La classe degli asini, film Rai1 con Flavio Insinna e Vanessa Incontrada: conferenza stampa

La classe degli asini: la presentazione del film tv con Flavio Insinna e Vanessa Incontrada

  • 13.08

    Inizia la conferenza.

  • 13.10

    Il direttore Andreatta: “Per la Rai questo progetto rientra a pieno titolo nella linea editoriale del servizio pubblico, di inclusione; di inclusione di pubblici diversi e di grandi temi”.

  • 13.11

    Arrivano al tavolo anche gli attori.

  • 13.13

    Presente anche Francesco Nardella, vice direttore Rai Fiction.

  • 13.13

    Fabiano (dir. Rai1): “Rai1 ha la capacità di arrivare a tutti; queste storie sono di persone fuori dal comune, che ingaggiano battaglie per cambiare il sistema, per ridare una prospettiva di vita a tante persone. Per Rai1 è fondamentale dare spazio a queste storie”.

  • 13.15

    Fabiano: “È film bellissimo, il cast è importante. Flavio e Vanessa frequentano per fortuna moltissimo Rai1, sono molto amati”.

  • 13.16

    Il regista Porporati: “L’impatto all’inizio è stato terrorizzante, la responsabilità era grossa, era difficile essere all’altezza del copione. Ho avuto la fortuna che da quando abbiamo iniziato le riprese le cose sono andate con grandissima naturalezza”.

  • 13.20

    Insinna: “Ringrazio sentitamente, perché Rai Fiction mi ha dato tante possibilità. Qui io mi sono imbucato per la prima volta in vita mia. Uno degli autori del testo mi ha fatto leggere il testo – per inciso mio padre per anni ha lavorato con i malati mentali – e io mi sono messo a piangere. A quel punto mi sono proposto, anche se io ho 50 anni e il personaggio 30. Abbiamo iniziato le riprese il giorno del mio compleanno”.

  • 13.21

    Insinna: “Voglio vivere in un Paese gentile, che non lascia dietro nessuno. Stimo moltissimo il ministro, ma mi scrivono famiglie che lamentano che non ci sono insegnanti di sostegno. Non voglio fare polemiche, ma diamoci da fare”.

  • 13.23

    “È un bene che siano state abolite le classi speciali ma ci vogliono insegnanti speciali per ragazzi speciali”.

  • 13.24

    Insinna: “Non bisogna avere paura di chi è diverso. Mio padre impose che il mio vicino di banco a scuola fosse un ragazzo con dei problemi”.

  • 13.25

    Incontrada: “Tra un mese inizierò un altro film, anche questo diretto da Porporati”.

  • 13.25

    Incontrada: “Non è la prima volta che interpreto un personaggio reale, mi era già capitato in Caruso. Ho incontrato Mirella Antonione Casale e ho capito che era una donna di altri tempi. Non mi ha dato nessun consiglio, ma mi ha fatto entrare nella mia vita”.

  • 13.26

    Incontrada: “Spero che al pubblico piaccia il film, ma spero soprattutto che Mirella il giorno dopo mi chiami e si dica orgogliosa di me”.

  • 13.26

    Incontrada: “Io a mio figlio non faccio mai notare la diversità”.

  • 13.27

    Fabio Troiano è il marito della Incontrada.

  • 13.28

    Troiano: “Il mio personaggio Luigi ha una figlia con problemi e ha paura della reazione della società nei confronti della figlia”.

  • 13.30

    Monica Dugo è Giovanna, un’altra insegnante: “Il mio personaggio fa da contraltare a Mirella, porta un po’ di leggerezza nel film”.

  • 13.32

    Il personaggio di Insinna è di invenzione.

  • 13.33

    Andreatta: “I film, le fiction, sono sempre qualcosa che deve servire ad aprire tematiche, a far scattare la scintilla”.

  • 13.34

    Lo sceneggiatore Gualtiero Rosella: “Abbiamo scelto la storia di Mirella perché racchiudeva tutte le altre storie: era una madre di una disabile, aveva fatto un percorso nell’associazionismo; è una storia collettiva. È l’Italia migliore che poi ha dato vita ad una legge. Il nostro è un omaggio all’Italia migliore di quegli anni”.

