Alessandra Mastronardi e Gabriel Garko: “Noi i migliori attori dell’anno?”. Se si stupiscono anche loro…

Segno dei tempi vuole che, nella serata conclusiva del Roma Fiction Fest, in cui verrà tributato un meritato premio alla carriera a Virna Lisi, a essere consacrati migliori attori dell’anno, a insindacabile giudizio dei lettori di Sorrisi, siano Alessandra Mastronardi e Gabriel Garko. Un verdetto figlio dei tempi, ormai alla mercé dell’acritico fanatismo, che getta

Segno dei tempi vuole che, nella serata conclusiva del Roma Fiction Fest, in cui verrà tributato un meritato premio alla carriera a Virna Lisi, a essere consacrati migliori attori dell’anno, a insindacabile giudizio dei lettori di Sorrisi, siano Alessandra Mastronardi e Gabriel Garko. Un verdetto figlio dei tempi, ormai alla mercé dell’acritico fanatismo, che getta fango sul sacro fuoco della recitazione. Dinanzi alla premiazione di due volti-feticcio della fiction di massa, c’è da stupirsi da parte degli stessi diretti interessati, con un atteggiamento che alterna modestia a seria consapevolezza dei propri limiti artistici (tanto è la popolarità che conta).

Prendete Gabriel Garko, uno che recita da anni in esclusiva per i prodotti Janus, di cui rappresenta a pieno il trionfo delle apparenze. E’ grazie alle sue “performances” in Io ti assolvo e Il sangue e la rosa che l’attore è considerato addirittura “il migliore”, migliore dei Tirabassi, dei Flaherty o dei protagonisti di serie di qualità come Squadra antimafia:

“Ero molto perplesso sull’accettare il ruolo di un sacerdote, temevo di essere poco credibile. E Nel Sangue e la rosa ho fatto molto fatica a recitare con un forte accento romanesco”.

Poco credibile, appunto, nonché ridicolo nel tentativo vernacolare e restio ad ammettere che, grazie a quella faccia d’angelo, può permettersi di tutto. Altra miracolata della serialità italiana Alessandra Mastronardi, ormai diventata una vera e propria eroina (nel senso cocainomane del termine) per gli adolescenti. Lei sa di dovere tutto ai Cesaroni, in primis il potersi permettere di recitare biascicando e con un’espressività monolitica. Tant’è che ha subito reagito così alla bella notizia:

“Miglior attrice io? Giuro, sono rimasta di stucco. Non me lo aspettavo”.

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Persino la veterana del set Elena Sofia Ricci ha di recente dato a lei e al suo collega Branciamore dei “lavativi”, perché sul set si impegnano poco specie nella dizione. E in una recente intervista allo stesso Sorrisi la Mastronardi ha ammesso di non avere dato il meglio di sè in Non smettere di sognare, perché era stanca dalle riprese dei Cesaroni e il ruolo di ballerina l’ha provata fisicamente.

Ogni giustificazione è buona per non impegnarsi seriamente nel proprio mestiere, visto che il successo arriva lo stesso con il minimo degli sforzi. Perciò rivedremo la Mastronardi in qualità di regina della quarta stagione dei Cesaroni, da cui ha fatto scappare mamma Lucia perché diventata effettivamente inutile ai fini della trama.

Invece Gabriel Garko ha iniziato a girare Caldo Criminale, un film per la tv con Sabrina Ferilli diretto da Eros Puglielli (già regista, guarda un po’, di So che ritornerai targato Janus), per poi passare al seguito del polpettone L’onore e il rispetto e poi, per non farsi mancar nulla, a una serie in sei puntate con Manuela Arcuri. Si chiamerà Il peccato e la vergogna, titolo azzeccato per le velleità recitative di chi la interpreta.