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Non è l’Arena, Giletti: “Domenica abbiamo fatto il record”. Sallusti: “Non siamo a Ballando con le stelle”

A Non è l’Arena duello tra Giletti e Sallusti. “Domenica scorsa abbiamo fatto il record”. La replica: “Non siamo a Ballando”

Di nuovo a Non è l’Arena, stavolta senza russi di mezzo. Alessandro Sallusti torna ospite nel programma di La7 e, come una settimana fa, il suo intervento non passa inosservato. Nel mirino finisce lo stesso Massimo Giletti, criticato per la trasmissione di domenica scorsa condotta da Mosca, che il direttore di Libero ha abbandonato in diretta.

Racconto il loro modo di pensare, non è propaganda” spiega Giletti. “Ho deciso di andare a Mosca perché volevo conoscere il punto di vista del nemico. E’ utile per il pubblico? Io penso di sì. Nessuno ha mai giustificato quello scempio orribile che è la guerra voluta dalla Russia contro l’Ucraina. La7 domenica è diventata la terza rete nazionale, ha fatto un record, questo non è banale. Il pubblico voleva capire”.

Sallusti però non gradisce e ribatte immediatamente: “Sono contento che tu l’altra sera hai fatto il record d’ascolti, ma qui non siamo a Ballando con le stelle dove è importante intrattenere il pubblico. Da te si parla di cose maledettamente serie”.

Il duello prosegue per diversi minuti, con il padrone di casa che porta avanti la sua difesa: “Io ho 60 anni. Non intendo dare lezioni a nessuno, ma nessuno deve insegnare a me come fare le cose. Soprattutto i colleghi che stanno nei palazzi e che fanno i megafoni per i potenti. Dicono che sono stato francescano? Ero in Russia, non ero seduto qua. L’atteggiamento mio era giustamente nello spirito di San Francesco.

Il giornalista a quel punto torna sull’attacco rivolto sette giorni fa alla Zakcharova:

Non c’è bisogno di andare a Mosca per capire che stanno facendo una guerra. Hai intervistato la portavoce del ministro degli esteri. Cosa volevi che ti dicesse? L’altra sera mi sono trovato in un mega spot di Putin contro l’occidente e contro di te che sei l’unico giornalista europeo che si ostina in buona fede a cercare di capire le loro ragioni, anche se mi pare di capire che pure stasera i cattivi siamo noi. Noi ne abbiamo fatte tante di cose brutte, ma sono convinto che la bilancia che pesa il livello di libertà e civiltà penda ancora pesantemente dalla nostra parte. Li abbiamo abituati troppo bene: possono insultarci gratis e noi dobbiamo stare zitti. Io non sono stato zitto, gliel’ho detto.