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Platinum Party at the Palace, date un cavalierato al direttore artistico (anche per il thé della Regina con l’orso Paddington)

Uno show pensato più per il live che per la tv, penalizzato anche dalla regia: la star del Platinum Party è la Regina, tra thé e assenze…

Mentre noi eravamo impegnati a seguire l’Italia di Mancini che pareggiava con la Germania in Nation League, la BBC – Sky Arte da noi – trasmetteva in diretta il Platinum Party at the Palace, il concerto all stars per celebrare il Giubileo di Platino della Regina Elisabetta II prodotto dalla stessa BBC e dalla Casa Reale andato in scena dalle 21 circa – ora italiana – a mezzanotte davanti ai cancelli di Buckingham Palace. Cancelli chiusi e festeggiata assente: se non basta questo a dare l’idea di quanto la sovrana – e la Famiglia reale – sia iconica, non so cos’altro.

Una carrellata di stelle della musica di oggi e di ieri – dai Queen con Adam Lambert che hanno aperto con We well Rock You e con tanto di Regina che tiene il tempo, ma ci arriviamo tra poco – a Sam Ryder, da Celeste – che come scrive il Guardian ha offerto una versione di What a Wonderful World senza neanche una nota dello spartito originale -, ad Alicia Keys, da Rod Steward a Diversity, passando per i Duran Duran – che dedicano alla Regina Girls on Film – e per la chiusura disco alla 78enne Diana Ross.

Platinum Party ad the Palace Duran Duran

A vedere anche il pubblico delle prime file, l’età media sopra e sotto al palco era superiore alla sessantina, ma se vuoi celebrare le leggende ci vogliono leggende e ci vuole anche chi le sappia apprezzare. A occhio i principi George e Charlotte (il piccolo Louis è stato graziato dalla no-stop che ha visto i Cambridge iniziare la giornata a Cardiff e terminarla al concerto) abbassavano la media dei presenti, ma si sono entusiasmati più con la disco anni ’70 che con gli altri artisti. La migliore esibizione dello show – che ha patito diversi problemi di ascolto sul palco e di conseguenza anche a casa – è stata però quella di Elton John, ma in contumacia: il baronetto era in quel momento a San Siro per data italiana del suo tour, ma non poteva mancare ai festeggiamenti di Casa Windsor e così ha partecipato con un contributo filmato, registrato, montato e con un audio perfetto di Your Song proiettato direttamente sulla facciata di Buckingham Palace.

Platinum Party ad the Palace Elton John

Ed è stata proprio la parte scenografica ad aver reso questo BBC’ Platinum Party at the Palace davvero straordinario.

La sensazione avuta a vedere lo show dalla tv è che lo show non sia stato pensato per la tv ma per il pubblico che ha invaso il cuore di Londra, circondando il Victoria Memorial e riempiendo The Mall. La prospettiva da The Mall era davvero notevole e segno di un’organizzazione che non ha guardato tanto all’evento tv ma al rispetto dell’evento live. Un po’ come fece la stessa BBC per l’incoronazione di Elisabetta, avvenuta 69 anni fa e per la prima volta nella storia del regno in diretta tv.

Tra leggenda e avanguardia: la scenografia e i droni

Leggenda (per il cast musicale e soprattutto per la festeggiata) e Avanguardia (per la messa in scena da evento olimpico) potrebbero essere le cifre di questo spettacolo, che è entrato davvero nel vivo al tramonto, ovvero quando la facciata di Buckingham Palace si è trasformata in un unico, grande, straordinario schermo per un videomapping curato in ogni minimo dettaglio. E i droni che hanno disegnato in cielo i corgie e i cavalli tanto amati dalla regina, la sua iconica borsetta, le guardie reali e l’immancabile the hanno dato il segno di uno show capace di offrire qualcosa di davvero pensato, studiato, curato e realizzato.

