Home La7 Tagadà, battibecco tra Salvini e l’inviata: “Se mio figlio andasse ad insultare un poliziotto a lui ci penserei io”

Tagadà, battibecco tra Salvini e l’inviata: “Se mio figlio andasse ad insultare un poliziotto a lui ci penserei io”

Salvini interviene a Tagadà, intervistato da Elena Testi: “Se mio figlio andasse di fronte a un poliziotto a dirgli ‘sbirro infame’ ci penserei io”

29 Febbraio 2024 18:42

Botta e risposta animato a Tagadà tra Matteo Salvini e l’inviata del programma di La7 Elena Testi. Al centro della discussione ancora una volta gli scontri di Pisa di una settimana fa, che la giornalista ha riproposto al Ministro delle Infrastrutture.

Sicuramente le immagini mi hanno fatto impressione, ma per quello che mi riguarda non si mettono mai in discussione le forze dell’ordine”, ha affermato il leader della Lega. “Un poliziotto, come un carabiniere, un operaio, un ingegnere, come un giornalista, come un ministro, come un barista può sbagliare, ci sta, si lavora per sbagliare sempre meno. Ma mettere in discussione centinaia di migliaia di uomini e donne in divisa è pericoloso per la tenuta della Repubblica”.

La Testi lo ha quindi incalzato, chiedendo se le manganellate delle forze dell’ordine contro i ragazzi non rappresentassero un fallimento, come evidenziato dal Capo dello Stato. “Quando la gente manifesta, chiedendo l’autorizzazione, non insultando i poliziotti e non sputandogli in faccia non rischia nulla”, ha ribattuto Salvini. “Se lei domani va in piazza chiedendo i permessi che deve chiedere, senza dire ‘sbirro infame, coglione di merda’ sicuramente non le succede niente. Se mio figlio andasse di fronte a un poliziotto a dirgli ‘sbirro infame’ ci penserei io. Se non ci fossero stati quei poliziotti vorrei sapere dove sarebbero andati quei manifestanti e a fare che cosa. Io non sono più Ministro dell’Interno ma alle prossime manifestazioni dei centri sociali non mettiamo poliziotti e carabinieri e vediamo se si imbattono in una sinagoga, in una chiesa, in un negozio che a loro non piace che cosa succede. In Italia se rispetti le regole non devi aver paura di niente”.

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