Per fare televisione serve un tavolo. Da La Vita in Diretta a Porta a Porta, ora il tavolo arriva anche a Ogni Mattina

Ormai in televisione non se ne può più fare a meno: il tavolo è diventato indispensabile per ogni trasmissione. Ma serve davvero a tutte?

Ormai c’è un elemento d’arrendamento scenico che non può mancare in televisione e del quale sembra non potersene privare ogni genere di trasmissione, dall’intrattenimento di Domenica In, al talk show di Ogni Mattina, fino all’approfondimento politico di Porta a Porta. Stiamo ovviamente parlando del tavolo, che sta divenendo ormai onnipresente in televisione, più di certi prezzemolini ospitati come opinionisti nei vari programmi.

Se l’elemento tavolo doveva rappresentare una delle più importanti novità in questa edizione della Vita in Diretta con la rinuncia da parte di Alberto Matano a realizzare le solite sbrigative interviste a cui aveva abituato il contenitore pomeridiano di Rai 1 negli ultimi anni – per puntare alla creazione di un clima “alla Photoshow” nella seconda parte di trasmissione, non si capisce però l’indispensabilità del tavolo in altri contesti.

Ad esempio resta un mistero la sua presenza nella “Terza Camera”, così come viene chiamato, nel gergo politico e non solo, il salotto di Bruno Vespa. Scomparse infatti le storiche poltrone bianche sulle quali sedevano i più importanti esponenti del nostro parlamento, è giunto allo studio 5 di via Teulada un tavolo che accoglie in ciascuna puntata il parterre di politici e opinionisti.

Il tavolo però non è giunto solo da Vespa, ma nell’ultima puntata di Domenica In è stato sfruttato dalla Venier per costruirci un talk sul Covid con in studio Giovanna Botteri e il dottor Francesco Le Foche. Se quindi nei mesi scorsi la Venier per doversi adattare alle disposizioni che non permettevano di avere ospiti in studio aveva utilizzato il tavolo come scrivania, ora questo diventa il simbolo della parte della trasmissione più incentrata sulle tematiche di stretta attualità.

Nelle scorse settimane poi anche l’altra conduttrice della domenica pomeriggio di Rai 1, ovvero Francesca Fialdini, aveva utilizzato nel suo Da noi… a ruota libera un tavolo per raccogliere attorno due protagonisti di Doc – Nelle tue mani, Matilde Gioli e Giovanni Scifoni, insieme al medico che ha ispirato la serie, Pierdante Piccioni.

Se quindi fino alla scorsa stagione televisiva il tavolo era un prerogativa dei talk show politici dell’access prime time (vedi Otto e mezzo e Stasera Italia, con la leggera differenza di Tg2 Post che utilizza dei tavoli non di forma circolare come fatto nei due casi precedenti), e in più in generale delle trasmissioni dedicate all’informazione (Omnibus, L’Aria che tira e Piazzapulita su La7, Mezz’ora in più su Rai 3), ora appare del tutto sdoganato.

Trasmissioni come Che Tempo Che Fa e L’Assedio costruiscono indubbiamente la propria identità sulla scrivania dalla quale i due rispettivi conduttori intervistano faccia a faccia, o, come ormai spesso accade, schermo a schermo, il proprio interlocutore, ma non sono più le uniche a detenere diritti su un elemento che comunque caratterizza il loro brand.

E allora anche Ogni Mattina, alla ricerca costante di una propria identità, ha deciso di non farsi mancare un spazio in cui Alessio Viola si confronta attorno un tavolo con una presenza fissa – questa settimana LaMario, entrata da alcune settimane a far parte del cast della trasmissione – e con un ospite diverso in ogni puntata.

Insomma oggi per fare televisione serve un tavolo.

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