Romulus, le dichiarazioni dei registi e degli sceneggiatori. Matteo Rovere: “Questa serie avrà un percorso molto interessante all’estero”

Matteo Rovere, showrunner di Romulus, a TvBlog: “Dobbiamo ragionare su questi prodotti come se fossero europei e non solo destinati all’Italia”.

A partire da venerdì 6 novembre 2020, in prima serata, su Sky Atlantic HD, avrà inizio Romulus, la serie dedicata alla leggenda della nascita di Roma, creata e prodotta da Matteo Rovere, diretta da Matteo Rovere, Michele Alhaique ed Enrico Maria Artale, con Andrea Arcangeli, Francesco Di Napoli e Marianna Fontana.

Durante l’incontro stampa con i registi e gli sceneggiatori ( Filippo Gravino e Guido Iuculano), al quale era presente anche TvBlog, a Matteo Rovere abbiamo chiesto quali sono le velleità internazionali di questa serie ossia se c’è attesa e curiosità su come verrà accolta la serie all’estero.

Le dichiarazioni del regista e showrunner della serie a TvBlog:

La serie è una co-produzione, è stata pre-accolta all’estero ed è in corso di vendita in molti paesi. Nei prossimi 6 mesi, vedremo meglio quale sarà il percorso di questa serie fuori dall’Italia. Sarà un percorso molto interessante. Dobbiamo ragionare su questi prodotti come se fossero prodotti europei e non solo destinati al mercato domestico. È giusto cercare di fare prodotti a 360 gradi. L’idea di utilizzare il protolatino è stata un’idea fortemente sostenuta da Cattleya e dai co-produttori che vedono in questa lingua, un elemento di forte curiosità e attrattiva anche per quanto riguarda i telespettatori esteri.

Ai colleghi giornalisti, il regista di film di successo come Il primo re (per il quale ha vinto il David di Donatello e il Nastro d’Argento), Veloce come il vento e Gli sfiorati, ha parlato del lavoro di squadra svolto con gli altri registi della serie, Alhaique e Artale:

Abbiamo iniziato un percorso che è partito dalla scrittura per arrivare alla regia, un percorso che fosse di osmosi, di contaminazione, nel quale ogni regista ha portato la propria idea. Io ho portato l’idea iniziale: volevo una sensazione di realismo. Abbiamo cercato di creare un linguaggio comune anche se le puntate sono dirette da diverse mani. Volevamo un racconto coerente. Una seconda stagione? Ci stiamo lavorando. Ci lavoreremo quando e se saremo convinti.

Michele Alhaique, attore e regista (negli ultimi anni, ha diretto alcuni episodi di Non uccidere e un episodio della serie di film tv, Liberi sognatori), ha parlato della nascita del progetto e della preparazione:

È un lavoro che ha un’identità molto forte. Già dai primi incontri, Matteo è riuscito a mostrarci l’ambiziosissimo progetto che aveva in mente e il modo in cui voleva metterlo in pratica. La forza di questa serie è un’avventura orizzontale unica che si svolge come se fosse un unico film. Il lavoro di preparazione è stato fondamentale per arrivare più solidi sul set. Con un progetto così, non ci si sente mai veramente pronti. Catapultarci nell’ottavo secolo, però, ci ha dato una libertà creativa stimolante. È stato un continuo porsi delle domande.

Enrico Maria Artale ha confermato l’affinità con i suoi due colleghi:

Si partiva da una condizione di partenza favorevole. Siamo registi affini, che condividono un gusto profondo. Più volte si era parlato della voglia di fare progetti insieme. C’era un terreno molto fertile. Quando c’è una visione forte, c’è anche grande libertà. Abbiamo interiorizzato uno stile comune.

Di seguito, trovate le dichiarazioni degli sceneggiatori di Romulus.

Filippo Gravino (3 candidature al David di Donatello e 3 ai Nastri d’Argento) ha dichiarato che Romulus è una serie destinata anche ad un pubblico femminile:

Abbiamo costruito un mondo nel vero senso della parola. Rispetto ad operazioni precedenti alla nostra, noi siamo partiti dal nulla, ci siamo inventati un mondo da zero. È stato un lavoro tostissimo ma meraviglioso di cui andiamo orgogliosi. Abbiamo provato a fare anche una cosmogonia per quanto riguarda la relazioni interpersonali. Il racconto del potere nelle relazioni sentimentali è un tema che può attrarre molto anche il pubblico femminile. C’è una grande adesione al presente.

Guido Iuculano (una candidatura ai David di Donatello) ha svelato qualcosa in più riguardo quello che è stato il modus operandi per Romulus:

Abbiamo lavorato a questa storia per 4 anni. Ci siamo fatti aiutare da storici e alcuni elementi del nostro mondo, li abbiamo recuperati negli studi e non nel mito. Altri elementi, li abbiamo presi nell’antropologia come il rituale che apre la serie. Abbiamo studiato tantissimo. Abbiamo raccontato la storia di tre ragazzi giovanissimi che devono costruire un nuovo ordine. A mano a mano, abbiamo avuto le idee sempre più chiare.

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