Monterossi – La serie: episodi, trama e cast della nuova produzione italiana di Prime Video

Fabrizio Bentivoglio presta il volto a Carlo Monterossi, autore tv in crisi che diventa investigatore per caso (e con discreto successo)…

La prima serie tv lunga italiana di Prime Video ha le sue radici in una saga letteraria di successo, quella di Alessandro Robecchi, iniziata ormai otto anni fa. Monterossi-La serie, disponibile in streaming su Prime Video a partire da lunedì 17 gennaio 2022, porta sul piccolo schermo le disavventure dell’autore televisivo in crisi, che s’improvvisa detective collezionando discreti successi. Una serie da non perdere per gli appassionati del genere: se volete saperne di più, proseguite nella lettura!

Monterossi-La serie, la trama

Carlo Monterossi (Fabrizio Bentivoglio) è un autore tv di successo. Ha ideato il formato di “Crazy Love”, programma dagli ascolti record, ma quando la rete lo trasforma in un programma decisamente trash e ben lontano dalla sua idea iniziale, Carlo prova ad allontanarsi dal progetto, nonostante le insistenze della conduttrice Flora De Pisis (Carla Signoris).

Monterossi è in crisi: inizia a mettere in dubbio tutto ciò che ha fatto professionalmente, ed anche nella vita privata. Il pensiero va a Lucia (Donatella Finocchiaro), giornalista d’assalto con cui si è lasciato quattro anni prima, quando lei decise di andare a lavorare in Inghilterra.

Quando una sera, alla porta, Monterossi si ritrova un sicario pronto ad ucciderlo -missione che però fallisce-, il protagonista rimette in dubbio la sua esistenza: forse, pensa, ha avuto una seconda occasione per sistemare le cose. Inizia quindi ad indagare per capire chi lo voglia morto e come mai, aiutato da Nadia Federici (Martina Sammarco) ed Oscar Falcone (Luca Nucera) i suoi assistenti televisivi con cui resta in buoni rapporti.

Ma Carlo è anche un testimone, motivo per cui deve collaborare con la Polizia: entrano così in gioco il Sovrintendente Tarcisio Ghezzi (Diego Ribon) e la sua superiore Cristina Gregori (Beatrice Schiros), oltre che al burbero Carella (Tommaso Ragno) ed all’agente ancora inesperta ma volenterosa Sannucci (Marina Occhionero). La vita di Monterossi è già cambiata ma, come se non bastasse, ci si mette di mezzo anche Lucia, che torna in Italia per un progetto televisivo sulla stessa rete di Crazy Love.

Monterossi-La serie, quante puntate sono?

In tutto, gli episodi della prima stagione di Monterossi-La serie sono sei, ciascuno della durata di circa cinquanta minuti. Tutti e sei escono lo stesso giorno, ovvero lunedì 17 gennaio 2022, su Prime Video. Da notare che i primi tre episodi sono tratti dal romanzo “Questa non è una canzone d’amore”, mentre gli altri tre dal romanzo “Di rabbia e di vento”.

Monterossi-La serie, il cast

Fabrizio Bentivoglio è Carlo Monterossi: un buon borghese, un agiato bon vivant che sa mischiare come in un cocktail ironia e malinconia, disposto a ridere di sé, e quindi di tutto quanto. Carlo Monterossi è un autore televisivo, pentito di quel che è diventata la sua creatura: aveva pensato di raccontare con tocco leggero le vite della gente normale, ma i meccanismi del mercato, il cinismo della Grande Tivù Commerciale e la diabolica bravura della conduttrice, Flora De Pisis, hanno trasformato tutto in tivù della lacrima facile, cinismo, pornografia dei sentimenti, tra corna rivelate in diretta e cronaca nera trasformata in spettacolo. Ascolti altissimi, ovvio. Carlo Monterossi si trova quindi ad essere invidiato e ammirato, molto ben pagato, per un lavoro che detesta, da cui tenta maldestramente di fuggire. Lucia, il grande amore, che se n’è andata da qualche anno, proprio ora si riaffaccia in città, la malinconia è ai livelli di guardia. Carlo incappa nella sua prima indagine per caso, uno sconosciuto gli spara e lo manca per pochissimo, la polizia non capisce, e lui invece, vuole capire. Ma quelle di Carlo Monterossi non sono soltanto indagini, sono immersioni nelle vite degli altri. Vittime e colpevoli, investigatori, testimoni: ogni vita gli interessa, ogni sfumatura, ogni movimento in quella città multistrato che è Milano, dagli interni scintillanti della capitale della moda e del design alle periferie più lontane, ai bar malfamati. Lui, che è un vincente involontario, osserva la varia umanità che popola le sue indagini, con una predilezione per i deboli e i perdenti, con un senso di giustizia profondo. A volte scopre delle cose, altre no, ma la sua osservazione del mondo e degli eventi è già un’indagine, un’esplorazione ironica e umana, guidata dall’istinto, dai versi del suo poeta-consigliere Bob Dylan, e, se è il caso, da un buon whisky. Lui fa quel suo sorriso, perché capisce le cose, e perché contiene del blues.

