Paolo Borsellino, trama e cast del film-tv di Canale 5 per i trent’anni dalla strage di via D’Amelio

Il film-tv, andato in onda come miniserie nel 2004, vede Giorgio Tirabassi interpretare il giudice ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992

Il 19 luglio 2022 sono trent’anni dalla strage di via D’Amelio: era il 1992 quando un attentato in pieno centro a Palermo si porta via Paolo Borsellino ed i cinque agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Canale 5, alla viglia di questa ricorrenza, ha deciso di riproporre il film-tv Paolo Borsellino, in onda questa sera, domenica 17 luglio, alle 21:35.

Paolo Borsellino film, la trama

Il film-tv (originariamente andato in onda in due parti nel 2004 ed ora proposto in un’unica serata) racconta il lavoro svolto dal giudice Borsellino (interpretato da Giorgio Tirabassi) dagli anni Ottanta, ovvero da quando nasce il pool antimafia guidato prima da Rocco Chinnici (Andrea Tidona) e, dopo la sua uccisione, da Antonino Caponnetto (Pietro Biondi).

Il pool, che oltre a Borsellino vide anche la presenza di Giovanni Falcone (Ennio Fantastichini) e dei Commissari Giuseppe Montana (Santo Bellina) e Ninni Cassarà (Ninni Bruschetta), riuscì a compiere dei clamorosi arresti che, però, ne misero i componenti nel mirino della mafia.

Il primo ad essere ucciso fu Chinnici, nel 1983. Il maxiprocesso, a cui si giunse dopo le rivelazioni del pentito Tommaso Buscetta (Luigi Maria Burruano), elimina i vertici di Cosa Nostra, ma poco dopo Montana e Cassarà vengono uccisi.

Dopo la strage di Capaci in cui perdono la vita Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta, Borsellino si isola sempre di più, consapevole di essere il prossimo bersaglio, ma non interrompendo le sue indagini.

Paolo Borsellino film, cast

© Photomovie-Montesi

Il cast del film-tv è capitanato da Giorgio Tirabassi, attore noto per aver interpretato Roberto Ardenzi in Distretto di Polizia. Al suo fianco, nei panni di Falcone, c’è Ennio Fantastichini, scomparso nel 2018.

Da segnalare anche la presenza di Giulia Michielini (Rosy Abate) nei panni di Lucia, la figlia di Borsellino; di Elio Germano (“Il giovane favoloso”) in quelli di Manfredi, figlio del protagonista ed Andrea Tidona in quelli di Rocco Chinnici. Una curiosità: Tidona, otto anni dopo questo film-tv, lavorò anche a Paolo Borsellino-I 57 giorni, fiction della Rai con Luca Zingaretti, dove era Pietro Giammanco.

© Photomovie-Montesi

Giorgio Tirabassi: Paolo Borsellino
Daniela Giordano: Agnese Piraino Leto, moglie di Borsellino
Giulia Michielini: Lucia Borsellino, figlia di Paolo ed Agnese
Elio Germano: Manfredi Borsellino, figlio di Paolo ed Agnese
Veronica D’Agostino: Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo ed Agnese
Ennio Fantastichini: Giovanni Falcone, magistrato ed amico di Paolo
Andrea Tidona: Rocco Chinnici, prima guida del pool antimafia
Pietro Biondi: Antonino Caponnetto, seconda guida del pool antimafia
Santo Bellina: commissario Giuseppe Montana, collaboratore del pool
Ninni Bruschetta: commissario Ninni Cassarà, collaboratore del pool
Luigi Maria Burruano: Tommaso Buscetta, pentito di mafia
Cesare Apolito: Walter Eddie Cosina, agente della scorta di Borsellino
Elisabetta Balia: Emanuela Loi, agente della scorta di Borsellino
Nino D’Agata: Agostino Catalano, agente della scorta di Borsellino
Carmelo Galati: Claudio Traina, agente della scorta di Borsellino
Claudio Gioè: Antonio Ingroia, sostituto procuratore prima a Marsala e poi a Palermo, su volere di Borsellino
Peppino Mazzotta: capitano Pellegrini
Bruno Torrisi: don Cesare Rattoballi

Il film-tv è stato scritto da Giancarlo De Cataldo, Leonardo Fasoli e Mimmo Rafele, su soggetto di Pietro Valsecchi, che produce con la sua Taodue. La regia è di Gianluca Maria Tavarelli, che con questo film-tv debutta alla regia televisiva. Il regista ha poi diretto, tra gli altri, Il Giovane Montalbano, Io ti cercherò, Non Mentire e Chiamami ancora amore.

Andato in onda l’8 ed il 9 novembre 2004, la fiction fu un successo d’ascolti: la prima puntata fu vista da 9,9 milioni di telespettatori (37,6% di share), la seconda da 11,6 milioni (41,9%).

Paolo Borsellino, la morte

Borsellino, dopo la strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, si rese conto che era lui il prossimo obiettivo della mafia.

Nonostante questo, nei 57 giorni che separarono la strage di Capaci da quella di via D’Amelio non smise mai di lavorare, cercando di proteggere il più possibile la propria famiglia. Il 25 giugno tenne il suo ultimo discorso a Casa Professa, chiesa di Palermo, all’interno di un dibattito in cui ricordò l’amico Falcone.

Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzo con la moglie ed i figli, si recò in via D’Amelio, dove vivevano la madre e la sorella. Alle 16:58 una Fiat 126 imbottita di tritolo esplose al suo passaggio, uccidendo lui e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico agente ad essere sopravvissuto è stato Antonino Vullo, perché stava parcheggiando una delle auto della scorta.

I funerali si tennero il 24 luglio nella Santa Maria Luisa di Marillac, dove Borsellino era solito recarsi a messa, alla presenza di circa diecimila persone: la famiglia volle una cerimonia privata e non un funerale di Stato. I funerali dei cinque agenti si tennero qualche giorno prima nella Cattedrale di Palermo.

Paolo Borsellino, i figli Manfredi, Lucia e Fiammetta

Paolo Borsellino ha avuto con sua moglie Agnese tre figli. Manfredi oggi è poliziotto e dirige il Commissariato Mondello; Lucia è stata ex assessore regionale alla Sanità nella giunta di Rosario Crocetta, mentre Fiammetta, la più defilata dei tre, si occupa degli eventi dedicati al padre che coinvolgono la famiglia.

Paolo Borsellino, frasi

Ecco alcune delle frasi più celebri dette da Borsellino:

  • “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”;
  • “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”;
  • “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”;
  • “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare;
  • “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Paolo Borsellino, il docufilm Io ricordo

Io ricordoSubito dopo il film-tv va in onda Io ricordo, docufilm realizzato per la fondazione Progetto Legalità, a tenere viva la memoria di tutte le vittime della mafia e di Paolo Borsellino.

L’opera racconta l’abominevole organizzazione criminale e riporta le testimonianze di chi ha avuto un familiare assassinato da Cosa Nostra. Io ricordo è anche il racconto di un padre che spiega al figlio cos’è la mafia, i suoi legami con le istituzioni e la ragione per cui l’ha chiamato Giovanni.
Diretta da Ruggero Gabbai, prodotta da Indiana Production, l’opera ha ricevuto il riconoscimento di Progetto Speciale dal MIBAC.

Paolo Borsellino film: è su Netflix?

Il film-tv di Canale 5 non è su Netflix, ma è già disponibile in streaming, su Mediaset Infinity, e sull’app per smart tv, tablet e smartphone, sotto forma di miniserie in due puntate. A questo link la pagina ufficiale della miniserie.