Home Reality Show Susan Boyle, la bellezza e il botulino: se il brutto anatroccolo diventa cigno

Susan Boyle, la bellezza e il botulino: se il brutto anatroccolo diventa cigno

Dice Susan Boyle che da quando ha scoperto il botulino e l’estetica, tutto è diventato più bello. Uno dei più grandi fenomeni popolari di questo secolo, la cantante bruttina lanciata dal talent show Britain’s Got Talent, ha rilasciato un’intervista a Grazia, in edicola domani, in cui afferma di sentirsi meglio adesso che la bellezza è

pubblicato 12 Gennaio 2010 aggiornato 5 Settembre 2020 19:31

Dice Susan Boyle che da quando ha scoperto il botulino e l’estetica, tutto è diventato più bello. Uno dei più grandi fenomeni popolari di questo secolo, la cantante bruttina lanciata dal talent show Britain’s Got Talent, ha rilasciato un’intervista a Grazia, in edicola domani, in cui afferma di sentirsi meglio adesso che la bellezza è un fattore su cui poter fare affidamento:

“Ho una nuova acconciatura e ho scoperto il botox. E sono anche dimagrita. Per la mia autostima è stato molto importante. Non ho mai potuto comprarmi scarpe e vestiti belli o andare dal parrucchiere”.

Reggerà l’archetipo-Susan-Boyle alla necessarietà di piacere anche a quei grandi ingannatori che sono gli occhi della gente? La cantante è diventata famosissima soprattutto per l’inedito accostamento di un’estetica non proprio formidabile all’ugola più prodigiosa degli ultimi anni. La domanda è: fosse stata bella, Susan Boyle, avrebbe trovato ugualmente tante porte spalancate? Ci fossimo trovati innanzi all’ennesima, stantìa, insopportabile “Mariah Carey”, l’avremmo tanto bene accettata nelle nostre case? Un’artista, dotatissima tecnicamente, per carità, ma del tutto senz’anima, come Susan Boyle, incapace totalmente, dal punto di vista autoriale (il suo album da record è un concentrato di amorosi cover-polpettoni vecchi cinquant’anni), avesse avuto la mancanza di originalità di essere anche una Bella Donna, ecco, in tal caso, le avremmo voluto bene lo stesso? E’ un rischio, questo di Susan Boyle: il suo avvicinamento al topos classico del personaggio televisivo medio (bello + bravo) rischia di rivelarsi un’affilatissima lama. Susan Boyle vince perché è brutta. Susan Boyle vince perché è povera, malvoluta da tutti, goffa e ai limiti dell’incapacità di intendere e volere. Susan Boyle ci piace perché incarna il sogno sempre sussurrato che il successo sia una carezza che tutti, proprio tutti, ci possiamo meritare. Susan Boyle ha intorpidito il mondo perché è l’anti Barack Obama, è l’anti Tom Cruise, è l’anti Angelina Jolie: sa fare benissimo una cosa, cioè cantare, ma niente nel suo aspetto avrebbe potuto lasciarlo intendere. Susan Boyle ha vinto perché ha avuto l’ardire di presentarsi su un palcoscenico senza i convenuti biglietti da visita dello show business: niente sbiancamento dentario, niente liposuzione, niente piastra per i capelli, niente falso in bilancio, niente plastica, niente cocaina, niente maledettismo, se non quello, ben più organico e riconoscibile, dato dall’essere una casalinga sfigata senza arte né parte. Susan Boyle ci ha sempre dato l’idea di essere soprattutto una signora per bene con un’unghia rotta.

Adesso che Susan Boyle ha dismesso per sempre gli occhialetti da Clark Kent e se ne va in giro platealmente vestita da Superman, senza nemmeno più prendersi la briga di nascondere la sua vera identità, ci faremo ancora venire la fregola di farci salvare da lei? Il fatto di essere soprattutto un personaggio televisivo può costituire la fine di un talento?