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Se anche Morgan si mette a fare Pucci, il Festival di Sanremo diventa una “trappola” da evitare

Morgan fa come Pucci evitando di salire sul palco dell’Ariston. Il Festival di Sanremo 2026 sembra fare davvero “paura” agli artisti che temono di incassare la ritrosia del pubblico tra polemiche social e possibili ripercussioni.

21 Febbraio 2026 18:07

“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. Questo dilemma che Nanni Moretti ha portato all’attenzione del grande pubblico con Ecce Bombo sembra essere tornato in auge a pochi giorni dall’inizio del Festival di Sanremo. Avvicinarsi alla kermesse, solitamente, era un percorso scandito da curiosità e attesa. Quest’anno imperversano gli imprevisti e non mancano i ripensamenti. Chiedere ad Andrea Pucci: il comico, che doveva essere sul palco dell’Ariston per rappresentare la quota comica dell’evento insieme a Lillo Petrolo, è diventato un caso mediatico e politico.

I social lo hanno bersagliato con utenti che, scossi per quello che il cabarettista è solito pubblicare sul proprio profilo, hanno cominciato a definirlo in diversi modi. È stato accusato, in Rete, di essere omofobo, irrispettoso nei confronti delle donne e politicamente schierato. Quest’ultima ‘accusa’, tuttavia, è minore – in termini di eco – a fare notizia e scalpore in negativo per gli utenti sono alcune prese di posizione (che l’artista ha etichettato come semplici battute) nei confronti di esponenti politici e rappresentanti della comunità LGBTQ+.

Il dietrofront di Andrea Pucci

Gli insulti, così li hanno definiti i detrattori del comico, nei confronti di Elly Schlein, Rosy Bindi e Tommaso Zorzi sono stati oggetto di critica e sdegno comune. La Rai era pronto ad accoglierlo all’Ariston, ma Pucci ha preferito guardare avanti e declinare l’invito: “Ho ricevuto insulti inaccettabili, hanno colpito anche la mia famiglia, in queste condizioni non posso svolgere al meglio la mia professione. Ringrazio Carlo Conti per l’invito e la Rai per l’occasione e la fiducia accordatami”.

Dietrofront che, in molti, hanno attribuito a una presunta deriva politica. Compreso il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, sui suoi social, scrive: “Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui – commenta la Premier su X – la deriva illiberale della Sinistra in Italia sta diventando spaventosa”. Pucci, secondo questa ricostruzione, sarebbe stato ‘allontanato’ dal palco dell’Ariston perchè di Destra.

Morgan ci ripensa

In realtà, come ha confermato successivamente la Rai, l’azienda era pronta ad accogliere il comico. Al punto che la notizia del rifiuto ha generato “preoccupazione e rammarico”. Questo si legge sul comunicato ufficiale rilasciato da Viale Mazzini. Allora Pucci si è tirato indietro per altri motivi. Quali? Non ha retto la pressione negativa del pubblico social. Non si tratta di censura, ma di timore reverenziale. Lo stesso, sotto un altro punto di vista, che ha attanagliato Morgan. All’anagrafe Marco Castoldi.

L’artista, ora tornato con i Bluvertigo, avrebbe dovuto accompagnare Chiello nella serata delle cover. Sanremo avrebbe così ritrovato l’artista dopo il fuoriprogramma che ha caratterizzato il Festival del 2020: l’abbandono del palco da parte di Bugo, dopo che Morgan – alterato – ha cambiato senza avvisare il testo della canzone in gara. Da quel momento è nato un caso mediatico entrato nella storia della kermesse canora. Rivedere Morgan nella città dei fiori ha riacceso tormentoni social e meme.

L’annuncio sui social

Durante le prove al Teatro Ariston con Chiello la decisione finale: “Il mio supporto – scrive Castoldi sui social – sarà tecnico. Rimarrò dietro le quinte per non mettere in ombra il ragazzo, sono qui per supportarlo”. L’artista ha preferito fare un passo indietro, consapevole del fatto che la sua presenza avrebbe potuto monopolizzare il dibattito. In altre parole: come Pucci, non ha retto il confronto con una platea severa e curiosa.

Non ci sono più gli artisti di una volta, si potrebbe dire, quelli che gettavano il cuore (e le paure) oltre l’ostacolo pur di esibirsi. Non è un obbligo accettare un invito a Sanremo, ma prima ancora che la kermesse cominci siamo già a due dietrofront importanti. Sembra quasi che i partecipanti, esclusi i big in gara, comincino a vedere il Festival della Canzone Italiana come una “trappola” da evitare piuttosto che un’opportunità da cogliere.

Sanremo 2026 fa paura?

Già prima dell’annuncio ufficiale del cast promosso da Conti si era parlato di ‘grande fuga’ da parte degli artisti, alcuni big avrebbero volutamente declinato Sanremo. Ora arrivano anche ulteriori colpi di scena a corroborare questa tesi. Davvero il pubblico dell’Ariston fa così paura o c’è dell’altro? La risposta dovrà trovarla qualcun altro, nello specifico chi verrà dopo Carlo Conti.

Un Direttore Artistico chiamato a ereditare una kermesse canora che alimenta più tensione che aspettative, almeno finora. Mancano ancora 3 giorni per poter capire se effettivamente la “tempesta” della vigilia porterà alla quiete oppure contribuirà ad aprire ulteriormente cicatrici inattese.