Donatella Finocchiaro è Lucia: decisa, libera, coraggiosa. Lucia se n’è andata a Londra per fare “quello che qui non si può fare”, cioè giornalismo indipendente, sul campo, che sia un teatro di guerra o un’inchiesta scomoda in giro per il mondo. Una scelta di vita, mentre Carlo è rimasto qui, a vergognarsi delle sue storie pettinate per la tivù, il che aumenta malinconie e rimpianti. Da pochissimo, Lucia è tornata a Milano: la Rete le offre un programma, Carlo rischia di vedere in ogni istante nei corridoi dell’azienda quello che spesso vede in sogno, cioè Lucia che torna, le cose che si sistemano, tra gelosie assurde e speranze, forse altrettanto assurde. Lucia non raccoglie, si muove nel mondo di Carlo come una visione, ma molto concreta, avvolta dal suo fascino.

Martina Sammarco è Nadia Federici: due lauree, più lingue parlate, l’intelligenza pronta e reattiva, eppure Nadia Federici è intrappolata nel manicomio televisivo di Crazy Love grazie ai buoni uffici di Carlo Monterossi. È a lui che deve quel lavoro che non le piace, dove è sprecata. La sua complicità con Carlo è spigolosa e genuina. Nadia Federici, con i suoi problemi di cuore – la fidanzata l’ha appena lasciata in malo modo – i suoi segreti e la sua abilità, è una perfetta esploratrice del presente. Con un computer in mano può sapere quasi tutto, trovare tutto, ricostruire vite e storie, dividendosi compiti operativi e visioni del mondo con Carlo e Oscar Falcone. Nadia è la generazione del precariato della conoscenza, veloce, connessa, rapida, così che le capita di guardare il Monterossi come un “boomer” di buon cuore, e glielo fa notare prendendolo in giro. Così ecco che in un modo un po’ strano sono amici sul serio, e di Nadia ci si può fidare.

Luca Nucera è Oscar Falcone: passati i trent’anni, Oscar Falcone non saprebbe dire esattamente qual è il suo lavoro. Un po’ giornalista di cronaca nera, un po’ investigatore, un po’ esploratore urbano, raccoglitore di fatti e notizie, cacciatore di informazioni. È amico fraterno di Monterossi, che saltuariamente lo ingaggia a Crazy Love, la trasmissione-spazzatura di Flora De Pisis. Oscar Falcone è uno che sa dove guardare e a chi chiedere, che siano poliziotti o balordi, bravo a muoversi in quelle zone grigie della città dove si incontrano la Milano perbene e quella per male. Se c’è qualcosa o qualcuno da trovare, Oscar Falcone lo trova. Misterioso, riservato fino alla paranoia, di Oscar Falcone non si sa niente. Compare e scompare nella città, conosce ogni piega, ogni angolo, e torna sempre con qualche notizia, novità, punto importante per le indagini che conduce con Carlo e Nadia.

Diego Ribon è Tarcisio Ghezzi: poliziotto di basso rango, sbirro da appostamento, cane da polpaccio. Tarcisio Ghezzi vanta trent’anni in Polizia – è sovrintendente –, una grande esperienza che ne ha temprato la burbera umanità. È uno che capisce, che vuole guardare le cose da vicino, che sa intuire e comprendere le motivazioni dei delinquenti a cui dà la caccia, che ne conosce le vite e le angosce. Una passione per i travestimenti e le missioni sotto copertura e un’abilità straordinaria nel collegare fatti e indizi, Ghezzi ha un suo approccio per ogni indagine, sa che dietro ogni delitto c’è una motivazione e dietro quella motivazione, un uomo che ne è stato travolto. Come Carlo Monterossi, anche lui si occupa delle vite degli altri, ne è attratto, curioso, empatico con le vittime e capace di indagare nei cuori dei colpevoli, perché sa pensare come loro. Così, negli anni, ha maturato un suo codice etico, una legge morale che punta a raddrizzare le ingiustizie, ma non si fa troppe illusioni e può capitare che questo suo rigore lo porti a qualche frizione con i capi. La signora Rosa, che lo aspetta a casa con amore protettivo e spiccio, è il suo rifugio dalle brutture del mondo che vede fuori, anche se quando è lì con lei non vede l’ora di tornare alle sue indagini.

