Piroso, un’icona dell’infotainment contemporaneo

Dopo quattro anni di Omnibus (record di share 8,6 il 20 marzo, terzo dopo Raiuno e Canale 5) e la conduzione del tg, Antonello Piroso, la punta di diamante de La7, guadagna a buon diritto la fascia più ambita: la prima serata. Da giovedì 8 giugno alle 21.30 la promettente rete di proprietà Telecom ha

Dopo quattro anni di Omnibus (record di share 8,6 il 20 marzo, terzo dopo Raiuno e Canale 5) e la conduzione del tg, Antonello Piroso, la punta di diamante de La7, guadagna a buon diritto la fascia più ambita: la prima serata. Da giovedì 8 giugno alle 21.30 la promettente rete di proprietà Telecom ha l’onore di ospitare un nuovo programma di approfondimento incentrato su attualità e costume: Niente di personale. Una promozione, quest’ultima, a cui si affianca un’altra importante notizia che ci fa ben sperare: la nomina ufficiale del giornalista a direttore del Tg La7.
Piroso gode di tutta la mia personale stima e ammirazione per la rara capacità di coniugare professionalità e carisma svecchiando, in più, l’immagine ingessata del giornalista istituzionale. Riesce a misurarsi impeccabilmente con i più disparati ambiti, dall’informazione impegnata all’intrattenimento più glamour (la sua intervista Barbarica della scorsa settimana è stata ricca di contenuti e ha rivelato un’ottima sintonia con l’intervistatrice Bignardi, talmente godibile da far sperare in un prossimo progetto comune).Inoltre, quel che non tutti sanno è che il personaggio in questione ha anche un passato da autore tv. Ha lavorato, infatti, all’interno di programmi come La Casa dei Sogni, I Cervelloni, Iva Show (con Iva Zanicchi), Non è la Rai (con Enrica Bonaccorti), Domenica In (con Amadeus), Quiz Show. Ha inoltre realizzato servizi per le trasmissioni Target, Verissimo e Striscia la notizia. Insomma, oltre a rivelare un’ottima competenza giornalistica, mostra l’entusiasmo dell’inviato sul campo, la passione del creativo, il genio del comunicatore a tutto tondo. Piroso, insomma, ha tutte le carte in regola per entrare nella storia del giornalismo italiano e guadagnarsi vetrine sempre più prestigiose. Proprio per questo, ho preso in simpatia la web-iniziativa dei Pirosiani, fanblog clandestino interamente dedicato ad Antonello Piroso che, con intelligenza e ironia, racconta giorno dopo giorno l’ascesa di un professionista sempre più popolare. Questo il comunicato ufficiale con cui il co-fondatore del sito prova a difendersi dalle solite illazioni-delazioni che colpiscono questo genere di iniziative:

Come co-fondatore del blog ci tengo a precisare che non amo Antonello Piroso per il suo corpo, nè per i suoi tatuaggi, nè per qualsiasi altra cosa abbia a che fare con il suo look. Amo il suo modo di fare giornalismo, e tanto basta. Non può non farmi piacere che Piroso sia apprezzato da gay e donne, ma voglio (r)assicurare tutti che c’è fior fior di eterosessuali che ne apprezza il modo di fare TV.

Per un mito così anticonvenzionale e avanguardista non potevamo pensare ad uno slogan migliore. I pezzi grossi delle reti generaliste siano in guardia: i talenti di nicchia di La7 iniziano a fare stragi di simpatizzanti perchè il successo di pubblico, a cui si rivolgono con umiltà e trasparenza, se lo meritano tutto.