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Il Falsario, Stefano Lodovichi fa rivivere Antonio Chichiarelli tra romanzo e ricostruzione storica

Il Falsario è un affresco verosimile di storia recente che prende spunto dalle vicende di Antonio Chichiarelli. L’opera di Stefano Lodovichi indaga nella Roma degli anni ’70-’80 senza la presunzione di inseguire l’attendibilità della cronaca.

27 Gennaio 2026 14:56

“Io so’ Toni della Duchessa. Toni con la i, mica come quei cantanti tipo Little Tony”. Lo mette in chiaro, con un accento romano appena accennato, Pietro Castellitto. Questa è la storia di Tony Chichiarelli, una ricostruzione fortemente ispirata alla realtà. A partire proprio dal nome del protagonista, con la i appunto, non con la y come il personaggio realmente esistito. Un distacco netto che serve a determinare il linguaggio del film Netflix.

Un lungometraggio che racconta quegli anni, tra il ’70 e l’80, in una Roma ancora splendente ma già ferita da retroscena che avrebbero segnato la Capitale (e lo Stato italiano) per sempre. Toni della Duchessa, nello specifico, è un artista promettente che disegna per vivere o vive per disegnare. I suoi dipinti sono molto belli, ma non comunicano niente. Lui ancora non lo sa, almeno nel film, ma per trovare la propria strada deve lasciare la provincia e partire per Roma.

Il Falsario, un viaggio nella storia recente tra estro e fantasia

Lo fa con due amici di infanzia, una volta arrivato nella Capitale gli cambia la vita. Da artista di strada diventa professionista, ma di falsi. Toni della Duchessa è bravo, anzi: bravissimo, nel riprodurre i dipinti dei grandi artisti. Tutti, senza esclusione. Riesce persino a riprodurre la loro firma. Nessuno si accorge della contraffazione, tranne Donata (interpretata da Giulia Michelini) esperta in compravendite di arte che gli propone un business.

Lui rifà i dipinti, lei li vende. Poi dividono gli utili. Un sodalizio su cui si fonda il resto della trama. L’opera trae spunto da eventi realmente accaduti per dimostrare che l’artista, con il passare degli anni, non si è limitato a rifare dipinti. La sua abilità di contraffazione (anche per alcune documentazioni) è stata usata addirittura da parti deviate dello Stato. Il riferimento, senza mezzi termini, è al sequestro Moro e non solo.

La forza dei protagonisti

Dal punto di vista tecnico l’opera è ben congegnata: una regia che volutamente usa gli ambienti paesaggistici come cornice iniziale per poi dare vita alle vicende successive dove i protagonisti s0no i colori, non solo dei dipinti dell’uomo. Anche rispetto alle emozioni provate. Il Falsario è un film che strizza l’occhio al thriller ma fa leva sui sentimenti: paura, amore e azione scenica con riferimenti alla Banda della Magliana e ad alcuni collettivi politici di estrema destra ed estrema sinistra.

Il Falsario nuovo film Netflix con Pietro Castellitto
I protagonisti del film in una scena (Ufficio stampa Netflix) – TvBlog

La storia vera di Antonio Chichiarelli resta d’ispirazione, ma non è quello che anima l’intero girato. La vicenda di quello che gli archivi e le cronache italiane hanno definito “Il falsario della Repubblica” serve soltanto come motore iniziale. L’opera cinematografica, presente su Netflix, prende successivamente altri binari che attingono più alla fantasia e all’estro degli autori che all’effettiva ricostruzione storica. Castellitto mette insieme una figura enigmatica che possiede anche una profonda sensibilità.

Un affresco verosimile di vita vissuta

Giulia Michelini riesce a staccarsi di dosso l’etichetta di attrice esclusivamente per fiction o serie tv confezionando una donna fragile (per esigenze di copione), ma profondamente centrata. Edoardo Pesce incarna al meglio il rappresentante della Banda della Magliana, mentre Claudio Santamaria dimostra appieno l’esperienza che lo contraddistingue in una rappresentazione scenica la cui forza risiede nei silenzi e nella scelta delle parole.

Il Falsario è un affresco favolistico su un passato che ha segnato il Paese in profondità con la Capitale d’Italia protagonista aggiuntiva in un intreccio – ancora oggi – desideroso di alcune risposte. L’appuntamento con la storia è rimandato, ma per quello con il buon gusto e una determinata percentuale di godibilità è sufficiente premere Play.