Già il palco è stato concepito per essere un omaggio alla Regina: in realtà sono stati montati tre palchi collegati da passerelle per offrire una scena a 360° davanti al Palazzo – aggiungerei ai cancelli chiusi del Palazzo – e al Queen Victoria Memorial. I tre palchi sono puntellati da 70 colonne, a rappresentare i 70 anni di regno, che si possono illuminare per gli effetti di luce e di colori. Un richiamo anche allo stile del Palazzo reale ovviamente.

I due palchi di fronte al Palazzo sono stati montati in modo da non intralciare la facciata di Buckingham, ovviamente, che ha fatto da vero e proprio sfondo alla prima parte dello show – prima del tramonto – e che poi è stata protagonista. Sul palco a sinistra del palazzo ha preso posto l’orchestra di 75 elementi composta da musicisti militari delle Household Division Bands dell’esercito britannico, mentre nel palco a destra si trovava il palco Pop, con schermi a LED mobili per supportare le esibizioni. Il terzo palco, il QVM da cui ad esempio ha parlato Carlo, è stato sistemato davanti al Queen Victoria Memorial, proprio davanti alla filla che ha riempito The Mall.

Ma al di là dello show musicale sono stati videomapping e droni ad aver fatto lo spettacolo. A chi si deve tutto questo? Alla Stufish Entertainment Architects che ha tra i suoi clienti Elton John, U2, Madonna, Lady Gaga, Beyoncé, AC-DC, i Black Sabbath, ma anche lo Studio Balich, di Milano, che ha curato alcune delle cerimonie olimpiche più belle degli ultimi anni. Insomma, gente che di show live se ne intende. A dire poco. Un cavalierato a chi ha curato progetto e realizzazione ci starebbe tutto (non per dare ordini alla Regina, eh!).

Non è un caso, a questo punto, che la regia tv non sia stata all’altezza di tale spettacolo live e non tanto per la difficoltà a cogliere l’insieme dello show. A stupire è stata la difficoltà a catturare quel che avveniva sui palchi durante le esibizioni con più di un protagonista (e la performance dei Duran Duran è esemplificativa). Insomma, l’erba del vicino non è sempre più verde… Resta da capire perché il Principe Carlo non sia stato praticamente mai inquadrato nel corso del suo discorso: forse perché leggeva dai suoi appunti, mentre William si è affidato al gobbo.

Il secondo in linea di successione è stato più visibile dell’erede al trono: una forma di ironia c’è anche in questa circostanza. E ironia potrebbe essere la terza parola chiave di questa serata: lo show dei droni con tutti gli elementi ‘iconici’ e ‘ironici’ della Regina è stata in questo senso rivelatrice. Ma c’è di più.

La Regina prende il thé con Paddington: la vera star è l’unica assente

L’ironia ha aperto lo spettacolo e la protagonista ne è stata colei che di fatto non si è mai mostrata dal vivo. Nonostante il parterre all stars la vera protagonista, infatti, è stata l’unica assente: la Regina Elisabetta, 96 anni per quanto gagliardamente portati, ha fatto sentire la sua assenza in tutto questo lungo fine settimana di eventi che ha puntellato, più che presieduto. Si è affacciata al balcone al termine del Trooping The Colour con i membri senior effettivi dell”Azienda’ (senza Andrew, Harry e Meghan) ma non ha partecipato alla santa messa di Ringraziamento alla St. Paul Cathedral venerdì 3 giugno. Così come non è apparsa al concerto di ieri sera e i discorsi a lei indirizzati in sua assenza hanno offerto un certo senso di straniamento. I ringraziamenti, le lodi, gli appelli a lei rivolti sono sembrati cadere nel nulla, anche quell’ormai rituale ‘Mummy’ offerto da Charles al pubblico festante.

Ma la Regina c’è stata, eccome. È stata lei ad aprire la serata prendendo un thé con l’orsetto Paddington, uno dei personaggi della letteratura per bambini più amati nel Regno Unito nato dalla penna di Michael Bond. Un po’ come successo dieci anni fa con il James Bond di Daniel Craig per l’apertura dei giochi olimpici, la Regina si è offerta in un ruolo inedito, divertente e divertito, anche migliore di quello offerto nel 2012. E il Regno (tv) ringrazia. God save the Queen.