Non è l’Arena ritorna con il freno tirato, Giletti ‘vigile’ in dibattiti a rischio confusione

Nuova edizione di Non è l’Arena, il talk show di Massimo Giletti apre con l’omaggio alla Regina poi passa alla stretta attualità.

Massimo Giletti riparte con Non è l’Arena per la sua sesta edizione. Il talk show de La7 si ripresenta in anticipo rispetto agli anni scorsi, più precisamente a due settimane esatte dal voto. Ed è proprio da un intervento politico che inizia la prima puntata (dopo un breve omaggio alla Regina Elisabetta), uno spazio concesso a Matteo Salvini (leader della Lega). La conversazione si consuma esclusivamente tra il conduttore e Salvini, senza altri interventi. Al centro (oltre gli appelli al voto e gli attacchi ai suoi avversari) le possibili soluzioni agli aumenti delle bollette di luce e gas, il caso Russia e le smentite sui presunti legami con Putin.

Una larga fetta di trasmissione si è rivolta alle piccole realtà. Non è una novità, Giletti da tempo ha sempre voluto mantenere una finestra dove affacciarsi per avere il sentiment del popolo in difficoltà. A questo giro il turno è stato di Racalmuto (Sicilia), insorge contro i politici che si ricordano dei più deboli solo ed esclusivamente all vigilia del voto. La rabbia degli abitanti del paese siculo coinvolge il conduttore che si fa portavoce dei loro problemi, quasi viene contagiato dal loro nervosismo e si trasferisce tutto durante la conversazione con i suoi ospiti in studio.

Giletti si accende persino con la regia (per più volte) pretendendo che le immagini vadano di pari passo, inquadrando chi prende parola: “Facciamo una regia ben organizzata!“. Guida il traffico, pur con qualche difficoltà, ma cerca di unire tutti i punti in uno storytelling fra la discussione in studio e i servizi confezionati per essere sfruttati al momento giusto. Lui conosce bene i tempi televisivi, conosce il mezzo e sa come creare la giusta suspence o come portare il registro dialettico su altre vie, sia con tono ironico che sarcastico.

Il talk show resta fedele al suo passato e non tralascia nemmeno tematiche più frivole come la rottura tra Ilary Blasi e Francesco Totti. Ne fa una sua lettura che pare quasi trasformarsi in un’inchiesta giornalistica di alto livello con tanto di ricostruzione cronologica degli eventi sin dai primi rumors, dibattito in studio, quali sarebbero stati gli errori di comunicazione e quali gli indizi tratti dalle ultime interviste di Ilary. Certo, tutto fra brodo, sarà pure una separazione mediaticamente importante, ma ricordiamoci che è solo gossip.

Non è l’Arena negli anni ha fatto parlare di sé per aver affrontato tematiche o vicende particolarmente pruriginose. Il caso dell’assalto alla CGIL di Roma durante una manifestazione No Green Pass lo scorso ottobre 2021 è sicuramente uno di questi. L’ospitata di Giuliano Castellino l’esponente di estrema destra che, dopo 9 mesi di carcere, ha raccontato la sua versione dei fatti, diventa uno dei colpacci giornalistici del primo appuntamento. Fa il paio con il blocco dedicato alla “carica dei No Vax”, territorio facilmente stimolante per gli scontri, ma Giletti riesce bene o male a tenere gli animi tiepidi senza infuocarli (nonostante le provocazioni per aizzarli).

In conclusione possiamo dire che Non è l’Arena ha mantenuto un profilo discreto, senza i fuochi d’artificio. Salva tutto l’aver evitato il peggio durante i dibattiti in studio, almeno per il bene del telespettatore che vorrebbe capirne qualcosa.