Sanremo non è RaiPlay: chiudere alle 2.30 è mancanza di rispetto. Per la tv e per la gara

Sanremo 2020, la Quarta Serata chiude DA SCALETTA alle 2.25. E poi si parla di ‘Modello Eurovision’…

“Come state? Ieri abbiamo fatto un po’ tardi e chiedo scusa se qualcuno stamattina si è svegliato con il mal di schiena perché si è addormentato sul divano. Io per esempio ho mal di piedi a forza di stare sul palco. Ma siamo felici perché stiamo ascoltando canzoni bellissime”

dice sorridente Amadeus aprendo la Quarta Serata di Sanremo 2020. Il riferimento è alla serata precedente, terminata alle 2.05 come ai tempi belli dei Sanremo di Baudo; per andare a ritroso, la Seconda è terminata all’1.46 e la Prima all’1.25. Un crescendo, insomma. E infatti la chiusura della Quarta Serata è prevista alle 02.25. Da scaletta. Una follia. Una cosa che sarebbe incomprensibile anche per RaiPlay, celebrato come la quintessenza della libertà di format e linguaggio. Su Rai 1, in chiaro, per me è una mancanza di rispetto.

Irrispettoso per la tv (e per il pubblico): un Sanremo che non è per tutti

E’ una mancanza di rispetto, a mio avviso, per il pubblico e per lo stesso mezzo tv: immaginare una serata televisiva di 6 ore è una forzatura del racconto televisivo, del format stesso, del codice di un programma per sua natura popolare. Sanremo è l’appuntamento comunitario della stagione tv, che raccoglie le famiglie, che segna generazioni: chiudere (puntualmente) alle 2 e oltre vuol dire tenere tanti fuori dal ‘locale della festa’. E rispondere che il pubblico non cala nonostante la durata non è una risposta: per tanti che non mollano (a televisore acceso), altri sono costretti a farlo. Una durata così può essere un’eccezione, non la regola. Così com’è non può essere il Sanremo di tutti, ma solo dei sonnambuli, degli studenti che non sono sotto esame e dei turnisti di notte.

Ma al netto del ‘libero arbitrio’ del pubblico a casa (ognuno sceglie come investire le notti, certo), immaginare una scaletta che chiude alle 02.25 è per me un vulnus autoriale prima che un problema di privazione del sonno.

“Non mi pento di scalette così lunghe. Questa è la cifra del mio Festival: si sa che  se scegli 24 canzoni in gara il Festival diventa più lungo. Ma questi 24 pezzi sono meritevoli di essere all’Ariston e poi intorno alla gara devi costruirci uno show”

ha aggiunto Amadeus sempre in conferenza stampa. Già nel secondo giorno di Festival il conduttore e direttore artistico si è preso la responsabilità di aver messo su un pranzo con troppe portate, come la nonna quando non voleva fargli fare brutta figura con gli amici. Va bene farlo una volta, magari la prima: ma se a ogni invito aggiungi una portata dopo che gli invitati ‘lamentano’ una certa pesantezza di stomaco, vuol dire non considerare le richieste dei tuoi ospiti. E’ ostinazione, è presunzione. Per me soprattutto mancanza di rispetto per il vero ospite, la tv.

Una mancanza di rispetto per la gara

Una scaletta come quella della Quarta Serata – la prima ad avere tutti i 24 big con le canzoni in gara, da domani televotate dal pubblico – è una mancanza di rispetto anche per la gara. Si parla sempre di retorica quando si dice di voler mettere la musica al centro (e le critiche cadono spesso a ragione), ma questo Festival ci ha ricordato cosa vuol dire dare centralità ad altro. E già Hit qualche giorno fa delineava la carta d’identità di questo ‘format’. A guardare la scaletta della quarta serata, le ultime 10 canzoni in gara sono raccolte negli ultimi 70 minuti di programma: in pratica dall’1.00 in poi.

Ditemi voi.

“Mi piacerebbe che le persone che hanno a che fare con questo Festival accogliessero con un sorriso questa lunghezza, perché questo dato illumina tutta Rai 1 – ha commentato ancora Amadeus -. Ho un ritmo radiofonico che mi permette di non sbrodolare. Permettetemi di dire che sarà un Festival più lungo, ma affrontiamolo con un sorriso e con il piacere di fare più tardi per una settimana. Dormiamo da lunedì”.

Mi piacerebbe, ma lunedì si lavora. E uno show di 6 ore non è Sanremo, è una MaratonaMentana.

PS. Ma non s’era detto che Sanremo avrebbe dovuto guardare sempre più al modello dell’Eurovision? Bene. Alla finale dell’Eurovision ci sono 26 canzoni in gara e un sistema di votazione che prevede almeno una quarantina di collegamenti per la distribuzione dei voti. E mi fermo qui.

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