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Una banda allo sbando: come derubare una star con l’english humor

Volete dare una svolta alla vostra vita? Non vi sembra giusto che le celebrità tanto osannate in tv e sui giornali vivano nel lusso mentre voi dovete cercare di arrivare a fine mese con fatica? Allora mettere su con un po’ di amici un’organizzazione criminale, datevi un nome e puntate dritti alla meta: derubare l’appartamento

8 Giugno 2008 14:30

Una banda allo sbando
Volete dare una svolta alla vostra vita? Non vi sembra giusto che le celebrità tanto osannate in tv e sui giornali vivano nel lusso mentre voi dovete cercare di arrivare a fine mese con fatica? Allora mettere su con un po’ di amici un’organizzazione criminale, datevi un nome e puntate dritti alla meta: derubare l’appartamento di una star.

Se la proposta vi pare un pochino sopra le righe ed illegale, tranquilli, era solo un modo per introdurvi alla nuova sit-com di Raidue “Una banda allo sbando”, in onda da ieri, ogni sabato alle 16:25. Prodotta dalla Worldwide Pants di David Letterman e da Mick Jagger, è andata in onda sulla Abc nel 2007, per un totale di 13 episodi, una stagione ed una media di 5 milioni di spettatori (qui potete trovare la gallery).

Del titolo originale, “The knights of prosperity” (“I cavaliery dell’abbondanza”, anche se in un primo momento doveva essere “Derubiamo Mick Jagger!”), si perde traccia, per lasciare spazio ad un titolo molto più banale e in regola con il genere, che dà l’idea di una sit-com senza potenziali e dalla comicità scarsa. Non è così: “Una banda allo sbando” propone un tipo di comicità molto più britannica che americana -forse è per questo che la serie non ha avuto il successo sperato- fin dal plot, e si fa seguire anche per le numerose guest star che vi partecipano in modo molto autoironico, primo tra tutti Mick Jagger, le cui scene in cui compare nel primo episodio sono imperdibili (dopo il salto, ve ne proponiamo una).

Il plot, dicevamo: riassumibile in poche righe, vede al centro un gruppo di sei personaggi, capitanati da Eugene (Donal Logue, visto in molti film e telefilm, come “E.R.”, e nel cast del futuro “1%”), tutti in cerca dell’occasione per cambiare vita. L’idea di Eugene viene una sera, dopo il rifiuto di un prestito bancario per aprire un bar, mentre segue una puntata di un programma dedicato all’appartamento di Mick Jagger. Con lo spirito di Robin Hood, che ruba ai ricchi per dare ai poveri -in questo caso però i poveri sono loro stessi-, lui ed i suoi compari iniziano a studiare le mosse per fare il colpaccio. Non essendo esperti, le gaffes sono all’ordine di ogni episodio.

Completano il gruppo Rockefeller (Kevin Michael Richardson), Esperanza (Sofía Vergara), Francis (Lenny Venito), Gary (Maz Jobrani) e Louis (Josh Grisetti).

La monotonia che potrebbe avere l’obbiettivo viene rotta dalla decisione, nel corso delle puntate, di cambiare meta, e così da derubare il leader dei Rolling Stones si passa alla decisione di colpire altre celebrità più o meno famose, come Kelly Ripa (la protagonista di “Hope & Faith”) e Ray Romano, che sarebbe dovuto anche apparire nella seconda stagione, mai realizzata causa bassi ascolti.

Una comicità che, come accennato, manca di quel ritmo da tipica sit-com americana, e che ricorda molto di più lo humor inglese, fatto di gag costruite sulle stravaganze dei personaggi piuttosto che su battute brillanti e dialoghi sempre perfetti.

L’azzardo della banda di derubare una star, quindi, va di pari passo con la scelta degli autori di proporre un prodotto così singolare nel panorama televisivo statunitense, che stona di fianco agli altri show, ma non per questo manca di buona qualità.

Inoltre, la comparsa di vere e proprie star americane, come la rock star o Romano, protagonista della sit-com popolarissima negli States “Tutti amano Raymond”, dà maggior prestigio nel complesso, motivo che rende lo show ancora più curioso ed originale. A proposito di guest star, inizialmente, l’appartamento che doveva essere derubato era quello di Jeff Goldblum, nome che fu cambiato per la mancata disponibilità dell’attore, che aveva accettato di lavorare al telefilm “Raines”.

Oltre alle scene con Mick Jagger a cui abbiamo accennato sopra, diverte anche la goffaggine dei protagonisti, ed i loro piani messi in atto riescono ad intrattenere senza annoiare. Peccato che il pubblico americano non l’abbia pensata così.



Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)
Una banda allo sbando (The Knights of Prosperity)

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