Buon compleanno, Overland! La carovana più avventurosa della tv ha compiuto 26 anni (e non li dimostra)

Overland compie 26 anni e si conferma uno dei programmi culturalmente più densi della generalista: la seconda parte della stagione 22 in onda a dicembre.

Era il 13 novembre 1995 quando la prima Carovana arancione marchiata Overland partì da Roma per raggiungere New York passando per la Siberia: un viaggio durato 5 mesi e 32.000 km in un’epoca praticamente ancora analogica fatto con quattro camion dalla livrea diventata inconfondibile che hanno attraversato tre continenti riportando a casa un’avventura che emozionò i telespettatori della seconda serata di Rai 1. E all’epoca ancora si poteva parlare di una seconda serata non notturna, capace di reggere l’attenzione del pubblico. Da allora sono passati 26 anni e 22 edizioni di questa avventura, che cerca sempre nuova linfa per continuare al di là dell’attenzione televisiva, tanto più che negli ultimi anni la promozione del programma può dirsi sostanzialmente nulla e gli appassionati devono inseguire le notti e gli spostamenti di palinsesto, contando più che altro sull’on demand di RaiPlay – che copre al momento la stagione in corso, la precedente e una sorta di collection di puntate storiche.

A proposito di storia, Overland è una esperienza televisiva che può dirsi unica nel suo genere perché mescola antropologia ed etnografia, interesse naturalistico e inchiesta geo-politica. Non più tardi di qualche mese fa, in occasione del ritorno dei Talebani in Afghanistan, avevamo per l’appunto consigliato la visione di alcune puntate speciali, perfette per capire il contesto, il sostrato, lo spirito di un Paese in guerra da decenni. Del resto il programma nasce proprio con l’intenzione, non poco ambiziosa, di “tracciare un ritratto del nostro pianeta, esplorandone gli angoli più remoti” in forma di diario televisivo e rigorosamente via terra (concetto stesso raccolto nel titolo). Un tipo di viaggio che ha bisogno di una programmazione rigorosissima, di un impegno totalizzante, ma che nello stesso tempo è aperto agli imprevisti più inattesi e agli incontri più emozionanti: ed è proprio l’unione tra la pianificazione estrema e l’estrema variabilità del viaggio che da sempre lo rende uno dei programmi più emozionanti, e culturalmente rilevanti, del panorama televisivo italiano.

Nelle 21 spedizioni compiute nei suoi primi 25 anni di vita – senza dunque contare quella in corso – le carovane di Overland hanno percorso oltre 565.000 chilometri (facendo quindi 14 volte il giro del mondo in quantità di km), per oltre 2.300 giorni di viaggio nei quali hanno attraversato 445 frontiere. Il tutto senza considerare la 22esima spedizione, quella in corso, che si muove tra l’Oceano Atlantico e il Medio Oriente e che si compone di 8 puntate da 52′ ciascuna. Rai 1 ha scelto di programmarle in due tronconi: le prime quattro puntate – disponibili su RaiPlay – sono andate in onda tra agosto e settembre e coprono la parte di viaggio che va dalle Azzorre a Malta, mentre le altre quattro si muovono dalla Turchia verso il Sud-Est del Mediterraneo, al confine con Siria e Iraq, nazioni da anni devastate da conflitti interni che stanno distruggendo le testimonianze e l’eredità di antiche civiltà prosperose e avanzatissime.

Queste ultime quattro puntate della 22esima stagione di Overland sono programmate da Rai 1 come strenna, dal momento che andranno in onda in seconda serata dal 27 al 30 dicembre 2021. Un buon modo per chiudere l’anno (se non fosse solo un modo per esaurirle nell’anno solare), ma speriamo che Rai 1 torni a crederci anche nella programmazione…