Tommaso Ragno è Pasquale Carella: scontroso fino all’antipatia manifesta, rude, ruvido sempre, Carella è un lupo solitario che prende le cose sul personale, promette giustizia alle vittime, non si dà pace finché il caso non è risolto. Là dove Ghezzi è morbido e intuitivo, lui è rapido e velenoso, poco incline al perdono e alla comprensione. Carella sa di trovarsi in un punto scomodo della catena, quello dove si vede il sangue, il dolore, la ferocia, e tutto questo non è ancora diventato un faldone giudici e avvocati. Si sente sul campo, ogni indagine diventa una questione di principio, come se lo riguardasse da vicino, come se il delitto fosse un torto fatto a lui, cosa che non sempre facilita il lavoro. Succede che Ghezzi debba tenerlo a bada, ma anche Carella ha un sistema etico piuttosto rigido: lui vuole prendere i cattivi, anche a costo di scavalcare qualche regolamento, e va dritto al punto, non è facile imbrigliarlo.

Beatrice Schiros è Cristina Gregori: è il capo di Ghezzi e Carella, la donna a cui devono riferire, che devono tenere al corrente, da cui prendono ordini. E dunque Gregori ha il suo bel daffare a tenere a bada i voli pindarici di Ghezzi, il suo prenderla alla larga, il suo inseguire intuizioni e ragionamenti, e a trattenere il fuoco vivo di Carella, che non vede l’ora di passare all’azione e, all’occorrenza, menare un po’ le mani. Con i suoi sovrintendenti lavora alla pari, sa che sono ottimi poliziotti e che, anche se a volte possono stiracchiare qualche regola, cercano la verità dei fatti. Lei pensa, valuta, decide, anche a rischio di farli sbuffare un po’.

Marina Occhionero è Sannucci: “Sannucci, cercami questo”, “Sannucci, fai quello”. Giovane agente di polizia, appena uscita dall’Accademia, Sannucci è finita a lavorare con quei due, Ghezzi e Carella, che la fanno trottare, la tirano giù dal letto a qualunque ora, le affidano compiti e mansioni. Ma lei, determinata e decisa a dispetto dell’aria timida, non si lamenta. Anzi, considera preziosi e benedetti agli insegnamenti di Ghezzi, trucchi e intuizioni che all’Accademia non si insegnano, cose che si imparano solo sul campo, in strada, dove Ghezzi sa essere un maestro affettuoso e ruvido.

Carla Signoris è Flora De Pisis: conduttrice di Crazy Love, è una regina indiscussa e indiscutibile, troneggia senza rivali in cima alle curve degli ascolti guidando il suo circo di amori complicati, naufragi familiari, voyerismi e delitti in cui trovare – da qualche parte – un lato umano che faccia salire gli ascolti. Il suo motto è “Anche questo fa fare l’amore!”, a chiosare tutte quelle storie grottescamente false e “pettinate” per la tivù. Più spettatori, più spettacolo con il dolore degli altri, più popolarità: questi sono i fari che guidano Flora, che considera Carlo un campione nell’ammaestrare storie e vite da scaraventare davanti al pubblico, svariati milioni di persone. Amica, rassicurante, persino romantica durante la diretta, a telecamere accese, Flora diventa diabolica appena scende dal palco: una macchina da guerra, una iena che sa apprezzare solo certe frasi, come: “Sì, Flora”, “Certo, Flora”. Una regina, appunto.

Maria Paiato è Katia Sironi: se Carlo Monterossi medita continuamente di lasciare quell’impasto di cinismo e volgarità che è Crazy Love, Katia Sironi è la sua guardiana. Schietta e diretta, è l’agente di Carlo, la regina dei contratti e la maga delle percentuali. È lei che ha trasformato un’idea di Carlo in un portento di profitti per la tivù. Katia è la tivù vista dalla parte dei soldi: clausole, esclusive, trattative, curve degli ascolti. In più, ha Carlo da tenere a bada, perché non lasci la miniera d’oro. Burbera e spietata, Katia Sironi ha un debole per quel suo cliente così bravo a inventare storie, sa che è una brava persona, ma questo non la esime dall’esercitare tutto il suo cinismo commerciale, unito a lezioni di vita che Carlo subisce di malavoglia. Ma lei non si scompone più di tanto, sa che chi sventola numeri e soldi finisce spesso per avere ragione.

