Quiz, su Timvision ecco la storia dello scandalo al Milionario inglese: un dramma metatelevisivo in tre atti

Una coppia accusata di aver barato durante alcune puntate di Chi Vuol Essere Milionario? in Inghilterra: lo scandalo raccontato da Quiz arriva in Italia

Se quel settembre del 2001 le Torri Gemelle di New York non fossero state sotto attacco, probabilmente la vicenda che vi stiamo per raccontare sarebbe diventata molto più nota. A recuperarla è stato il network britannico Itv, che nel 2020 ha mandato in onda Quiz, interessante miniserie in tre episodi disponibile da oggi, 16 marzo 2021, su Timvision (con un episodio a settimana) e che porta nel dietro le quinte di uno dei fatti più incredibili legati ad uno dei game show più famosi al mondo.

Quiz, lo scandalo al Milionario inglese

 

Come detto, era il settembre 2001: da tre anni l’Inghilterra era impazzita per un nuovo e rivoluzionario game show, Chi vuol essere milionario?. Nato sulla rete Itv (la stessa che ha ordinato la miniserie), in quegli anni in cerca di un prodotto capace di diventare un vero e proprio evento televisivo, il format raggiunse subito il proprio obiettivo, radunando ogni sera davanti alla tv milioni di telespettatori con la sua formula semplice ed immediata.

Tra i fan del quiz, c’erano anche Diana Ingram (Sian Clifford) e suo fratello Adrian (Trystan Gravelle), da sempre appassionati di giochi. Prima lui, poi lei, decidono così di sfidare la sorte e di provare a partecipare al gioco, allora condotto dal noto presentatore Chris Tarrant (Michael Sheen): con loro, numerosi altri candidati a sedersi su quella “sedia che scotta”, tanto da creare dei gruppi di giocatori professionisti capaci di analizzare ogni dettaglio del programma e valutare la strategia migliore per arrivare all’ultima domanda da un milione di sterline.

Entrambi, però, si fermano a 32mila sterline. Se per gran parte di noi sarebbe sufficiente, così non è per Diana, che decide di iscrivere anche il marito, il Maggiore Charles Ingram (Matthew Macfadyen), totalmente estraneo alle logiche dei quiz.

Grazie ad un po’ di allenamento, anche Charles riesce a sedersi davanti a Tarrant. Se durante le prime domande mostra tutta la sua insicurezza, nella puntata successiva le cose cambiano: Charles riesce a dare tutte le risposte esatte, compresa quella da un milione.

In quel di Itv e di Celador (che allora deteneva i diritti del programma) ci si rende però conto che qualcosa non quadra: quei colpi di tosse sentiti durante i ragionamenti di Charles sono sospetti. E se gli Ingram si fossero messi d’accordo con delle persone tra il pubblico per ricevere le indicazioni per le risposte corrette?

Lo scandalo esplode, e mentre il resto del mondo assiste sgomenta agli attentati dell’11 settembre, in Inghilterra il caso di Chi vuol essere milionario? porta la coppia in Tribunale, accusata di frode. Ma i due sostengono di non aver fatto nulla di male. Al Giudice il compito di stabilire chi abbia ragione.

Meta televisione in tre atti

Quiz serieLa vicenda ispirò un’opera teatrale di James Graham ed un libro, “Bad Show: the Quiz, the Cough, the Millionaire Major” di Bob Woffiden e James Plaskett. Nell’aprile 2020, in pieno lockdown, arrivò in televisione con la regia di Stephen Frears, raccogliendo una media di oltre 9 milioni di telespettatori.

D’altra parte, non poteva essere altrimenti: Quiz unisce due delle più grandi passioni del pubblico televisivo. Da una parte i game show, la smania per dare la risposta giusta a tutti i costi e quel tocco di arroganza che, da casa, ci porta sempre a pensare “io la sapevo”. Dall’altra i casi che smuovono un’intera Nazione, che dividono, generano commenti e che si risolvono quasi sempre in un’aula di Tribunale.

Quiz serieQuiz non solo si distingue per riuscire ad amalgamare queste due passioni, ma anche per svelare, in un raro esempio di meta televisione, la nascita di uno dei format più famosi al mondo. Nei tre episodi prodotti sono messi in scena altrettanti atti: il primo è dedicato proprio alla genesi del Milionario, svelando come un format può andare a soddisfare le varie richieste della rete. Nel caso del Milionario, la necessità di Itv di creare un evento tv al pari di una partita di calcio, ovvero una “tv da pub”.

Il secondo mette in scena la presunta truffa, il terzo ne racconta le indagini e la discussione in aula. Quiz, insomma, seppur con una durata così breve è assai camaleontico, mantenendo come minimo comune denominatore una scrittura arguta e mai sopra le righe.

Perché Quiz è un drama, ma è soprattutto il racconto di una passione che diventa ossessione. Certo, di storie con questo ragionamento alla propria base ne abbiamo già viste tante, ma mai era capitato che l’ossessione fosse verso un programma televisivo. Anche questo un segno dei nostri tempi.