(Non è) Aria di domenica: il caffeuccio di Myrta Merlino resta sullo stomaco

L’Aria di domenica è L’Aria che Tira con La Spiega di Greco, il televisore vintage per gli opinionisti e le vignette di Vauro…

 

L’Aria di domenica è L’Aria che Tira con La Spiega di Greco (sentite echi di Spiegoni Damilano, vero?), il televisore vintage per gli opinionisti e le vignette di Vauro. E qualche cravatta di meno da parte degli ospiti che tentano il casual festivo.

Per il resto la domenica non porta nulla di diverso rispetto all’appuntamento feriale e nulla di quanto annunciato nella premessa da Myrta Merlino al lancio di queste due ore pomeridiane da trascorrere nella ‘famiglia di La7’. Non si mantiene la parola neanche sulla durata: doveva durare dalle 14 alle 16 e invece si è andati avanti fino alle 16.40. “Ci siamo allungati un po’ troppo, ma l’abbiamo detto che era un work in progress” dice la Merlino.  Uno ‘sforo’ (se vogliamo definirlo così) che sa di previsto, considerata la presenza in palinsesto di 40′ di Uozzap subito dopo.

Per il resto L’aria è la stessa di tutti gli altri giorni per taglio, argomenti, ospiti, pronomi.

“La televisione si accende su La7 la domenica alle 14 e cambia il nostro modo di passare la domenica. Vogliamo farlo riflettendo insieme sulle cose che magari ci  raccontiamo di corsa durante la settimana e ora invece possiamo fermarci e ragionare. Lo facciamo sul fronte della politica con Di Maio, lo facciamo nettendo i puntini su un po’ di informazioni mediche con due grandi virologi, Galli e Ricciardi, lo facciamo per capire cosa sta accandendo. Lo facciamo in famiglia, su La7”.

A fronte di questo manifesto, proclamato tra il collegamento col TgLa7 e l’inizio della puntata, è interessante vedere però come si sviluppano in concreto i primi minuti del programma.

14.06 Myrta Merlino deve ancora iniziare e intanto Mara Venier ha già fatto cantare #TizianoFerro a Domenica In, per cui mi domando a quale target guardi L’Aria di Domenica e a chi spera di rosicchiare ascolti (in una domenica senza Quelli che il Calcio e con Lucia Annunziata sempre sul pezzo);

14.10 Myrta Merlino sta già elogiando Di Maio, in collegamento dal Ministero dove è ancora al lavoro e solo con un panino “perché è tutto chiuso nel Palazzo”;

14.15 Myrta Merlino parla con Di Maio solo di Campania e degli attacchi di De Luca (“Non le ha dato fastidio che un Governatore potesse rivolgersi così a un Ministro e che nessuno del Governo l’abbia difesa”), in una condizione di sanità campana al collasso che lei ha sempre raccontato (e mostra la foto del morto in bagno al Cardarelli);

14.21 Myrta Merlino sta chiedendo “C’è ancora il rischio di un lockdown generalizzato? No, perché IO MYRTA non pensavo di dover rivedere le immagini di marzo…””Devo dirle una cosa da cittadino…”

14.24 Myrta Mertlino dice “Erano giorni che raccontavo gli operatori del 118 senza ossigeno 15 giorni fa… ma dica la verità, li ha mandati lei gli ispettori a Napoli?”

14.25 Myrta Merlino: “Come è diventato prudente, Di Maio, nelle risposte. Allora è vero che è diventata la quintessenza del democristiano… Capisco, l’incarico di Governo richiede prudenza in un momento delicato come questo della Pandemia… allora alla fine di tutto questo mi dirà tutto quello che pensa di De Luca”.

14.35 Myrta Merlino entra nel racconto Stati Generali.

Una prima mezz’ora totalmente incentrata sulla Campania, dunque, regione d’origine di conduttrice e ospite ma non dell’intero pubblico, come è facile immaginare. Nel giorno degli Stati Generali del Movimento 5 Stelle ci si concentra piuttosto sulle liti tra il Ministro degli Esteri e il Governatore della Campania Vincenzo De Luca (assente) e non mancano continui riferimenti alle drammatiche condizioni sanitarie campane che ‘lei’ ha sempre raccontato. E già da qui si capisce che L’Aria di domenica mantiene quel taglio populista* e a tesi delle puntate feriali. Campania protagonista anche in chiusura puntata con il collegamento con Eugenia Carfora da Caivano, la preside già protagonista di una bella puntata di I Dieci Comandamenti di un paio di anni fa che chiede la riapertura delle scuole in Campania, quelle che De Luca ha chiuso da metà ottobre. Nel suo caso, visto il valore di presidio territoriale, una richiesta che si può capire, ma che non si può avallare, senza un approccio critico alla situazione pandemica, all’intero territorio nazionale.

L'Aria di Domenica

Quando IO e NOI predominano si perde di vista la missione stessa del giornalismo; vestendoci da ‘semplici’ cittadini ci si dimentica della funzione centrale del giornalismo, quella della mediazione del racconto. Ma la personalizzazione è la cifra della conduzione, anzi della scrittura stessa, della Merlino: io ho raccontato, noi ci conosciamo da tanto tempo, sono commossa perché vedo che ha studiato per me, da mamma di tre bambini... Se vi ricorda qualcuno c’è poco da meravigliarsi. Una scelta che offusca la funzione chiarificatrice voluta dalla stessa Merlino in partenza: parametrare tutto a sé, nell’illusione – o nella presunzione – di essere così il simulacro del pubblico (non popolo, ma pubblico, sarebbe bene che qualcuno lo ricordasse), fa perdere di vista la missione evocata. Una dimensione però talmente diffusa nei contenitori del pomeriggio, feriali e festivi e anche in certe prime serate domenicali, che se si vuole davvero offrire qualcosa di nuovo bisogna smetterla di invitare il pubblico a prendere caffeucci, di banalizzare la scienza, di semplificare una crisi e affrontare quel che succede senza enfasi e con i guanti di lattice.

