Piero Chiambretti su A: "Ruby nel mio pubblico ma non lo sapevo. Non darei 10 euro a Santoro, al massimo glieli presterei"

Piero Chiambretti
E' un momento di crisi, anche per la televisione e lo dice chiaramente anche Piero Chiambretti nell'intervista di Alessandra Menzani sul settimanale "A" per presentare lo speciale di Chiambretti Muzik Show. Il varietà, in onda in prima serata su Italia1 l'11 novembre 2011 con ospite d'eccezione Laura Pausini si prefigura come one shot in attesa della serie prevista da gennaio con otto-dieci puntate. Il Pierino nazionale parla dell'austerity che sarà caratteristica del suo nuovo show rispetto al glamour che ha caratterizzato il Chiambretti Night:

"Per tutti gli ambienti della società è un momento delicato, anche la televisione soffre. [...] Oggi si deve giocare sulle idee o su formule meno costose, come i reality. Ma non è la mia tv".

E Chiambretti Muzik Show con un budget dimezzato racconterà "l'attualità attraverso la musica". Gli ospiti non faranno solo la marchetta del loro disco cantando le loro canzoni, ma "le lore parole saranno musica per le mie orecchie". Piero afferma di non voler fare un programma tipo Top of the Pops, piuttosto i testi delle canzoni (che parlano di amore, tradimenti, guerra, figli, contestazioni) serviranno come sponda per parlare di tutto quello che fa parte della nostra società.

Si dice invidioso del budget di Fiorello - sono contento di contribuire anch'io visto che pago il canone - ma non darebbe i 10 euro per Santoro perchè "la sua è una tv di parte e se glieli dai ti schieri insieme a lui". "Al massimo glieli presterei", aggiunge.

Chiambretti Muzik Show
Chiambretti, da sempre di idee di sinistra oggi si definisce "più indignado degli indignados" perchè la sua fede è stata tradita. "Sono azzerato, in una terra di nessuno... [...] fatico a trovare un partito che mi rappresenti". Ma di certo da quando lavora a Mediaset non è diventato berlusconiano e guarda con sospetto a tutti coloro che basano sull'antiberlusconismo la loro attività lavorativa:

"Quando finirà il Governo Berlusconi un vasto indotto di comici, giornalisti, spettacoli teatrali, intellettuali ed editori avrà un crollo. Tutti quelli che vivono alle spalle del berlusconismo faranno fatica a ricostruire una macchina, se non del fango, dello schizzo".

Non nega anche lui di aver ricevuto pressioni per raccomandare qualcuno "il più delle volte arrivano segnalazioni dal sottobosco degli agenti che vogliono sistemare qualche bellona" e rivela che tra i suoi spettatori c'era pure Ruby Rubacuori:

"Avevo Ruby tra il pubblico e io non lo sapevo nemmeno. Era il periodo precedente al caso Rubacuori. Se una ragazza è capace di fare qualcosa ed è utile allo spettacolo, sono io a ringraziare il raccomandante".

Da qui la chiosa finale:

"Un raccomandato non è per forza un idiota. Io do spazio a chiunque, ma quel chiunque diventa nessuno se non sa far nulla".

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