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Pizza Hero, Gabriele Bonci a Blogo: “La tv mi ha ‘usato’: la mia vittoria è portare il pane in prima serata”

“Vorrei che il pubblico si lasciasse affascinare dal pane, che non lo demonizzasse più: questa è la mia missione” spiega Bonci alla vigilia del debutto.

 

Gabriele Bonci è pronto al debutto con Pizza Hero – La sfida dei forni, da lunedì 28 gennaio alle 21.15 su Nove con otto puntate realizzate in altrettante città italiane. Prodotto da Drymedia – firma anche di 4 Ristoranti, 4 Hotel, Cuochi d’Italia, Hell’s Kitchen, giusto per citarne alcuni a tema food -, il programma si presenta come un contest, ma la gara si presenta come un’impalcatura che permetterà a Bonci – classe ’77 col sogno di diventare contadino e ora re della pizza al taglio col suo Pizzarium (anche oltreoceano) – di raccontare il suo mestiere.

Ma lasciamo a lui l’onere del racconto di questa sua prima esperienza televisiva alla conduzione di un proprio programma. E ne approfittiamo per ringraziarlo per l’intervista che ci ha concesso.

Partiamo dai fondamentali: come funziona Pizza Hero?

È davvero una Sfida dei Forni. In ogni puntata ci sono tre panifici in sfida: si parte da un’Ispezione, cui segue l’assaggio dei prodotti e un’intervista ai fornai. Sulla base degli assaggi e dell’intervista decido i due che si daranno battaglia al Duello Finale, che si svolge dal tramonto all’alba. La sera, infatti, i due duellanti seguono un mio tutorial nel quale presento di volta in volta un prodotto a mio avviso innovativo, che potrebbe dare una svolta al loro panificio. La loro missione, tassativa, è quella di prendere spunto da quello che hanno visto, non di copiare, per realizzare un pane o una pizza che assaggerò alle prime luci dell’alba: solo allora decreterò il vincitore. Sarò un po’ giudice e un po’ tutor.

Mi sembra di capire che la scelta narrativa sia quella di ripercorrere la notte dei fornai e far conoscere ai telespettatori cosa vuol dire fare questo mestiere.

Questo è l’aspetto fondamentale, per quanto mi riguarda. Per me è stata una vittoria portare il pane in prima serata. Penso che mai nessuno abbia davvero pensato di portare il pane in prime time. È una cosa fantastica. La trovo una cosa di un’originalità, di un fascino, di una bellezza incredibile (e la voce è quella di un uomo innamorato, ndr). È proprio questo che mi ha convinto a fare questo programma.

Cosa vorresti che a casa la gente apprezzasse e capisse di questo mondo?

Vorrei che il pubblico si lasciasse affascinare dal pane, che non lo vedesse come il ‘male’. Vorrei che si lasciasse conquistare dal prodotto in sé ma anche dal lavoro che c’è dietro, dalla fatica che richiede. Mi piacerebbe che il pane non fosse più demonizzato: questa è la mia missione principale.

La gara, dunque, è una ‘scusa’: in questo senso i tuoi tutorial saranno anche un contenuto ‘educational’ per fornai e per il pubblico a casa?

Assolutamente sì. Sarà un modo non solo per far conoscere le caratteristiche dei prodotti, ma anche per mostrare a casa come riconoscere un buon pane, cosa fa la differenza, come apprezzarlo. Si parlerà di impasti, di farine e di agricoltura, che resta un aspetto fondamentale: il tema centrale sempre è che il cibo è un ‘valore agricolo’. I contadini sono i veri eroi del nostro tempo, lo dico sempre e ne sono convinto.

Non sei nuovo alle telecamere, ma di fatto questo è il tuo primo programma ‘da solo’…

Finora sono sempre stato ‘usato’ dalla televisione: sono servito a coprire 5 minuti, il tempo di un tutorial, di una rubrica in studio. Mi hanno sempre messo dove serviva, insomma, ma fare un programma con 15/16 ore di riprese è tutt’altra cosa ed è stato impegnativo. E divertente.

Cosa ti ha stupito di più in questo giro tra le realtà fornaie d’Italia?

Mi ha stupito la voglia di mettersi in gioco del mondo del pane. Per certi versi è un mondo finito, perché la gente non lo mangia più il pane: in circa 15 anni siamo passati da 500 gr di pane a persona a 40 gr. E poi è proprio cambiato il modo di mangiarlo, sempre più a colazione e sempre meno durante i pasti. La domanda più frequente che mi viene fatta, di conseguenza, è “E ora come facciamo?”. Il mondo della panetteria è però molto legata alla tradizione locale: dal Baule di Mantova al Pane Cafone di Napoli, si tende sempre a conservare la tipicità e far capire che è ora di reinventare la tradizione del pane, senza però allontanarsi dalle radici è abbastanza difficile, ma è la vera sfida dei forni di oggi. Ed è un bel momento, stimolante.

Una curiosità, passando dal pane alla pizza: ma finirà mai questa moda delle pizze gourmet?

Io penso che finirà, ma il punto secondo me è un altro: la pizza gourmet la deve fare chi ha capacità di farla, non chi la vuole fare per cavalcare una tendenza e lo stesso vale per la cucina. Nella pizza gourmet ci vuole tanta tecnica, studio, preparazione ed è un grandissimo ramo della pizzeria italiana. Ben venga, quindi. Ma per me la pizza gourmet non è mettere le ciliegie e il salmone sulla Margherita; pizza gourmet vuol dire anche un certo servizio e tante altre cose. Oggi bisognerebbe dare un peso al mondo ‘pizza’: ci sono pizzaioli che dopo due anni si fanno chiamare ‘maestri’ e fanno corsi. Nel mondo ‘pane’ questo non succede: c’è un rispetto diverso. Il pane è un po’ il rugby della gastronomia: si cambia, si varia, ci si diverte, ma c’è sempre un grandissimo rispetto dell’altro.

Più pane o più pizza nel programma, quindi?

Si dà spazio al panificio, non ai prodotti: si faranno sia pizza che pane. Si chiama Pizza Hero, ma al centro c’è la sfida dei forni, ci sono i locali e i fornai. Il titolo va letto tutto.

Hai partecipato alla scelta delle 8 città di questa prima stagione, magari dando qualche suggerimento su luoghi particolarmente interessanti per la produzione del pane?

Sinceramente no. Ho lasciato carta bianca alla produzione, Drymedia, che è davvero una famiglia. Lasciami dire che sono bravissimi e voglio fare i complimenti alla squadra con cui ho lavorato, assolutamente fantastica. Ci siamo divertiti tanto, abbiamo lavorato tanto in oltre due mesi di riprese: è stato bellissimo.

Si lavora già a una seconda stagione?

Non lo so. Io lo spero….

 

E noi ci diamo appuntamento a lunedì per il primo assaggio, in prima serata su Nove e in live blogging su TvBlog.