrado da un ritardo, colpevole il Tg1 mattina che si è prolungato un po’ troppo per via di un dibattito politico messo a dura prova dai problemi di linea con i collegamenti. Ossini è costretto a fare uno slalom gigante fin da subito, dall’anteprima che diventa un sandwich di argomenti troppo frenetico. La colpa non è di Ossini, ma del programma che lo ha preceduto (la ‘povera’ Unomattina da qualche mese non è più il contenitore delle 3 ore, bensì ha solo 50 minuti di messa in onda).

Appare una scenografia rinnovata ma fredda, non entusiasma. Ledwall su ledwall senza ulteriori arredamenti danno il senso di uno spazio sempre più povero. Non quello che si merita un programma storico come Unomattina. Ispirandoci (senza copiare, magari) trasmissioni come Télématin (France 2 – Francia) o This Morning (ITV – UK) si possono trovare spunti decisamente più interessanti.

Spostiamoci sul contenuto. L’inizio segue la scia dell’attualità più fresca, si parla della morte della Regina Elisabetta II e per farlo accende i collegamenti con Londra dove troviamo anche qualche inviata del Tg1 come Perla Dipoppa (quest’ultima un po’ sfortunata per via dell’interruzione dovuta alla caduta del segnale) e la novità vera di questa edizione ovvero la promozione di Antonia Varini ad inviata sul luogo.

Per questo purtroppo scompare uno degli appuntamenti fissi della trasmissione ovvero le curiosità dal web e dai social. Era la breve finestra che spezzava il ritmo alla trasmissione e lasciava rifiatare sia il pubblico che i conduttori, non sarebbe il caso di ripristinarla anche con un altro volto?

Chiuso il capitolo londinese, Ossini pare quasi sfregarsi le mani per gli argomenti successivi. Crisi energetica e caro bollette sono il pretesto per un lungo capitolo di servizio pubblico, campo in cui il conduttore sa fare il suo mestiere e glielo riconosciamo. Parte la giostra dei servizi sulla situazione dei rincari in Italia e in studio Ossini ospita l’esperto di turno con cui scambiare due battute dando consigli alla casalinga di Voghera e all’impiegato di Tivoli su come risparmiare il più possibile per non essere affossato dalle bollette.

In studio compaiono oggetti di scena come il frigorifero, la lavatrice, elettrodomestici e chi più ne ha più ne metta, dimostrazioni pratiche che fanno da collante all’argomento e contestualizzano il contenuto, un grande classico tipico di Unomattina. Pollice in su.

L’impronta Ossiniana è ancora più chiara nella seconda parte della trasmissione, l’argomento resta ancora fermo sul costo dell’energia ma il conduttore vuole ampliare la sua visione green spostandosi dove? In montagna. Pane per i suoi denti. Si collega con Carlo Budel che si trova nel suo rifugio a oltre 3.300 metri, sulla Marmolada. Lui racconta del suo modo di risparmiare: “Qua ci sono due gradi. Ho due pannelli solari per l’energia ed una batteria, ma mi serve solo per la radio. Di sera accendo le candele, scaldo con due fornelli a legna“.

In studio si alternano professionisti del settore energetico pronti a dare risposte alle domande più comuni, un po’ l’obiettivo che si era prefissato Ossini per la mission di Unomattina: mettersi nei panni del cittadino e portare le sue richieste agli affidabili che possono trovare soluzioni.

Vale lo stesso discorso per l’ultima tranche della prima puntata, dedicata al riciclo e dunque a come l’Italia si comporta nei confronti della raccolta differenziata. Anche in questo caso il conduttore pare sguazzare in uno dei suoi campi preferiti e fa suo perfino l’arredamento scenografico ricreato in studio. Lui e il suo ospite sono seduti su delle poltrone di cartone, ne approfitta: “Chiedo di lasciarli qui” usando l’arma dell’empatia ed instaurando un rapporto amichevole senza risultare fuori luogo.

Scompare del tutto la cronaca italiana, pagina che spesso è stata parte fondamentale della storia di Unomattina. Senza essere noioso, ma risultando sufficientemente piacevole il programma sembra voler scindersi sempre di più dal Tg1 mattina, a cui lascia il resto dei compiti sporchi. Preme fortemente sul compito di servizio pubblico e ricorda per certi tratti programmi defunti come Buono a sapersi e A conti fatti, entrambi condotti da Elisa Isoardi sempre sulla fascia del daytime mattutino di Rai 1.