Soliti argomenti e soliti ospiti, dicevamo. Tra questi i professori Walter Ricciardi e Massimo Galli, spesso presenti in collegamento e che oggi la Merlino è lieta di avere al debutto per approfittare di questo “bel momento per fugare insieme tutti i dubbi relativi al COVID“. Come a dire che nel resto della settimana li chiama per chiacchierare del più e del meno… Beh, se è così non cambia neppure di domenica. Sempre nell’ottica di voler strizzare l’occhio al pubblico (ma quale considerazione hanno di chi li segue), tra spunti para-gossip e notazioni di semi-colore, l’intenzione di fugare i dubbi sul virus finisce per trasformarsi nell’Oroscopo dei Virologi.

“Professori, vi siete resi conto che siete la nostra bussola? Una volta, al mattino, si leggeva l’oroscopo, oggi invece ci domandiamo “Cosa diranno Galli, Ricciardi o Zangrillo?” per capire come dovremo comportarci… Non sentite la responsabilità di dare le indicazioni su quello che dobbiamo fare?”

Una semplificazione che rimesta in quegli errori di interpretazione che è davvero molto lontano dalla chiarezza. E se proprio vogliamo fare chiarezza, no, non spetta a loro dare le indicazioni con le comparsate tv. Chi vuole fare chiarezza dovrebbe ribadirlo, non lanciare il “di che virologo sei?”: Galli ascendente Galli o Capua ascendente Ricciardi o ancora Palù ascendente Zangrillo.

E poi vogliamo mettere? Perché non chiedere ai due opinionisti, Mario Monti e Claudio Amendola, come le loro signore hanno preso il fatto di essere stati disturbati la domenica a ora di pranzo? Anni ’50, a noi.

L'Aria della domenica

L’Aria di domenica, la confezione e il cast fisso

Quella lentezza della parte dedicata alla chiacchierata con Mario Monti in veste di opinionista sembra essere finalmente il segno di quella riflessione cercata e annunciata in apertura. E invece no: la Merlino ammette di essere in ritardo e di star ancora prendendo le misure. Misure ignote però sia alla programmazione che alla comunicazione della rete: arrivati alle 16.05, con Mentana all’inizio della sua intervista e con il collegamento con Caivano ancora da fare, si capisce che la fine della puntata è molto lontana. Quei 40′ di Uozzap che si leggono sulla guida tv di La7 sono evidentemente un errore, o un cuscinetto di salvataggio.

Le due spieghe di Gerardo Greco hanno il sapore di un incrocio tra il Punto di Paolo Pagliaro, con grafici e sondaggi, e una spolverata di opinione alla Damilano in Propaganda Live. Ma non dimentico che Greco fu quello che nella Maratona Mentana dichiarò che Biden avrebbe dovuto fare un passo indietro di fronte a Trump che annunciava una vittoria strappata ai brogli elettorali, a seggi ancora aperti. Vauro fa Vauro ma viene bacchettato (quindi perché chiamarlo). Ma l’elemento davvero ‘sconvolgente’ è il televisorino vintage nel quale sono relegati gli opinionisti, ovviamente in bianco e nero. Una trovata scenografica che vuole richiamare la domenica di un tempo, quella in famiglia davanti alla tv: ma di certo non si parlava di quello di cui si era parlato con ansia per tutta la settimana. Se si domanda agli opinionisti come in famiglia hanno preso l’impegno domenicale in fascia post-prandiale perché non chiedere anche ai telespettatori se proprio hanno voglia di queste ‘riunioni di famiglia’ alle 14 del pomeriggio davanti alla tv?

Ma la scelta del televisorino ha una potenza visiva (forse) inattesa. Quell’immagine di Monti in bianco e nero incorniciata in quel tv vintage è degna della Tv delle Ragazze per tutti i possibili effetti di senso che ne possono derivare. Tanto che poi si cerca di dare una botta di colore, forse resisi conto un po’ troppo tardi degli effetti sul pubblico.

L'aria di domenica

Ecco, diciamo che Non è Domenica. Non è l’Aria della domenica, soprattutto non ha niente di diverso dall’Aria che tira negli altri giorni della settimana. C’è tempo per qualche aggiustamento: se non nel taglio semi-infotainment che vuole essere di approfondimento, almeno nel tipo di argomenti. Qualcosa deve cambiare, perché così siamo in un guado che sa di wannabe tra il racconto giornalistico di Rai 3 e il pomeriggio gossip di Canale 5. Rai 1 non la scomodiamo neppure…

 

  • “Ora la parola ha un’accezione molto negativa, ma non c’è niente di male a stare dalla parte del popolo, a difendere il popolo” dice Di Maio alla Merlino che gli chiede se di definisca ancora tale. Diciamo che tra politica e giornalismo però c’è una differenza. O almeno ci si aspetta ci sia.

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