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Unomattina: tutte le cose al loro posto, ma è un copione visto e stravisto

Unomattina rimane troppo fedele a se stesso, la necessità di una rivoluzione per tenere testa alla concorrenza si fa sempre più impellente.

La storia non si ripete, ma i suoi appuntamenti si assomigliano” disse Gabriel de Broglie ed evidentemente Unomattina ha deciso di fare suo questo detto. Perché diciamoci la verità, vedere alla prima puntata della trentaseiesima stagione una struttura che ormai risulta stantia, ingabbiata in un rimpallo di conduzione come se fosse un set di un’infinita partita di tennis, fa sbuffare. In mezzo ai suoi punti di forza (che ci sono, per carità), non si può rimanere inermi davanti ad un problema di fondo legato fondamentalmente ad una ricostruzione di un format certamente valido fatto di informazione, servizio pubblico, curiosità e interviste strizzato in mezzo ai notiziari  del Tg1 che piombano ogni mezz’ora come delle mine.

Gli inserimenti di un telegiornale dentro una trasmissione (prodotta anche dallo stesso tg) che già informa in diretta continuano a non essere molto utili. Unomattina deve essere preservata, e per essere preservata ha bisogno di quel refresh che da tempo (anni) si parla. La sinergia con il Tg1 per i contenuti non si discute, ma gli spazi a conduzione singola avrebbero la marcia in più. La vita in diretta nella scorsa edizione hanno insegnato quali vantaggi si possono trarre anche in fatto di ascolti, dopo anni di conduzione in coppia e dati d’ascolto non proprio soddisfacenti. Se si vuole tenere testa alla concorrenza di Mattino 5 (che inizia lunedì prossimo), una rivoluzione può fare il suo gioco.

Detto ciò, Marco Frittella e Monica Giandotti al loro secondo anno sono visibilmente più amalgamati, padroni del programma. Le differenze con la prima puntata della scorsa edizione sono chiare, c’è la complicità giusta, la scioltezza ed un giusto piglio con l’atmosfera di Unomattina che alle 7 del mattino deve essere accogliente e non irrigidito dal contesto della trasmissione seriosa. Abbiamo parlato di punti di forza, uno di questi è sicuramente la varietà degli argomenti. Come al solito c’è tutto: cronaca, costume, territorio, cultura, le problematiche comuni che fanno da fil rouge per attivare il compito di servizio pubblico e tematiche forti.

L’esempio odierno: l’emergenza femminicidi affrontato nella prima puntata. Un riflettore puntato sulle notizie drammatiche delle ultime ore come i due delitti di Agnosine, in Valsabbia, nel Bresciano e di Fagnano Castello. Un momento per informare ed uno per riflettere, il giusto dosaggio. Altro valore aggiunto è lo sguardo sul web, Antonia Varini è il collante, la mano che accompagna il fatto dell’ultim’ora in tempo reale con i contributi cotti e mangiati o il video curioso per spezzare il ritmo altalenante della cronaca con un sorriso. Una presenza nel cast azzeccata per uno spazio altrettanto giusto quanto doveroso in un programma d’informazione live.

L’unica novità (che da tre mesi non è più tale) è lo studio, rinnovato in occasione dell’edizione estiva conclusa venerdì 10. Il resto sta al proprio posto, tutto secondo lo stile e la scaletta vista, rivista e stravista di Unomattina. Sarà proprio per questo che la scossa tanto attesa diventa sempre più un bisogno per il benestare di un pilastro del daytime mattutino di Rai 1.