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Gialappa’s Band, la voce fa ancora la differenza: GialappaShow ultimo antidoto alla comicità scadente

La Gialappa’s Band torna dal 20 ottobre 2025 con il GialappaShow, perchè Santin e Gherarducci sono ancora il miglior esempio possibile di comicità.

10 Ottobre 2025 15:12

Ridere è forse l’unico gesto spontaneo rimasto: un atto in grado di cambiare la giornata, oppure migliorare una vita. Dipende dai punti di vista. Il sorriso non si insegna, si tramanda. La Gialappa’s Band, dal 1985 a oggi, fa proprio questo: veicolare buon umore e diffondere sorrisi. La nuova edizione del GialappaShow arriva in un momento storico, per l’Italia e non solo, in cui da ridere – con le battaglie in corso e il genocidio a Gaza – c’è ben poco. Forse, proprio per questo, un antidoto a tutta l’amarezza derivante dalla politica e l’attualità non è solo necessario. Può diventare addirittura salvifico.

Bisogna, però, avere la giusta cura: anche la leggerezza ha necessità di canoni ben precisi da perseguire. Proprio perché ridere – e far ridere – è spontaneo, ma affatto semplice o scontato. Il punto di forza della Gialappa’s è proprio quello di riuscirci senza bisogno di mostrare o dimostrare nulla: tre voci, dal 2023 due per motivi di servizio con la scelta definitiva di Carlo Taranto che ha lasciato le scene, e tanta scrittura senza bisogno di orpelli.

Gialappa’s Band metronomo del buon umore

I contenitori della Gialappa’s conservano ancora oggi due aspetti fondamentali: precisione e semplicità. Marco Santin e Giorgio Gherarducci sono metronomi del buon umore e dettano i tempi a chiunque: le battute sono pungenti, mai banali e inserite al punto giusto dentro un mosaico perfetto di incastri.

Il GialappaShow è uno spettacolo dove c’è ampio ricambio di comici – esattamente come lo sono stati nel passato i vari Mai Dire – ma non significa che entra chiunque. Lavorare con la Gialappa’s Band vuol dire avere ben presente l’obiettivo finale: regalare sorrisi, ma con un certo valore. Non ci si può accontentare della risata facile, per rifugiarsi nel politicamente corretto. Gherarducci e Santin sono spesso, e volutamente, al confine perchè hanno imparato che la trasgressione – anche dialettica – è un valore aggiunto e forse l’unico accessorio di cui ha bisogno uno show.

Il punto di forza della coppia Gherarducci-Santin

Ecco perché personalità del calibro di Brenda Lodigiani e Paola Cortellesi vengono, poi, considerate anche fuori. La Gialappa’s forgia loro (e tanti altri fra passato e presente) a essere pronti e mai arrendevoli su qualsiasi altro tipo di palco. Non esiste un altrove: quel che si fa al GialappaShow resta al GialappaShow, ma è in grado (anche) di attribuire una patente speciale che dimostra quanta strada è stata fatta andando contro – laddove fosse possibile – regole precise solo con l’intenzione di sparigliare le carte e regalare sorrisi e riflessioni in più.

Allora non è un caso se la Gialappa’s Band – approdata su Sky e TV8 da diverso tempo – ripropone quel che sa fare meglio (stuzzicare il pubblico a casa) attraverso schemi e complici sempre nuovi: gli sketch non stancano mai, quello che annoia eventualmente è il ripetersi di uno schema classico. Dimensione da cui Gherarducci e Santin scappano per inseguire l’avanguardia e la novità. Senza dimenticare il quarto moschettiere dei tre, che poi son diventati due: il mago Forest.

Michele Foresta certezza senza tempo

Michele Foresta è la summa del mantra Gialappiano: include tutto quello che Gherarducci e Santin hanno sempre voluto avere in una spalla, con l’aggiunta di un estro particolarmente sviluppato che gli consente di giocare con l’inaspettato senza risultare volgare o fuori luogo. Tradotto: la Gialappa’s Band prova e scrive moltissimo prima di ogni puntata, ma sa che con Forest anche l’improvvisazione risulta vincente.

Mago Forest al GialappaShow
Il Mago Forest durante una puntata del GialappaShow (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Il GialappaShow, che torna il prossimo 20 ottobre 2025, è una sorta di paese dei balocchi da cui nessuno vorrebbe andare via: al posto della banalità ci sono le risate autentiche, c’è il senta di Marco Santin a impreziosire qualsiasi battuta ricevuta senza preavviso, ci sono le parodie – talmente curate e inappuntabili – che sembrano vere. Poi, ultimi ma non per importanza, ci sono i co-conduttori e le co-conduttrici di ciascuna puntata. Uomini e donne del jet-set, che si divertono a giocare con due voci che sembrano uscite dall’iper spazio, accanto a Forest pronto a dare il colpo di grazia.

GialappaShow, verso la nuova edizione

Quando si parla di antidoto al grigiore collettivo e alla comicità scadente, il pensiero non può che andare a loro. I quali non hanno ancora perso l’appetito e gli stimoli televisivi. Vogliono ancora dimostrare di riuscire a far la differenza: cambiano le stagioni, cambiano i cast, cambiano le regole, cambiano i titoli, cambiano i governi, cambiano addirittura i Papi, ma la Gialappa’s Band e il mago Forest restano. Chi ama il potere salvifico della risata nonostante tutto può solo dire menomale e iniziare a fare il conto alla rovescia: al prossimo 20 ottobre manca sempre meno. “Chi cambia canale è un brufaldino”.