L’equilibrista sul trapezio del Grande fratello vip in un chapiteau senza rete

Quel che è, quel che resta e quel che resterà di un reality show chiamato Grande fratello vip e di chi lo confeziona

di Hit,

Questo post oscilla fra l’ora di lettere e di matematica di una giornata d’autunno, alle prese con i primi refoli freschi di una stagione che a fatica sta mangiando un’estate coriacea. Qualcuno si ostina a chiamarlo ancora reality show, ma quello che va in onda in prime time su Canale 5 il lunedì ed il giovedì non è più un reality show, ma qualcosa di diverso. C’era una volta il Grande fratello, un esperimento sociale che costringeva dieci persone comuni a restare chiuse in una casa spiate da una quantità industriale di telecamere, per coglierne tutti gli attimi ad uso e consumo televisivo. C’era una diretta 24 ore su 24 diffusa da Stream e poi c’era una prima serata, il giovedì sera su Canale 5 condotta da Daria Bignardi. Era il 2000 e alla guida della prima rete commerciale italiana c’era l’attuale sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

Poi gli anni sono passati e più passava il tempo, più quello che all’inizio era effettivamente -sulla carta-  uno pseudo esperimento sociale, è diventato sempre di più un programma televisivo, con i classici meccanismi di una trasmissione d’intrattenimento: giochi, bisticci, momenti ameni fino al fulcro del programma, ovvero le nomination, con eliminazione la settimana successiva dopo le votazioni del pubblico da casa. Quello era il momento più atteso del programma, quella era la discussione che nasceva sul web, ancora agli albori, nei mitici forum dedicati al Grande fratello e ai suoi singoli concorrenti.

Ma tutto ciò non bastava, allora ecco che arriva la versione vip del Grande fratello. Si prendono alcuni noti personaggi del mondo dello spettacolo e non solo, si chiudono sempre in quella casa di Cinecittà, magari più grande, magari meglio arredata e con più comfort e vengono pure loro spiati dalle solite telecamere, 24 ore su 24, ma la base e lo scheletro del programma sono sempre quelli. Spazio all’intrattenimento, al gioco, senza perdere di vista eventuali liti, amplificate sempre di più da un mondo dei social network, nel frattempo in forte ascesa, ma sempre con il rito delle nomination e delle eliminazioni in primo piano.

Ma anche qui, più passa il tempo e più il programma cambia e tutto ciò che fu del Grande fratello, o almeno quello che era il suo DNA, piano piano sparisce per far posto a quello che serve alla televisione di oggi (e di riflesso al web, oppure è il contrario, adesso però qui non ci interessano le priorità) cioè un racconto replicabile, sbrodolabile con alcuni temi cruciali infilati dentro, ma sopratutto serve un filo rosso fra i personaggi che a questo punto non è più necessario siano famosi, basta che siano in qualche modo conosciuti, questo grazie all’interconnessione figlia del mondo dei social network,  che infatti sono il vero veicolo trasmissivo di questa “nuova” vita del Grande fratello.

L’importante non è più la notorietà dei “concorrenti” del Grande fratello vip, ma le storie che la loro sublimata notorietà riesce a produrre. In questo è semplicemente perfetto come anfitrione Alfonso Signorini, che da direttore del più venduto settimanale di gossip italiano e grazie alla sua ramificatissima rete di conoscenze nel mondo rosa (e toni attigui) nazionale, è il migliore assemblatore di cast e non solo di cast. Signorini infatti è un commissario tecnico in campo, riuscendo a confezionare le varie puntate sia in fase di scrittura ex ante, che durante la conduzione delle due dirette settimanali, con buona pace dei gobbi che naturalmente non vengono letti essendo fondamentalmente inutili, lanci della pubblicità a parte.

Ovviamente tutto ciò richiede uno sforzo considerevole, pari forse a quello di un equilibrista su di un trapezio, sotto un tendone da circo, ma senza la rete di protezione sotto. Questo sopratutto quando poi il materiale, settimana dopo settimana, diventa sempre meno fertile e tutto questo anche quando vengono innestati nuovi “vip”, che forse nell’ottica signoriniana attuale del Gf Vip possiamo tradurre in “veramente interessanti persone” più che “veramente importanti persone“. La doppia puntata settimanale poi, con l’aggravante della messa in onda del giovedì, a soli 3 giorni dalla puntata del lunedì, invece che di venerdì, rende il lavoro di scrittura di questo programma ancora più difficile. In tanti li dentro agognano i programmi “de filippiani” che fanno della scrittura e del montaggio preventivo il loro segno distintivo e che per questo disegnano una bella rete sottostante, che impedisce fratture di ogni tipo,

Insomma, il Grande fratello vip, con le sue due puntate settimanali, con gli ascolti garantiti per due serate attorno al 20% sono certamente una cosa positiva per Mediaset e per Publitalia in particolare, ma richiedono uno sforzo immane per il suo direttore artistico e per il suo team di autori. Fino a quando il gioco varrà la candela? Fino a quando qualcuno non si stancherà? Siamo solo all’inizio di novembre ed aprile, termine al momento annunciato della fine di questa settima edizione del Grande fratello vip è molto lontano, forse troppo lontano, o forse no. Pupo avrebbe una risposta a questa domanda…forse

Io non voglio diventare Re
Perchè quando lo diventerò
Significherà che saranno morte
Tutte le persone che amo
Qual gioia potrei provare allora?

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