Festival di Sanremo 2026, salgono i prezzi dei biglietti: +20%, con quota riservata al Comune
Diventa sempre più inaccessibile la visione dal vivo del Festival di Sanremo: prezzi saliti alle stelle. Le cifre
Il Festival di Sanremo continua a far parlare di sé, ma questa volta non per i Big o le canzoni in gara ma per qualcosa di più pratico: il costo del biglietto. Se la maggior parte degli italiani guarda la storica kermesse musicale da oltre 50 anni in TV, tanto da diventarne un simbolo, c’è chi invece si reca personalmente nel magico teatro Ariston: un’esperienza per i fan più accaniti da fare almeno una volta nella vita. Ma non è per tutti, e oggi ancora di più.
Ogni anno l’accesso all’Ariston infatti è una corsa contro il tempo, una combinazione di fortuna, tempismo e pazienza. Stavolta, però, alla difficoltà di accaparrarsi un posto si aggiunge un elemento che pesa sul portafoglio. I prezzi dei biglietti sono saiti sensibilmente e aprono una delle prime discussioni attorno alla nuova edizione.
Il contesto è quello di un Festival sempre più esclusivo, richiesto e ambito, anche grazie alla guida di Carlo Conti, pronto a firmare il suo secondo Sanremo consecutivo e il quinto complessivo. Ma fino a che punto il mercato può spingersi senza allontanare il pubblico storico?
Biglietti più cari: quanto costerà Sanremo 2026
L’aumento è netto: circa il 20% in più rispetto allo scorso anno. Un ritocco che riguarda tutte le serate e tutti i settori del Teatro Ariston. Per le prime quattro serate, il posto in platea passa da 200 a 240 euro, mentre la galleria sale da 120 a 132 euro. Un incremento più contenuto in termini assoluti, ma comunque significativo per chi punta a seguire il Festival dal vivo.

La finale, come da tradizione, è la serata più onerosa. La platea arriva a 875 euro, contro i 730 del 2025, mentre la galleria tocca quota 430 euro rispetto ai 360 della scorsa edizione. Per i fan più accaniti, resta disponibile il carnet per tutte e cinque le serate: 1.835 euro per la platea e 958 euro per la galleria.
Una cifra che conferma come l’esperienza dal vivo di Sanremo sia sempre più simile a un evento premium, riservato a una platea ristretta e altamente motivata. Perché i prezzi sono aumentati? Semplice: domanda altissima e posti limitati. L’Ariston ha una capienza ridotta e l’interesse per il Festival continua a crescere, anche grazie alla risonanza mediatica e social delle ultime edizioni. In un mercato regolato dalla richiesta, l’aumento dei prezzi appare quasi inevitabile. Il rischio, però, è quello di trasformare l’evento in un appuntamento sempre meno accessibile al pubblico comune, alimentando la percezione di un Festival distante dalla sua dimensione popolare.
Le modalità ufficiali non sono ancora state comunicate, ma il meccanismo per acquistare il biglietto dovrebbe ricalcare quello dello scorso anno. Registrazione online, verifica dei requisiti e selezione casuale tramite software, con la supervisione di un notaio. L’accesso all’acquisto non è garantito per tutti e, in caso di selezione, sarà possibile comprare un numero limitato di biglietti. Una parte consistente dei posti, inoltre, è già inserita nei pacchetti turistici che includono soggiorno in hotel e accesso al Teatro, soluzione sempre più diffusa e spesso più rapida. Ma a far discutere non è solo l’aumento dei prezzi. All’interno della convenzione tra Rai e Comune di Sanremo è prevista una quota significativa di biglietti riservata all’ente locale. Almeno il 20% dei posti di platea e galleria viene assegnato gratuitamente per esigenze di rappresentanza e ospitalità istituzionale.
A questa percentuale si aggiunge un’ulteriore quota, non inferiore al 60% per ciascuna serata, destinata a specifiche esigenze concordate. Una scelta che riduce ulteriormente i biglietti disponibili per il pubblico e che riaccende il dibattito.