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Festival di Sanremo – I comici e l’amarcord

No, scusa, non mi va giù. Non mi va giù che venga affidato il messaggio ecologico ad Al Bano.Così iniziava il monologo di Beppe Grillo al Festival di Sanremo. Correva l’anno 1989 (festival vinto dall’inedita coppia Fausto Leali e Anna Oxa, “Ti lascerò”) e si respirava un clima strano in giro per[…]

No, scusa, non mi va giù. Non mi va giù che venga affidato il messaggio ecologico ad Al Bano.

Così iniziava il monologo di Beppe Grillo al Festival di Sanremo. Correva l’anno 1989 (festival vinto dall’inedita coppia Fausto Leali e Anna Oxa, “Ti lascerò”) e si respirava un clima strano in giro per l’Italia della Tangentopoli che sarebbe arrivata tre anni dopo; sarebbe stato l’anno della caduta del muro di Berlino, della rivoluzione rumena e della visita di Gorbaciov al Vaticano. Un anno storico. Nel quale comunque, in Italia, si tenne Sanremo, appuntamento pressoché irrinunciabile.
E, così com’è irrinunciabile questo appuntamento, allo stesso modo sul palco dell’Ariston non possono mancare gli interventi comici. Quest’anno si susseguiranno Antonio Cornacchione – come anticipato -, Neri Marcoré, Flavio Insinna, Ficarra e Picone, Max Tortora.
Quell’anno, quel 1989, a Sanremo c’era, appunto, Beppe Grillo. Ecco, quale modo migliore per rivivere un po’ di amarcord, rivedendolo insieme e pensando a quanto tempo sia passato da allora, a quanto ci appaia anonimo questo 2007, quasi senza personalità, rispetto a quella tanto temuta fine degli anni ottanta?

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