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Quasi mezzo secolo da Gianna di Rino Gaetano: a Sanremo arriva la parola “sesso” tra polemica e rivoluzione

Rino Gaetano porta Gianna a Sanremo, una rivoluzione musicale e televisiva. Il cantautore rompe il tabù dialettico riuscendo a portare sul piccolo schermo la parola “sesso” alimentando dibattito e polemiche.

29 Gennaio 2026 14:57

48 anni fa era un’Italia diversa che, però, si nutriva delle stesse (non tutte, ma quasi) certezze di oggi. Una in particolare era – e resta – il Festival di Sanremo. Nel 1978 alla conduzione c’era Maria Giovanna Elmi, ma non bastò per annoverarla tra le prime presentatrici donne della kermesse perchè all’epoca appariva soltanto per dire buonasera.

Un po’ poco per gli standard che avrebbe acquisito negli anni la figura della conduzione al femminile. Secondo archivio, infatti, la prima donna a presentare la kermesse canora risulta essere Loretta Goggi nel 1986 rompendo il tabù delle vallette e co-conduttrici per gestire l’evento in solitaria. Otto anni prima, dopo l’ingresso di Maria Giovanna Elmi, viene ricordata la direzione artistica di Vittorio Salvetti. Il quale mise su una manifestazione canora molto particolare, all’insegna della rivoluzione dei costumi oltre alla ricerca di un taglio netto – per sonorità ed espedienti – rispetto al passato.

Rino Gaetano a Sanremo

Chiedere a Beppe Grillo che, proprio grazie a Salvetti, conobbe il pubblico nazional popolare portando dalle parti dell’Ariston una prima versione (grezza rispetto agli stilemi attuali, ma ugualmente efficace) della standup comedy. Poi fu la volta di Anna Oxa, che ha provato alla sua maniera, a portare le sonorità punk in Italia giocando con la sua voce melodica e altrettanto inedita. Il vero evento televisivo e musicale di 48 anni fa, tuttavia, è stato l’arrivo sul palco del Festival di Sanremo di Rino Gaetano.

Un frac – prestatogli per l’occasione da Renato Zero – e il supporto dei Pandemonium sono stati sufficienti per fare la storia della tv italiana e della kermesse canora. La canzone portata dal celebre e poliedrico artista si chiama Gianna. Sembra una ballata melodica e armoniosa, ma riassume una critica pungente (nemmeno troppo velata) alle scelte dell’Italia di quegli anni. Le persone si lasciano trasportare dal ritmo e dalle strofe, senza pensare che in realtà stanno cantando una critica al sistema. Compreso quello sanremese. Ancora lontano, non troppo, dal frullatore mediatico che conosciamo oggi.

Gianna, una critica pungente che cambia il sistema

Erano i tempi degli anni di piombo, delle facce arrabbiate, in cui non c’era posto per cantare insieme la sera. Invece, avrebbe detto e raccontato tempo dopo Lindo Ferretti rispetto a quel periodo, Rino Gaetano riusciva a dire cose molto serie e pesanti in maniera apparentemente leggera e scanzonata. Le influenze di Carmelo Bene, che il cantore ha sempre amato artisticamente, sono chiare. Così come l’aspra critica alla società dei tempi.

Qualcuno l’ha definita lungimiranza, altri – ancora scossi da quello che stava accadendo – hanno etichettato Gaetano come eccessivamente nonsense, oltre che troppo commerciale, sebbene (questo l’hanno sempre concesso a livello critico) orecchiabile. In qualche maniera godibile, ma era un aggettivo che – in determinati frangenti – andava usato con parsimonia. Soprattutto perché i lavori di Rino Gaetano non sono mai stati soltanto pezzi musicali, ma erano forme di impegno civile, politico e sociale.

“Sesso” in tv e un muro di tabù infranti

La storia Rino l’ha fatta, in particolare, con un inciso: “La gente si sveste e comincia un mondo/ma un mondo diverso fatto di sesso, chi vivrà vedrà”. Quella fu la prima volta che in televisione, davanti a un pubblico mainstream, si udiva la parola “sesso”. Una rottura della quarta parete in piena regola. Oggi sembra scontato, quasi banale. All’epoca era il segno di una nuova tendenza: non occorreva, neppure in tv, aver paura delle parole.

Quel muro tra passato e presente, anche televisivamente, l’ha rotto Rino Gaetano con la melodia e con un vestito eccentrico che distanziava dagli standard vigenti. L’Ariston ha fatto scuola anche per momenti così che arrivano nelle orecchie, invadono le televisioni e cambiano i tempi. Quasi 50 anni dopo, Rino Gaetano è considerato un capostipite del cantautorato italiano anche per l’inversione di rotta – a livello televisivo e culturale – che ha garantito fra un ritornello pungente e un sorriso sornione.