Nicola Savino, chi lo accompagnerà al DopoFestival: i nomi annunciati
Svelati i nomi dei volti che affiancheranno Nicola Savino nel DopoFestival in onda al termine delle serate di Sanremo 2026.
Per Nicola Savino il 2026 si apre sotto il segno di Sanremo (e del servizio pubblico). Il popolare conduttore che in carriera si è diviso tra radio e televisione condurrà per la quarta volta il DopoFestival, pronto a portare verve – oltre all’inconfondibile ironia – nello spazio notturno dedicato ai retroscena, ai commenti e alle curiosità del Festival.
In attesa di Sanremo – appuntamento a febbraio, dal 24 al 28 – Savino è fresco di debutto su Rai 1 come conduttore di Tali e quali, spin-off di Tale e quale show dove a esibirsi a colpi di imitazioni sono persone comuni. In giuria, per l’esordio, da segnalare la presenza di Carlo Conti, confermatissimo direttore artistico della kermesse sanremese.
Ma chi saranno i compagni di viaggio del conduttore da poco tornato in Rai nell’avventura del DopoFestival? È stato lui stesso, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, ad annunciare i nomi che lo affiancheranno nel programma televisivo di commento e intrattenimento trasmesso dopo le serate della 76ª edizione del Festival.
Chi affiancherà Nicola Savino al DopoFestival: svelati i nomi
Nicola Savino ha annunciato in un’intervista a Repubblica i nomi di chi lo accompagnerà nel corso della sua quarta volta come volto alla guida del DopoFestival di Sanremo, in onda dal 24 al 28 febbraio alla fine di ogni serata del Festival di Sanremo. Al fianco di Savino ci saranno tre co-conduttori: Aurora Leone dei The Jackal, il maestro Enrico Cremonesi e il comico Federico Basso.

Nel presentare la squadra del DopoFestival, il celebre speaker radiofonico ha definito «un fenomeno» Aurora Leone, talento classe 1999 con la quale Savino ha fatto il programma Il giovane Old. Insieme a lei anche il comico torinese Federico Basso («stand up comedian bravissimo») e Enrico Cremonesi, compositore e arrangiatore milanese già giurato a Sanremo Giovani.
«Per me il DopoFestival è un dopo partita, lo vedo in termini sportivi», confessa Nicola Savino. «Dopo un match vuoi sentire l’allenatore, i giornalisti che fanno domande. Il bello è commentare». Arrivato al suo quarto DopoFestival, il conduttore dice di aver capito che «la cosa migliore è improvvisare».
La filosofia di fondo del DopoFestival targato Nicola Savino è semplice: improvvisare e divertire per non annoiare. Andando in onda tardi, spiega Savino, puntare su questa ricetta televisiva è quasi un must. «Ci vogliamo divertire e divertire il pubblico a casa che se no, si addormenta». Nessuno schema prefissato dunque.
«Devi arrivare lì con il foglio bianco», insiste il presentatore. «Se a tavolino decidi: entro con la banda del paese ma — non succederà eh — all’una è appena caduto un cantante dalle scale, che fai? Noi, come gli spettatori, non sappiamo niente».
Presenza assicurata al casinò e porte aperte a tutti quindi. «Vorrei che fosse un happening», aggiunge il conduttore che non fa mistero di pensare al DopoFestival «come a uno spazio libero, accogliamo anche i senza giacca; si entra e si esce, può venire anche chi non è al festival. Lo immagino grezzo, non temo l’errore: l’errore è la bellezza».