GF Vip, Clizia a Denver: "Sei un Buscetta! Io non parlo con i pentiti!" (VIDEO)

Clizia Incorvaia contro Andrea Denver: gli dà del "Buscetta", e non perché boss di mafia ma perché pentito (ma il pezzo non è su Mediaset Play).


"Sei un maledetto! Sei un Buscetta! Sei un pentito! Sei un pentito e io non parlo con un pentito! Io parlo con chi ha quattro palle così".

Al Grande Fratello Vip 2020 Clizia Incorvaia si scaglia contro Denver, reo di averla nominata. Una cosa piuttosto normale al GF dopo le dirette, ma quel che ha colpito è il modo, meglio ancora le parole usate, che lasciano trapelare un sistema di valori piuttosto equivoco. La Incorvaia lo epiteta dandogli del "Buscetta" e non nell'accezione di 'Boss di Mafia colpevole di efferati delitti', quanto in quella di 'pentito e, quindi, traditore". "Sei un pentito e io non parlo con un pentito! Io parlo con chi ha quattro palle così" dice seccamente e chiaramente la Incorvaia, che non ha evidentemente preso molto bene il fatto che l'amico (per quanto possa essere amico un concorrente rivale in un reality show tv) l'abbia votata e non gliel'abbia detto.


Poco importa che il ragazzo, sentendosi appellare prima come un "omuncolo", quindi come un "Buscetta traditore", sia scoppiato a piangere spiegando di aver votato Clizia non perché deciso a farla fuori ma perché convinto di buttare il voto e non di essere decisivo nella definizione del parterre di nominati. Clizia non mostra nessuna intenzione di tornare sui propri passi, indignata dal comportamento 'vigliacco' del concorrente. La lte è su Mediaset Play, ma emendata dal riferimento a Buscetta.

Al netto delle beghe sulle nomination, che lasciano il tempo che trovano in un reality show, quello che lascia sconvolti (per non dire altro) è il ricorso a una metafora che suonerebbe di certo più adatta ne I Soprano che pronunciata che in un reality. Che pronunciata, diciamo meglio. E che, così come è stata lanciata, sembra richiamare un sistema di valori che mal si confà con la tv (per non dire con l'intero consesso sociale).

Gli autori non possono non aver sentito, anzi una clip testimonierebbe - grazie all'audio rimasto aperto in acquario - che chi era di turno ha provato a dare un'interpretazione alle parole della Incorvaia.


Con l'aiuto dei fruitori di Twitter si arriverebbe a una comprensione di quanto detto in acquario.


Per quanto quelle possano essere state dette di getto, senza pensare, frutto di una (incomprensibile e sempre condannabile) consuetudine, sarebbe il caso che si prendessero provvedimenti, si condannasse la gravità dell'espressione, si rieducasse all'uso delle parole e si spiegasse, dentro e fuori dalla Casa, cosa vuol dire e cosa comporta un'espressione del genere, sul piano connotativo, sociale, culturale e storico.

Servirebbe. Vediamo di non far passare l'episodio in cavalleria. Confidiamo negli autori del GF e nel conduttore Alfonso Signorini.

Confidiamo.

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