Maurizio Costanzo a TvBlog: L'autore televisivo

Festa di compleanno in quattro puntate qui su TvBlog con la disamina di Maurizio Costanzo sulla televisione. Oggi si parla del mestiere di autore televisivo.

Maurizio Costanzo a TvBlog: La Tv e gli autori

La seconda puntata della nostra rubrica estiva di TvBlog affidata quest'anno a Maurizio Costanzo è dedicata agli artigiani che costruiscono e scrivono i programmi, di cui il grande giornalista e scrittore romano si è occupato nella prima puntata, ovvero gli autori.

TvBlog ha dedicato in due passate estati due edizioni della rubrica "Fuori gli Autori", in cui si dava proprio la parola a questa importante categoria del mondo della televisione. Sentiamo che ne pensa oggi degli autori televisivi Maurizio Costanzo, che a sua volta è stato ed è autore di molte trasmissioni tv.

Autore, redattore o scalettatore?

di Maurizio Costanzo

Ho iniziato a fare l'autore, prima in radio e poi in televisione, una cinquantina di anni fa. Non saprei dire come è cambiato questo mestiere da quei tempi ad oggi. In verità, non so più qual è il rapporto fra autore, interprete, regista e funzionario nella televisione di oggi. Ho fatto l'autore per tanti anni insieme a Marcello Marchesi dei programmi di Antonello Falqui. Era lavorare in serie A, ricordo il varietà Bambole non c'è una lira. Quella per me fu una grande scuola: scuola di rigore, scuola di attenzione.

Ricordo che Falqui per confezionare un balletto era capace di starci 3 giorni a registrare in studio. Oggi è tutto molto più approssimativo, tutto più rapido. Ma non è colpa dei registi e degli autori, ma molto più probabilmente la colpa è delle aziende, che mettono fretta, immagino principalmente per una questione di costi.

Più che autori, nella tv di oggi parlerei di redattori o di scalettatori. Non essendoci più per esempio il classico varietà di una volta, è più difficile richiamarsi all'autore, nel senso classico del termine. Ricordo quando facevo con Umberto Simonetta Quelli della domenica, con Paolo Villaggio e Cochi e Renato, scrivevamo tutto, dal "buonasera" a tutto il resto. Fracchia, nato da Villaggio, Simonetta e da me, è stato veramente una costruzione fatta da autori.

A proposito di Fracchia mi piace ricordare che portai Paolo Villaggio nel cabaret romano in zona Trastevere che gestivo io in quel periodo, si chiamava 7 x 8 ad esibirsi, era bravissimo, una rivelazione. Arrivarono i dirigenti Rai di quel periodo, credo Giovanni Salvi, che lo videro e lo scritturarono subito e iniziai così a lavorare con lui proprio a "Quelli della domenica".

Parlando di oggi, secondo me chi cura per esempio Unoattina, pensa a scegliere gli argomenti di cui parlare, ecco perchè parlo di redattore e non di autore nella televisione di oggi. Quello che auspico è una rinascita vera del varietà, con gli autori che vadano in giro a scoprire personaggi nuovi, cosa che facevo io per il mio Costanzo show, quando lanciavo volti nuovi scovati nei piccoli locali che ci sono in giro per l'Italia.

Appuntamento a lunedì prossimo nella terza puntata di questa rubrica che sarà dedicata ai protagonisti del mondo della televisione, quelli cioè che ci "mettono la faccia" e vanno in video.

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