Silvia Briozzo è Caterina: anche casa Monterossi, il magnifico attico affacciato sulla nuova Milano dei grattacieli e della modernità, ha una regina. Caterina, portiera del palazzo, è anche la governante di Carlo, ma di più: la sua Mary Poppins, quella che riempie il frigo come se fosse quello di un Grand Hotel, che sovrintende all’ordine e alla pulizia, che vigila su ogni granello di polvere. Irriducibile groupie della Madonna di Medjugorje, che campeggia sul frigorifero di casa Monterossi in forma di magnete, intrattiene con lei lunghe conversazioni, il cui tema solitamente è “Ma perché il signor Carlo non si trova una brava ragazza?”. Guardiana della casa, Caterina vigila sulla morale di Carlo come la perpetua di un prete di campagna e lui, che non si priverebbe mai né della sua cucina né della sua saggezza popolare, sopporta divertito.

Altri personaggi

Michele Bravi è Manuel Macchi;
Maurizio Lombardi è il Socio;
Gabriele Falsetta è il Biondo;
Ilir Jacellari è Clinton;
Bedlù Cerchiai è Meseret Teseroni;
Eric Alexander è Andrea Reali;
Gianfranco Barili è il Vecchio;
Alberto Brosio è Enrico Domini;
Marco Caldoro è Augusto;
Mauro Cardinali è Sergio De Magistris;
Andrea Caimmi è il Dr. Morzeni;
Greta Ciaramella è Mirsada;
Gianni D’Addario è Hego;
Roxana Doran è Serena;
Alessandro Federico è l’avvocato De Rosa;
Maxim Gallozzi è Helver;
Claudia Gambino è Marzia Senzapane;
Gianluca Gambino è l’avvocato Finzi;
Corrado Giannetti è il Capitano Madeddu;
Mariangela Granelli è Rosa Ghezzi;
Giuseppe Ippoliti è Piero Ferrentini;
Rinat Khismatouline è il capo campo;
Fulvio Milani è il Marchese Sensini Ferni;
Mauro Negrini è Franco Rivetti;
Valeria Palmitessa è la signora Neroni;
Francesco Patanè è Stringa;
Miriam Previati è Anna Galinda/Angela;
Luca Secci è Giuseppe Serpieri;
Giovanni Serra Siani è Lukas Muller.

Monterossi-La serie, regista e sceneggiatori

Dietro la macchina da presa c’è un habitué delle serie tratte da libri, ovvero Roan Johnson, già regista de I delitti del BarLume e di due episodi di C’era una volta a Vigata. A scrivere la serie, invece, oltre agli stessi Robecchi e Johnson, anche Davide Lantieri (I Delitti del BarLume). La serie è prodotta da Palomar con il sostegno della Regione Lazio – Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

Monterossi-La serie, i libri

Come detto, la serie tv è tratta dalla saga letteraria di Carlo Monterossi scritta da Alessandro Robecchi ed edita da Sellerio. Una saga iniziata nel 2014 con “Questa non è una canzone d’amore” e proseguita con altri sette libri: “Dove sei stanotte” (2015), “Di rabbia e di vento” (2016), “Torto marcio” (2017), “Follia maggiore” (2018), “I tempi nuovi” (2019), “I cerchi nell’acqua” (2020) e “Flora” (2021). Alcuni suoi racconti sono comparsi nelle varie antologie Sellerio: “Il tavolo” (in Vacanze in giallo, 2015) “Killer, la gita in Brianza” (in Viaggiare in giallo, 2017), “Doppio misto” (in Un anno in giallo, 2017), “Piccola suite borghese” (in Cinquanta in blu. Otto racconti gialli, 2019).

Monterossi-La serie, dov’è stato girato?

La serie tv è ambientata a Milano, motivo per cui numerose scene in esterni sono state girate nel capoluogo Lombardo. Alcune scene, però, sono state girate anche a Roma. Le riprese sono iniziate nel maggio 2021 e sono durate tredici settimane.