The Boys 4 si farà, ma l’asticella della provocazione quanto potrà essere alzata?

La serie tv di Prime Video si è fatta conoscere per alcune scelte visive decisamente provocatorie. Ma è un meccanismo che potrebbe creare problemi…

Leggendo recensioni e commenti alla terza stagione di The Boys, potreste essere incappati spesso nell’aggettivo “esplosivo”. Non a caso: chi ha già visto il primo episodio avrà già capito il riferimento, mentre a tutti gli altri consigliamo di affrettarsi a vedere o recuperare la serie, dal momento che Prime Video ha da poco annunciato che The Boys 4 si farà.

Un annuncio un po’ scontato, a dir la verità: la saga di Butcher (Karl Urban), dei suoi ragazzi e dei Sette ha ancora molto da raccontare, se teniamo in considerazione i fumetti di Garth Ennis e Darick Robertson, che in sei anni hanno sfornato 72 numeri. Ma anche se andiamo a guardare i numeri ottenuti dai primi tre episodi della terza stagione, distribuiti il 3 giugno 2022.

Il debutto di The Boys 3 ha infatti superato del 17% quello della seconda stagione (nel 2020) e del 234% quello della prima (nel 2019). Insieme a The Marvelous Mrs. Maisel, è di fatto la serie di punta di Prime Video, quella che riesce a dare alla piattaforma un’identità che va oltre le acquisizioni per rimpolpare il catalogo o le produzioni originali più pensate per ragioni di target che per altro.

Ma torniamo a quell’“esplosivo”: The Boys è una delle serie tv in cui l’effetto visivo diventa uno degli elementi chiave del suo successo. La sceneggiatura fin dalla prima stagione è stata attenta a ricreare la stessa violenza visiva e splatter dei fumetti, offrendo agli spettatori ogni stagione almeno un paio di scene destinate a diventare cult. E così è anche nella terza stagione, fin dalle prime scene del primo episodio dove, durante una festa, un… inconveniente causa l’intervento dei The Boys.

Con il rinnovo della serie per una quarta stagione, viene però da chiedersi: quanto in alto si potrà spostare l’asticella della provocazione? Perché il rischio è proprio quello di ritrovarsi di fronte ad una sfida che va oltre l’esigenza della narrazione, quella di dover offrire scene sempre più raccapriccianti che potrebbero essere costruite solo per dimostrare di saperle fare che per altro.

E non stiamo facendo la morale a nessuno, sia chiaro: fino ad oggi, ogni scena di The Boys è stata pensata con il doppio scopo di intrattenere ma anche descrivere nei dettagli il mondo raccontato, senza lasciare nulla all’immaginazione del pubblico, facendolo immergere il più possibile nelle contraddizioni dei suoi personaggi.

Per questo, rovinare tutto questo lavoro sarebbe un peccato: The Boys, nel suo essere una serie fantasy ricca di effetti speciali, è soprattutto uno sguardo cinico alla società di oggi, che crea “supereroi” a seconda del loro status e che accetta di vivere fingendo di vedere ciò che invece è sotto gli occhi di tutti.

Di storie da raccontare, come detto, The Boys ne ha ancora molte: la quarta stagione, anche per i numeri che sta registrando la terza, era naturale che fosse ordinata. Ma Eric Kripke ed il suo team di sceneggiatori dovranno iniziare a valutare che strada far intraprendere ai loro personaggi, per evitare che restino ingabbiati in scene diverse ma uguali e scritte solo con l’intento di creare una provocazione visiva.