Luciano Rispoli, la sua tv su RaiPlay e un libro per ricordare i suoi 90 anni

Luciano Rispoli avrebbe compiuto 90 anni il 12 luglio: su RaiPlay torna Pranzo in tv, mentre arriva in libreria “Ma che belle parole!” di Mariano Sabatini.

Luciano Rispoli, un gentleman in  tv: così si intitola la puntata di Italiani tornata in onda in questi giorni per celebrare i 90 anni di un conduttore – e autore radiotelevisivo – che ha lasciato un segno importante nella storia della tv italiana, un segno che i tempi stanno velocemente cancellando sotto il peso delle sgrammaticature nell’uso del mezzo (e della lingua italiana). Il riferimento alla lingua, ovviamente, non è casuale: gli over 40 lo hanno sconosciuto soprattutto con Parola Mia!, uno dei primi quiz incentrati sulla conoscenza e sull’uso dell’italiano, capace di rendere il prof. Gian Luigi Beccaria un personaggio tv e la conoscenza della lingua un elemento di vanto. Sembrano passati secoli, e televisivamente non si può dire che non lo sia: il programma debuttò nel 1985 e durò fino al 1988. Il tentativo di riportarlo in tv nel 2002-2003 dimostrò quanto i tempi fossero cambiati. Ma per chi ricorda quel format cult, e anche per chi non l’ha mai visto (direi soprattutto per loro), c’è la possibilità di rivederlo e riviverlo grazie a RaiPlay, che lo ha reso disponibile on demand almeno con 8 puntate selezionate dalla terza stagione. E ovviamente vi suggeriamo di recuperarlo.

A proposito di recuperi su RaiPlay (che il Signore lo abbia sempre in gloria!), proprio in occasione del 90° compleanno di Rispoli – scomparso nel 2016, come ahimé ricordiamo – la piattaforma ha pubblicato Pranzo in tv, un format talk del 1983 che metteva intorno alla stessa tavola persone di diversa provenienza, età, professione per commentare insieme i principali argomenti della settimana. “Quattro chiacchiere” a cena, insomma, che tra i primi mette al centro le opinioni della gente comune ma senza urla e senza rivendicazioni da mercato: nella prima puntata, del 7 novembre 1983, al tavolo ci sono – tra gli altri – un ginecologo che ha scritto un libro di educazione sessuale, un ebanista, una commerciante, una studentessa ventenne di moda e design e l’attrice Valeria Moriconi. Primo argomento, la guerra in Libano. Un programma da rivedere, tra quelli forse meno conosciuti e ricordati di Rispoli, che poi si ‘incarnò’ nella lunga esperienza del salotto de Il tappeto volante.

Ma quel che spesso si ricorda meno di Rispoli è la sua straordinaria capacità autoriale: il suo nome è legato ad alcuni dei programmi che più di altri hanno segnato svolte nell’offerta radiotv. A ripercorrerne la carriera autoriale, radiofonica, televisiva ci ha pensato Mariano Sabatini – cui dobbiamo la tenacia nel ricordare non solo un uomo di tv, ma un gentiluomo della comunicazione – che ha appena pubblicato “Ma che belle parole! Il fascino discreto della radio e della tv” (editore Vallecchi). Storico collaboratore di Rispoli, – da cui fu “fulminato” nel 1985, con il loro primo incontro – Sabatini ripercorre non solo un pezzo fondamentale della storia della televisione, ma la presenta al pubblico attraverso il suo privilegiato punto di vista, di chi ha visto farsi – e a contribuito a fare – quel modo di far tv e che ha avuto un maestro di cui si avrebbe ancora bisogno.

E allora l’invito è quello di andare su RaiPlay e andare a recuperare sia Parola Mia! che Pranzo in tv: è un esempio di tv e soprattutto uno spaccato sull’Italia dei primi anni ’80.

Luciano Rispoli Pranzo in tv

PS. “Tutto l’atteggiamento di noi adulti, e non da adesso, è quello di creare un atteggiamento di paura. E voi della stampa, della tv, facendoci vedere solo immagini di terrore, puntando sulla cronaca nera, vendete di più, o forse pensate interessi di più”: parola del dott. Romano Forleo, ginecologo, ospite di Rispoli nella prima puntata di Pranzo in tv (7 novembre 1983). Perché per dare un peso alle cose di oggi, bisogna prima saperle inquadrare nel contesto storico…