Cultura Moderna, eccezionale trionfo del nulla

Cultura Moderna è la sublimazione del nulla, eppure funziona. Non è particolarmente originale, manca di qualsiasi contenuto. Ma è tutta racchiusa in quel titolo, destabilizzante quanto impegnativo, la propria ineccepibile ragion d’essere: l’irrisione del teledipendente medio. Nel lucroso mirino del perfido Ricci non c’è il piccolo schermo, nè chi ne fa parte, ma il telespettatore

Cultura Moderna è la sublimazione del nulla, eppure funziona. Non è particolarmente originale, manca di qualsiasi contenuto. Ma è tutta racchiusa in quel titolo, destabilizzante quanto impegnativo, la propria ineccepibile ragion d’essere: l’irrisione del teledipendente medio.
Nel lucroso mirino del perfido Ricci non c’è il piccolo schermo, nè chi ne fa parte, ma il telespettatore che non si perde un reality show, conosce tutto di tutti i personaggi tv ed è disposto a meritarsi il lauto montepremi barattandolo con la propria cultura televisiva. Nessuno si prende troppo sul serio, tantomeno il conduttore Mammucari rivitalizzato da un sodalizio ritrovato, e i concorrenti in gioco smettono i panni della vita di tutti i giorni per guadagnarsi un posto in televisione. Inoltre, non manca nessun ingrediente di quelli vincenti: un po’ di cabaret dilettantesco stile Corrida, qualche vibrato degno di nota che giustifichi i requisiti di “talentuoso” e una miriade di trivialità de La Sai l’ultima che fu.Ecco alcune perle dispensate nella puntata di stasera:

“Gli organi che avrei voluto avere più grandi sono due: uno è il cervello e l’altro ve lo lascio immaginare”

“Ho suonato due volte anche se avevo la chiave… Allora si strunz”

“Valeria Rossi cantava: con la salvia sono una salvietta. Di una trama faccio una tramezzino. E con la pompa che fai?”

Il vip da indovinare era Markus de La Fattoria. Eppure, sembra facile ma non lo è, anche quando sai che ha fatto un reality show (sono così tanti, ormai…). L’altra sera si è prestata perfino Catherine Spaak, dimostrando che tutto fa brodo in tv e ogni differenza qualitativa, nell’immaginario collettivo, è diventata superflua. E’ uno scenario devastante, ma, nonostante tutto, ha recuperato un milione di telespettatori (4.000.000 l’ascolto di ieri) dopo il prevedibile flop del debutto in concomitanza con la partita dell’Italia (2.800.000 spettatori).
Insomma, la curiosità di scoprire il personaggio di turno ti tiene avvinghiato fine alla fine, Paperissima è andata in vacanza per non inflazionare troppo il ritorno in prima serata e… vissero tutti felici e trash-dipendenti (per la gioia del papà di Striscia).

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