Elisabetta Canalis in versione Bikini ed editoriale su ‘A’: l’altra faccia di Mario Giordano

Ieri sera, sintonizzandosi sul debutto di Bikini, in molti avranno rimpianto Lucignolo (per dire). La nuova creatura di Mario Giordano, “promossa” su Canale 5, dimostra che a passare da Italia1 a Canale5 ci si rimette non poco in fatto di spregiudicatezza. Sin dall’impaginato Bikini sembra ereditare lo stile “comodamente paludato” di Silvana Giacobini, sublimando in


Ieri sera, sintonizzandosi sul debutto di Bikini, in molti avranno rimpianto Lucignolo (per dire). La nuova creatura di Mario Giordano, “promossa” su Canale 5, dimostra che a passare da Italia1 a Canale5 ci si rimette non poco in fatto di spregiudicatezza. Sin dall’impaginato Bikini sembra ereditare lo stile “comodamente paludato” di Silvana Giacobini, sublimando in bianco e nero una materia che ormai Mediaset ci propina in tutte le salse (non solo a Studio Aperto): gossip e mondanità.

L’ascolto è stato ottimo, se pensiamo alla controprogrammazione calcistica, ma pochi sono stati gli ingredienti cattivelli in grado di differenziare questo settimanale dal Tè delle Cinque di Verissimo. Il più azzardato, in quanto a “coraggio”, è stato il servizio di copertina su Elisabetta Canalis.

La nuova eroina dei rotocalchi, battezzata dal tg satirico di Antonio Ricci, è stata infatti presa di mira da Bikini, che ne ha riesumato vecchie apparizioni non proprio patinate. Tutto è partito dall’ennesimo provino di Gianna Tani, che ha poi consacrato la Canalis come velina. In quell’occasione la starlette aveva negato di aver mai fatto passerelle in vita sua, mentre Bikini ha riesumato un suo passato da ugly mannequin, da cui evincere un portamento – oltre che un abbigliamento – non propriamente di classe. Tutto qua. Per il resto qualche leggerissima frecciatina sul suo passato, che alla diretta interessata parrà quasi un complimento:

Bikini - Elisabetta Canalis brutta
Bikini - Elisabetta Canalis brutta
Bikini - Elisabetta Canalis brutta
Bikini - Elisabetta Canalis brutta

“Oggi è una velina riconosciuta a livello mondiale”.

Il tutto accompagnato da interviste “folcloristiche” ai compaesani, tra cui l’ex-macellaio della Canalis, una sua ex-compagna di classe, chi le ha fatto un tatuaggio, con un confine tra ennesima “promozione” e critica (tra le righe) molto labile. Poi uno va in edicola per comprare il settimanale A e scopre che lo stesso Mario Giordano, direttore News Mediaset, nel suo editoriale settimanale (per Rcs) sputa veleno a go go contro l’ex velina:

“L’ultima notizia dice che forse condurrà un reality negli Stati Uniti. Forse. Un reality. Naturalmente non si sa di che reality si tratti, naturalmente non si sa di che tv si tratti. Gli Stati Uniti sono così grandi e, poi, comunque siamo fermi soltanto al forse. Nel frattempo l’unica cosa davvero sicura è che da un anno domina le copertine di tutto il mondo. Senza aver fatto nel frattempo nulla. Ma proprio nulla. Nulla di nulla. A parte essere la fidanzata di George Clooney. Nella storia minima dei fenomeni di costume bisogna pure scriverlo un capitolo a lei dedicato: i più grandi intellettuali italiani dibattono da mesi attorno al significato dell’essere velina, ma il vero caso da studiare è quello di chi è riuscito a costruire un’intera carriera solo sul fatto di essere ex velina. E’ che la Canalis è riuscita a inventare il mestiere dell’accompagnatrice planetaria, la professione della fidanzata da red carpet internazionale. Tanto è vero che da un anno non lavora: l’unica sua apparizione in tv è stata una miniserie di scarso successo. Per il resto nulla: non sfila, non gira, non recita, non presenta, non balla, non canta. Non fa nulla, nulla di nulla. Al massimo farà un reality. Ma forse. Eppure, anche se non fa nulla, tutti, noi compresi, ne continuiamo a parlare. E ne continueremo a parlare, volenti e nolenti, per tutta l’estate sotto l’ombrellone. Chi vuole può indignarsi. Ma tutti gli altri farebbero meglio a cercare di capire”.

Caro Mario Giordano, quanto sarebbe stato gradito sentire queste parole, ieri sera. Il tono del servizio di apertura del suo nuovo Bikini è stato decisamente differente, della serie “vorrei ma non posso proprio”. A quanto pare, quando a Mediaset ci si vuole vendicare, ci si limita a un calzino turchese o a una brutta foto. E in questo caso il bon ton non c’entra.

    In tempi non sospetti su TvBlog si erano già denunciate le “mancanze della Canalis”, specie per aver dichiarato a Vanity Fair: “Ero stata imposta a Mai Dire grazie a un contratto Mediaset che mi tutelava in quanto ex-velina. Arrivo in studio e nessuno mi fa provare. Cerco un copione per me e non lo trovo. A un certo punto i Gialappa’s mi chiudono in camerino e mi dicono che a loro questa scelta piovuta dall’alto non piace. E’ stata una bella botta. Non lo sapevo. Ho fatto quello che potevo. Loro mi prendevano per i fondelli, io ridevo”.

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