Grey's Anatomy 15, scontro tra ABC e Shonda Rhimes per un episodio (e indovinate chi ha vinto...)

ATTENZIONE, SPOILER! Chi non ha visto la puntata 19 della 15esima stagione, Silent all these years, non continui a leggere.

La programmazione USA di Grey's Anatomy sta volgendo al termine: giovedì 28 marzo è andata in onda la 19esima puntata (su 25), Silent All These Years, una delle più attese della quindicesima stagione, nella quale i telespettatori hanno potuto conoscere il vero passato di Jo Wilson in Karev (Camilla Luddington), in un parallelo con un caso particolarmente difficile, non clinicamente ma emotivamente parlando, che la stessa dott.ssa Karev ha affrontato con l'aiuto di Teddy Altman (Kim Raver). Come ha rivelato la showrunner Krista Vernoff a The Hollywood Reporter, l'episodio è stato oggetto di un braccio di ferro tra l'ABC e Shonda Rhimes, ideatrice, produttrice e dea ex machina della serie, per il trattamento di un tema delicato che la Rhimes voleva affrontare in modo particolarmente realistico, pronta anche ad andare contro la policy del network USA, peralto gruppo Disney e quindi ancor più attento a non disturbare il proprio pubblico. Il braccio di ferro ha visto il palleggio delle sceneggiature tra writing room ed executive della rete, ma la Rhimes non ha indietreggiato e, indovinate un po', ha avuto la meglio: la sua intenzione era proprio quella di colpire il pubblico allo stomaco e stando alle reazioni alla puntata c'è anche riuscita. Ma di cosa si tratta?

CHI NON HA VISTO "SILENT ALL THESE YEARS" (S15E19) NON PROSEGUA OLTRE.

Ma cosa ha determinato lo scontro tra ABC e Shonda Rhimes?

La puntata tratta due aspetti dello stupro: da una parte c'è Jo che incontra la madre biologica e scopre di essere figlia di una violenza sessuale; dall'altra sempre Jo, tornata dalla ricerca delle sue origini, si ritrova ad assistere Abby (Khalilah Joi), una giovane donna violentata da un uomo conosciuto in un bar. Una puntata tutta giocata sul valore del 'Sì' e del 'No' che segna, sempre e comunque - e soprattutto negli USA -, il limite tra consenso e violenza (questione delicata in ogni caso, viste le difficilissime implicazioni del freezing, ma è un'altra questione).

Quel che la Rhimes ha difeso è la rappresentazione completa della procedura per la raccolta delle prove dopo una violenza, quello che viene chiamato 'kit stupro': una lunga sequenza di prelievi ed esami che permette la raccolta di tutti i residui biologici che possano portare all'identità dello stupratore e comprovarla. Una sequenza su cui la rete aveva posto il suo veto, proprio per non turbare i telespettatori.

"In un primo momento abbiamo ricevuto delle annotazioni da parte del Dipartimento che si occupa delle policies della ABC, che solitamente ci ricorda di non usare espressioni esplicite, di non mostrare il seno, di non essere troppo cruenti. Questa volta, invece, avevano specificato sulla scena in questione di non mostrare fluidi sui tamponi usati per il test e di non far vedere residui sotto l'effetto del Luminol, che rivelano in genere tracce di sangue e di sperma"

ha raccontato la Vernoff, che riporta anche la risposta data dalla Rhimes:

"Shonda ha scritto una risposta piuttosto appassionata nella quale rifiutava, 'rispettosamente', le annotazioni, sottolineando come la scena servisse a raccontare passo per passo la procedura medica e che non aveva nulla a che fare con la messa in scena di uno stupro".

Alla fine il dipartimento le ha dato ragione e ha concesso il via libera alla realizzazione della scena così come era stata pensata. Anzi, la responsabile delle policy di rete ha accettato di partecipare alla scena clou della puntata, quella in cui un 'picchetto' di donne accompagna la paziente in sala operatoria per farle sentire che non è sola nella sua battaglia contro lo stupratore (una sorta di rito a quanto pare molto diffuso negli ospedali USA per onorare chi dona i propri organi, come scrive il New York Times).

"Dopo aver letto la sceneggiatura, sono state tantissime le donne del mondo Shondaland ad averci chiesto di far parte di quella scena. Ci saranno oltre 100 donne in quel corridoio e tra loro ci sono tutte le sceneggiatrici, molte donne della crew, tante donne che lavorano in ABC".

La puntata, diretta da Debbie Allen su sceneggiatura di Elisabeth R. Finch, dovrebbe andare in onda su FoxLife il prossimo 6 maggio.

 

Photo: @MitchHaaseth/ABC

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