House of Cards 5, gli showrunner: “Il potere è la religione di Frank e Claire” (spoiler)

Gli showrunner di House of Cards Melissa James Gibson e Frank Pugliese hanno parlato della quinta stagione della serie tv, che seguirà ancora i protagonisti nel tentativo di mantenere il potere anche dopo le elezioni

Netflix ha deciso di far patire i fan di House of Cards, posticipando il rilascio della quinta stagione di due mesi rispetto al solito: il 30 maggio (in Italia andrà in onda su Sky Atlantic), infatti, il pubblico potrà rivedere finalmente il Presidente Frank Underwood (Kevin Spacey) e sua moglie Claire (Robin Wright).

Un posticipo che svela una nuova strategia di Netflix nel pubblicare una delle sue serie tv più forti, ma che niente ha a che fare con lo scossone provocato dall’elezione di Donald Trump. Melissa James Gibson, produttrice esecutiva e dalla quinta stagione showrunner con Frank Pugliese dopo la decisione del creatore dello show Beau Willimon di lasciare la serie, ha infatti confermato che la stagione non ha subìto influenze dalle vicende politiche in corso, essendo stata scritta prima delle elezioni americane.

“Certo, i paragoni a volte sembrano inquietanti. Ma Trump è un outsider che sta provando a far esplodere il sistema, mentre Francis è l’opposto”, ha dichiarato la Gibson. “Il campo di battaglia della quinta stagione è la psiche americana. Questo potrebbe essere un termine di paragone con il mondo vero”.

-Attenzione: spoiler-
La showrunner ha anche dato qualche anticipazione sulla situazione in cui troveremo i due protagonisti, che alla fine della quarta stagione hanno dichiarato guerra ai terroristi dell’Ico (la frase “Noi creiamo il terrore” è diventata cult):

“Sono una coppia di sopravvissuti, il potere è la loro religione. Uno ha bisogno dell’altra più che mai e si guidano a vicenda”.

“La cosa divertente del telefilm è vederli negoziare la loro relazione”, ha aggiunto Pugliese. A questo proposito, tornerà lo scrittore Tom (Paul Sparks), diventato -con il benestare di Frank- l’amante di Claire. “Penso che non si possa negare quella tensione sessuale”, ha ironizzato la Gibson. “In questa stagione non ci si potrà trattenere”.

Ma la quinta stagione seguirà anche gli esiti della campagna elettorale. “E’ qualcosa su cui la serie tv ha lavorato molto fino ad ora”, ha spiegato la Gibson. “Francis non è stato eletto presidente, quindi questa è una vera prova: qual è la volontà del popolo, e la sua magia machiavelliana potrà funzionare su di esso?”.

A contrastare il potere di Frank e Claire ci saranno ancora Will (Joel Kinnaman) e Hannah Conway (Dominique McElligott). “In questa stagione si approfondiranno i costi della loro ambizioni così come le ripercussioni nella loro relazione”, ha anticipato la showrunner. Infine, a proposito di coppie, sarà da tenere d’occhio anche quella formata da Doug (Michael Kelly) e da Leann (Neve Campbell). “Aspirano al posto di numero due, il che porta sempre ad una danza dei ruoli”, ha spiegato la Gibson. “E’ questo il bello dei cerchi ristretti, c’è movimento”, ha aggiunto Pugliese.

[Via EntertainmentWeekly]

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House of Cards è un political thriller sviluppato da Beau Willimon, adattamento dell'omonima miniserie BBC, basata sui romanzi di Michael Dobbs, che Netflix trasmette in streaming dal primo febbraio 2013.

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