A The Voice Senior, Clementino e Rocco Hunt, una poltrona per due: “Faremo dei danni….”
Due generazioni, una unica radice e un solo spirito: Clementino e Rocco Hunt portano a The Voice Senior l’energia del Sud e la leggerezza del rap che unisce e non divide.
Ridere, discutere, improvvisare rime in diretta: per Clementino e Rocco Hunt The Voice Senior è molto più di un talent. È un esperimento di convivenza artistica, una poltrona condivisa che racconta due modi diversi ma complementari di intendere la musica.
The Voice Senior, Clementino e Rocco Hunt
“Siamo due anime del Sud – ha raccontato Clementino – ma con visioni diverse. Nonostante ci dividano parecchi anni, e quello grande in teoria dovrei essere io, io sono il caos, lui è la calma. Ma la cosa funziona.”
Accanto a loro, nella giuria guidata da Antonella Clerici, i colleghi Loredana Bertè, Arisa e Nek, altra novità di questa edizione, completano una squadra che mescola esperienze, generazioni e sensibilità. “È un gruppo bello, vero – spiega Rocco – perché qui nessuno finge. O ti emozioni o resti indietro.”
Clementino e Rocco, chimica tra empatie diverse
Il loro equilibrio nasce dal contrasto. Clementino porta sul palco l’imprevedibilità del freestyle e una carica teatrale che spesso contagia pubblico e colleghi. Rocco Hunt, invece, è più riflessivo: “Io cerco di dare ai concorrenti serenità. Clementino è un vulcano, ma insieme ci bilanciamo. Abbiamo la stessa radice: io devo molto a lui che mi ha trasferito tantissime cose, poi dopo di me è nata un’altra generazione ancora, come quella rappresentata da Geolier. Ormai possiamo davvero dire che Napoli è DOC per una proposta che arriva dal mondo del rap”.
La conduttrice Antonella Clerici li descrive così: “Il primo devi tenerlo fermo sulla sedia, il secondo sembra l’adulto. Sono agli antipodi, ma insieme trovano una sintonia perfetta.”
Due storie diverse, una stessa radice
Clementino, classe 1982, nasce ad Avellino e cresce artisticamente tra jam underground e collaborazioni con artisti come Fabri Fibra e Marracash. La consacrazione arriva con O’ Vient, brano-manifesto del rap napoletano moderno, e la vittoria al Music Summer Festival nel 2013. Da lì, dischi, tour, esperienze televisive e una carriera costruita tra ironia e autenticità.
Rocco Hunt, nato a Salerno nel 1994, è il simbolo di una generazione che ha trasformato il dialetto in lingua pop. Dopo il trionfo a Sanremo Giovani 2014 con Nu juorno buono, ha conquistato le classifiche con brani come A verità e Ti volevo dedicare. Oggi è tra gli autori più richiesti del pop italiano, con collaborazioni da Elisa a Boomdabash.
Il loro duetto su Yes I know my way di Pino Daniele a Sanremo era stato uno dei momenti più alti nella serata delle cover.

Clementino, il veterano di The Voice
Clementino è legatissimo a The Voice Senior: “Sono il veterano, undici edizioni. Me lo avessero detto anni fa, quando ho cominciato non ci avrei mai creduto. E invece sono qui. E devo dire grazie, grazie davvero. Perché ho conosciuto persone splendide, perché credo di avere imparato a trovare un mio modo di stare in TV, perché ho duettato con artisti incredibili e perché comunque ogni anno continuano a chiedermi di tornare. Obiettivo di quest’anno? Un duetto con Nek, assolutamente….”
Il rap come linguaggio di verità
Nella loro poltrona condivisa, le parole contano più del ritmo. “Il rap non è solo rime – dice Rocco – è racconto, empatia, esperienza.” Clementino conferma: “Il bello è vedere persone di 60 o 70 anni rappare una loro storia. È la prova che la musica non ha età, solo verità.”
Tra un freestyle e una battuta, i due portano in Rai un linguaggio spesso lontano dal mondo dei talent, ma che a The Voice Senior trova una chiave popolare, diretta e piena di vita ed è diventata in qualche modo un’anello di congiunzione tra generazioni solo apparentemente lontane.
“Faremo qualche danno…”
Entrambi sottolineano quanto The Voice Senior sia uno show che “dà coraggio a chi guarda almeno quanto a chi partecipa”. Per Clementino è una palestra di umiltà: “Quando ascolti chi ha vissuto la musica come passione, ti ricordi perché hai iniziato.” Per Rocco, è un ritorno alle radici: “In questi concorrenti rivedo i sogni dei miei genitori, la loro forza silenziosa. Non c’è alcun dubbio che questa sia una trasmissione profondamente divulgativa che sa toccare i tasti giusti, a cominciare dalle canzoni. Spero davvero di essere un appoggio quanto al dualismo con Clementino, nessun dualismo. Faremo squadra alla grande: e credo faremo anche qualche danno…”