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Moviola, televisiva diabolica invenzione

Lo scudetto del campionato italiano di basket è stato assegnato negli ultimi 24 (ventiquattro) centesimi del tempo regolamentare di gioco, frazione di tempo talmente ridicola per l’occhio umano, che l’arbitro (lo vedete nella foto, via TgCom) è stato costretto a guardare e riguardare le immagini per stabilire che sì, l’ultimo, decisivo tiro da tre era

di

Malaparte
Lo scudetto del campionato italiano di basket è stato assegnato negli ultimi 24 (ventiquattro) centesimi del tempo regolamentare di gioco, frazione di tempo talmente ridicola per l’occhio umano, che l’arbitro (lo vedete nella foto, via TgCom) è stato costretto a guardare e riguardare le immagini per stabilire che sì, l’ultimo, decisivo tiro da tre era partito prima del suono della sirena finale. Bologna vinceva così gara quattro, con la suspanse hitchcockiana dell’instant replay. Partita e scudetto.

Pensateci bene, questo scudetto è stato assegnato grazie alla vituperata tv. Ha cambiato il mondo dello sport, la tv. Lo ha peggiorato, esasperato e esaltato, lo ha reso miliardario o mandato in rovina, o emarginato nel ghetto – italico – delle tv a pagamento. Lo ha portato nei bar, poi nelle case e quindi di nuovo nei bar. Ci ha mostrato gli sputi e i pugni dei calciatori, gli show di Valentino Rossi, e la prova televisiva ora fa giurisprudenza. Sportiva, almeno.

E chissà perché, i guru del pallone la allontanano dal suo uso più naturale, questa benedetta tv. L’instant replay, appunto. Anche detta moviola. Rendiamoci bene conto di quale impatto possa avere la televisione su ciò che ingloba: la moviola è un’invenzione del tubo catodico. E con essa, le polemiche, annessi e connessi.

Probabilmente gli arbitri di calcio sono sempre stati apostrofati come “cornuti” – anziché con qualche parola più arguta – ma è stata la televisione a alimentare il fuoco dell’assalto alla classe arbitrale. Magari giustamente. Sicuramente con eccessiva, biscardiana veemenza.
Eppure, è servita, al basket, questa malefica tv. A far gioire Bologna, piangere Milano e trionfare la correttezza della valutazione.
Vien da chiedersi, allora: perché quando fa ascolti, milioni e miliardi e no quando, con un piccolo e intelligente uso in loco potrebbe azzerare i dubbi e le malignità? Forse che questi ultimi non fanno altro che alzare la posta?

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