M’ama non m’ama, storia del primo dating game della tv italiana (VIDEO)

Nasce nel 1983 ed in poco tempo il format ideato da Paolo Limiti fa il giro del mondo: storia del “gioco dell’amore” M’ama non m’ama

Il genere del dating show in tv ha trovato il suo primo boom nel pieno degli anni ’80. Abbiamo citato in passato gli esempi de Il gioco delle coppie, ma più avanti sono arrivati Tra marito e moglie, Stranamore, Colpo di fulmine. Trasmissioni con meccanismi diversi, ma pur sempre legati tra di loro.

Oggi il dating per eccellenza si chiama Uomini e Donne, un format che galoppa alla grande sia per la sua struttura ben rodata, sia per il seguito visti i dati d’ascolto ancora oggi favorevoli. E ieri? Un tempo fa il dating era un game di successo e si chiamava M’ama non m’ama, trasmissione del preserale di Rete 4 datato 1983.

Il ‘gioco dell’amore‘ – così come venne sottotitolato – fu ideato da una mente che di produzioni televisive ne portò avanti, Paolo Limiti, con lui l’americano Steve Carlin. Il programma venne condotto per le sue prime due edizioni (1983 e 1984) da Marco Predolin e Sabina Ciuffini, quest’ultima sostituita nel 1985 da Ramona dell’Abate (entrambe comunque già abituate alla co-conduzione di game show).

Il regolamento è molto semplice: al centro del gioco vennero chiamati due concorrenti chiamati “cacciatori“, a loro il compito di contendersi quattro “prede” (certo, magari leggere ruoli come “cacciatori” e “prede” nell’era del politically correct non è proprio il massimo e qualcuno storcerà il naso, ma questo è pur sempre il disegno del gioco). I cacciatori venivano sottoposti ad un fuoco di fila di domande a risposta “vero” o “falso”, chi accumulava più risposte esatte poteva accedere al gioco finale in cui il grado di difficoltà diventava più alto. I concorrenti dovevano rispondere a domande di cultura generale attraverso una grande margherita posta al centro dello “Studio one” (lo studio di produzione oggi chiamato Profit-Bravo Productions), chi riuscì ad indovinarle, vinse un importante premio.

Alcuni di questi concorrenti, più avanti sono diventati volti popolari del piccolo schermo, tra loro parteciparono: Corrado Tedeschi, Emanuela Folliero (poi diventata annunciatrice di Rete 4,), Giorgio Mastrota, Maria Grazia Cucinotta e persino Rocco Siffredi.

M’ama o non m’ama divenne un successo in breve tempo, la Mondadori (che fondò Rete 4) per la prima edizione del programma realizzò il gioco in scatola. In più l’ottimo apprezzamento del pubblico ha permesso uno spin-off in prima serata chiamato M’ama non m’ama show in compagnia di concorrenti VIP e in onda nella primavera 1984 sulla stessa rete.

All’estero M’ama non m’ama venne visto con una certa attenzione, riuscendo persino nell’impresa: la ABC lo acquistò per due puntate pilota, l’accoglienza non fu convincente e per questo venne sospesa la produzione. Una TV canadese abbracciò il programma portandolo nel suo paese e traducendolo in Love me, love me not. Anche la Gran Bretagna trasmise il game show cucendoselo su misura inglese.

Ma dopo tutto questo boom cosa accadde in Italia?

Una volta terminato il corso delle tre edizioni, il format rimase nel cassetto per due anni prima che Odeon TV, nel 1987, lo riprese per una rinfrescata con la conduzione dell’attore Sebastiano Somma (ai suoi primi passi in tv) ed una giovanissima Simona Tagli. Dopo un altro stop, il gioco tornò nel 1994 sotto un altro titolo (“Ma quanto mi ami?”) citando il claim del popolare spot SIP di allora, gli ascolti però non ebbero lo stesso esito di 10 anni prima, così il programma venne ufficialmente chiuso.

Ricordiamo M’ama non m’ama attraverso la sua storica sigla cantata da Alessandra e scritta da Paolo Limiti con Piero Cassano dei Matia Bazar.