Bersaglio Mobile. Giuliano Ferrara: «Mi sono rotto i c*glioni di sentire un comizio di Travaglio»

Giuliano Ferrara e Antonio Di Pietro

22.10: Ferrara decide di interrompere la liturgia e l'approfondimento a modo suo: «Mi sono rotto i coglioni di sentire un comizio di Travaglio».

22.05: è una lenta liturgia "politica", quella che si consuma su La7. Con qualche accenno di "rissa" (come vorrebbe il titolo), ma nulla di paragonabile alle care, vecchie telerisse di una volta (ironia, ovviamente), giusto perché Francesco Boccia interrompe Marco Travaglio e questi si indispettisce un po'. Il tema è interessante, il formato, minimal, consentirebbe anche l'approfondimento, ma si sente, di tanto in tanto, il bisogno di qualcosa che interrompa il flusso dei monologhi (questo è, fino a questo momento, il talk show), che in qualche modo riassuma o introduca le questioni di cui si disserta, perché altrimenti il rischio è che si dia ragione all'ultimo che parla. Di certo, però, c'è un punto fermo di partenza: l'assenza di ossessione per il ritmo e per la velocità, se non altro, consente di approfondire (avendo ben chiare, naturalmente, le appartenenze o le posizioni politiche).

Bersaglio Mobile: La grande rissa

Bersaglio Mobile: La grande rissa

Marco Travaglio
Emanuele Macaluso
Enrico Mentana
Enrico Mentana
Emanuele Macaluso, Antonio Di Pietro, Giuliano Ferrara
Bersaglio Mobile, La grande rissa

27 agosto 2012: mentre su Rete4 Paolo Del Debbio esordisce con Quinta colonna, Enrico Mentana prova a rispondere con l'attualità del suo Bersaglio mobile.

Questa sera sono ospiti del direttore del TgLa7 Antonio Di Pietro, Giuliano Ferrara, Emanuele Macaluso e Marco Travaglio. Da Reggio Emilia, Francesco Boccia che, in apertura di puntata, rivendica e conferma il fascista con cui Bersani ha bollato il linguaggio di Grillo.

Titolo della puntata: "La grande rissa". Si parla della trattativa tra stato e mafia, del conflitto fra le due "anime" della politica che per un po' di tempo sono stati "uniti" dall'antiberlusconismo e che ora appaiono molto divisi.

Il programma, dice Mentana, «emerge come un fiume carsico» quando l'attualità lo richiede.

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