Hung-Ragazzo squillo: arriva su SkyUno la comedy che ribalta i ruoli

Lei è la pappona, lui il “prostituto”: fin dall’immagine promozionale che vi proponiamo a fianco capite il curioso mix della nuova serie “Hung-ragazzo squillo”, in onda da stasera alle 21 su SkyUno (canale 109 di Sky). I dieci episodi della prima stagione sono stati trasmessi, con una media di tre milioni di telespettatori, quest’estate su

Lei è la pappona, lui il “prostituto”: fin dall’immagine promozionale che vi proponiamo a fianco capite il curioso mix della nuova serie “Hung-ragazzo squillo”, in onda da stasera alle 21 su SkyUno (canale 109 di Sky). I dieci episodi della prima stagione sono stati trasmessi, con una media di tre milioni di telespettatori, quest’estate su Hbo.

L’idea degli autori Dmitry Lipkin (“The Riches”) e Colette Burson è quella di trattare un argomento già di per sè delicato come la prostituzione da un punto di vista inedito per la tv: quello maschile. E’ così che Thomas Jane (“The Punisher”) si è ritrovato a vestire di panni di Ray, già definito da molti novello American Gigolò.

Ray è un ex campione di basket, a cui un infortunio gli impedisce di raggiunge le vette più alte del settore. Si ritrova, quindi, a fare l’allenatore in un liceo in cui i ragazzi non sono tanto motivati quanto lui alla loro età. A questo, si aggiunga una ex moglie (Anne Heche, “Men in trees”) acida e che lo ha tradito e un incendio che manda in fumo la casa dove Ray viveva con i figli Damon e Darby. Come risollevarsi sia dalle spese di riparazione che dal morale a terra?

Hung-Ragazzo Squillo Hung-Ragazzo Squillo Hung-Ragazzo Squillo


Ray ci prova col seminario “Dai sfogo all’imprenditore che c’è in te”, uno di quei corsi di auto-aiuto in cui lui e gli altri componenti della classe sono invitati a pensare a quale delle loro doti possono essere sfruttate per far sì che i loro sogni si realizzino. L’unica dote che Ray pensa di avere, però, è il fatto che lui sia superdotato (“hung”, in inglese).

Basterà l’incontro al seminario con Tanya (Jane Adams, vista in “Frasier”), sua ex fiamma con la passione per la poesia, per far accendere in Ray la lampadina: nasce così l’idea di diventare un “happyness consultant”, un “portatore di felicità” attraverso il metodo più antico del mondo.

Questa è “Hung”, serie neanche troppo provocatoria nel linguaggio o nei modi di porsi, ma che ci mostra come chiunque, anche quando si pensa di aver toccato il fondo, possa risalire grazie a sè stessi e ad un po’ di inventiva.

Non siamo di fronte ad uno show che ci propone il sesso in modo alternativo o che ci mostra immagini shoccanti: “Hung” diverte, prende in giro la crisi economica e una volta ogni tanto parla di toy boy, ovvero ragazzi oggetto (consapevoli in questo caso), invece che delle “solite” ragazze sfruttate.

Invece, se c’è un messaggio profondo che la serie vuole darci, è quanto il denaro sia al centro delle nostre vite e delle nostre decisioni, portandoci spesso a compiere azioni che non approveremmo in pieno se fosse qualcun altro a farle. Non è un caso che la Hbo abbia lanciato un concorso dal titolo “Sai essere il pappone di Ray e vincere 10mila dollari?”, aperto ai suoi telespettatori ed alla loro capacita d’inventiva nel trovare uno slogan per promuovere l’attività del protagonista della serie. Al vincitore, 10 mila dollari. Perchè, appunto, sono sempre i soldi che ci portano a dire, fare o pensare cose che forse non faremmo mai.



Hung-Ragazzo Squillo
Hung-Ragazzo Squillo
Hung-Ragazzo Squillo
Hung-Ragazzo Squillo
Hung-Ragazzo Squillo
Hung-Ragazzo Squillo
Hung-Ragazzo Squillo
Hung-Ragazzo Squillo
Hung-Ragazzo Squillo