David Di Donatello 2021: un’edizione di transizione, tra momenti emozionanti e i soliti dubbi per il futuro

La recensione della cerimonia della 66esima edizione dei David di Donatello, condotta da Carlo Conti, andata in onda su Rai 1.

È compito ardito, stasera, valutare freddamente questa 66esima edizione dei David di Donatello, andata in onda su Rai 1, l’edizione della “quasi” rinascita che ha saputo anche regalare momenti che rimarranno nella storia televisiva di questo premio, dalla vittoria di Sophia Loren, al suo undicesimo David (“Non so se sarà il mio ultimo film. Senza cinema, non posso vivere”) al premio postumo a Mattia Torre, ritirato dalla figlia Emma, 12 anni (“Volevo fare i complimenti a mio padre che è riuscito a vincere questo premio anche se non c’è più”).

Lacrime e commozione sincere, quindi, in quest’edizione dei David, che ha preso molta ispirazione dagli ultimi Academy Awards. Impossibile non citare, ad esempio, le location separate, per scongiurare il pericolo assembramenti, e i candidati accomodati a dei tavolini, in un clima raccolto.

Tanto ritmo, in una serata dove sono stati consegnati quasi trenta premi in circa due ore e mezza, dove il conduttore Carlo Conti ne ha consegnati personalmente una parte, anche in categorie prestigiose, e dove alcuni attori hanno ricoperto il doppio ruolo di candidati e presenter.

La 66esima edizione dei David di Donatello ha sicuramente riscattato l’edizione dell’anno scorso, che vide tutti i candidati presenti in remoto, un’edizione tristemente storica.

Anche questa del 2021, però, come anticipato in apertura, è da definire un’edizione di transizione perché al di là della riscoperta della normalità, che diventa, di conseguenza, straordinarietà, il pubblico, quando si tratta di premi, vuole vedere lo sfarzo, il lusso, il luccichio degli abiti da sera. Si può peccare di insensibilità e di superficialità nel parlare di questi argomenti in un periodo come questo ma, storicamente, inutile nascondersi, è così: il pubblico vuole sognare.

Quest’edizione dei David, quindi, al di là di ciò che è stato offerto in questa serata, durante la quale è stato oggettivamente realizzato il possibile e anche di più, rimembra nuovamente le potenzialità inespresse, dal punto di vista prettamente televisivo, di questa cerimonia.

Confidando nell’idea che l’edizione 2022 del riconoscimento cinematografico più prestigioso possa coincidere con un vero ritorno alla normalità e ribadendo che l’edizione di quest’anno è da considerare scevra da ogni giudizio, viene comunque da chiedersi: qual è il futuro di questa cerimonia e, soprattutto, quale direzione si vuole prendere?

Questa mattina, tanto per fare un esempio al volo, Geppi Cucciari ha portato a casa ottimamente il risultato in un contesto difficoltoso e colmo di asperità come il tradizionale incontro tra il presidente della Repubblica e i candidati al premio, al Quirinale.

I David sono già reduci, però, da una tentata svolta pop, le due edizioni andate in onda su Sky, che non hanno avuto un seguito. La Rai rappresenta l’essere tradizionale, la tranquillità anche se, pure in Rai, non sono mancati tentati esperimenti di conduzione brillante, da Paolo Ruffini a Lillo e Greg, tutti non andati a buon fine.

Se, poi, ricordiamo il fatto che tanti attori appaiono tutt’altro che entusiasti ad essere parte attiva dello show, la descrizione del limbo in cui risiede il David di Donatello è completata.

Carlo Conti ha esplicitamente puntato sul ritmo: tanti premi, uno dopo l’altro, una raffica di David, nel vero senso della parola. A posteriori, non male come soluzione perché, alla fine, la serata è apparsa tutt’altro che sonnolenta.

È ovvio, però, che gli Oscar italiani meritano molto ma molto di più.

E visto che, l’anno prossimo, ci ritroveremo alla 67esima edizione, sarebbe anche l’ora di provare a fare qualcosa in più in merito, non una semplice parentesi ma porre seriamente le basi per trasformare i David in una sorta di Sanremo cinematografico.

David Di Donatello 2021: la presentazione

Questa sera, a partire dalle ore 21:25, su Rai 1, andrà in onda la 66esima edizione dei David Di Donatello, il più importante riconoscimento cinematografico italiano. La cerimonia sarà condotta da Carlo Conti per la quarta edizione consecutiva e per la sesta volta in totale.

La cerimonia, che si svolgerà alla presenza di tutti i candidati nelle varie categorie, sarà trasmessa dagli studi televisivi Fabrizio Frizzi, in Roma, e dal Teatro dell’Opera di Roma. La regia dell’evento sarà a cura di Maurizio Pagnussat.

Per quanto riguarda gli ospiti, nel corso della serata, Laura Pausini si esibirà con una versione esclusiva di Io sì/Seen, la canzone, tratta dalla colonna sonora del film La vita davanti a sé, con la quale ha vinto un Golden Globe e ottenuto una nomination agli Oscar. Lo scorso 25 aprile, Laura Pausini, accompagnata al pianoforte da Diane Warren, si è esibita nella terrazza dell’Academy Museum of Motion Picture di Los Angeles. L’esibizione è stata mandata in onda durante il pre-show della serata di premiazione degli Oscar.

Tra gli ospiti della serata, troveremo anche Enrico Brignano.

Durante la cerimonia di premiazione saranno consegnati 25 David di Donatello, un David alla Carriera, 2 David Speciali e 3 targhe David 2021 – Riconoscimento d’Onore.

Il David alla Carriera 2021 sarà consegnato a Sandra Milo mentre i due David Speciali sono stati assegnati a Monica Bellucci e a Diego Abatantuono.

Le tre targhe denominate David 2021 – Riconoscimento d’Onore, invece, saranno consegnate ai professionisti sanitari Silvia Angeletti, Ivanna Legkar e Stefano Marongiu, per il loro contributo alla ripresa in sicurezza delle attività delle produzioni cinematografiche e audiovisive durante la pandemia di COVID-19.

Il film Tolo Tolo, scritto, diretto e interpretato da Checco Zalone, invece, riceverà il premio David dello Spettatore.

Dopo la messa in onda della 66esima edizione dei David di Donatello, su TvBlog sarà disponibile una recensione.