  • 13.38

    Vice direttore Rai Fiction Nardella: “Io e Matteo Levi abbiamo avuto lo spunto dal territorio. Non vogliamo fare della nostra fiction, neanche di quella di impegno sociale, delle riserve indiane. Il racconto lo si fa perché la gente lo veda”.

  • 13.38

    Incontrada: “Questo film non è biografico, ma tocca il tema dell’istruzione. La Rai non ha perso l’opportunità di trattare questo argomento così delicato. Non bisogna dimenticare che tanta gente ha lottato per arrivare ad oggi. Bisogna sempre lottare, non bisogna mai fermarsi”.

  • 13.38

    Incontrada: “Sono sempre stata una grande lottatrice, conoscere Mirella mi ha dato ancora più forza nel fermarmi. Io sono contro le guerre, ma se io ci dovessi andare per una causa giusta ci andrei”.

  • 13.42

    Finisce la conferenza.

Sta per iniziare nell’Aula Magna dell’Istituto Leonarda Vaccari a Roma la conferenza stampa di presentazione di La classe degli asini, il film tv con Vanessa Incontrada e Flavio Insinna in onda su Rai1 lunedì 14 novembre in prima serata.

Blogo seguirà l’incontro in tempo reale.

Tra i presenti anche gli altri attori che compongono il cast, ossia Fabio Troiano, Aurora Giovinazzo, Giovanni D’Aleo e Monica Dugo, il regista Andrea Porporati, il produttore (11 Marzo Film) Matteo Levi e i direttori di Rai Fiction e Rai1, rispettivamente Eleonora Andreatta e Andrea Fabiano.

Il film è liberamente ispirato alla vicenda reale di Mirella Antonione Casale e alla sua lotta per l’inclusione scolastica.

Questa mattina la proiezione della pellicola è stata anticipata dagli interventi del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini e del Presidente Istituto Leonarda Vaccari Saveria Dandini.

La classe degli asini | Sinossi

Siamo a Torino all’inizio degli anni ‘70. Mirella è un’insegnante e il suo sogno è di diventare preside, lei crede nella valutazione, crede nella scuola tradizionale capace di educare. Mirella è anche madre di due bambini, Flavia e Roberto. Flavia ha un grave handicap causato da una encefalite virale contratta quando aveva solo due anni. La storia inizia quando Mirella incontra un ragazzino Riccardo, trasferitosi da poco a Torino dalla Calabria. Riccardo usa spesso il dialetto, a volte è violento, litiga con i suoi compagni di classe, così, dopo un test con una psicologa, la scuola decide di trasferirlo in una classe speciale. Per Mirella quelle classi sono state istituite dal Ministero proprio per aiutare quei ragazzini con dei problemi come Riccardo. Per Felice, invece, anche lui insegnante, quelle classi sono solo dei ghetti, che di fatto allontanano i ragazzini dalla scuola, e contribuiscono ad allargare il divario fra figli della buona borghesia e figli di contadini o operai. Inizia così la nostra storia, dove si contrapporranno due idee della scuola. Dove Mirella, attraverso vicissitudini, e contrasti, scoprirà, anche sulla propria pelle – dopo che tutte le scuole di Torino hanno rifiutato Flavia a causa del suo handicap – che la scuola ha bisogno di cambiare profondamente, ha bisogno di integrazione, della capacità di capire gli altri, e che tutti i bambini hanno una lampadina che si può accendere, e sta alla scuola trovarla. Seguiremo così le vicende di Riccardo, le sue intemperanze, causate da problemi familiari ma anche la sua voglia di imparare. Attraverso Riccardo entreremo in una classe speciale, e capiremo la sua inutilità. Parleremo dell’Anfass un’associazione di genitori di figli con handicap, che aiuterà Mirella a prendere coscienza della possibilità di interazione tra disabili e non. Ma racconteremo anche la storia di Monica, una bambina ipovedente che grazie all’aiuto di Mirella e Felice, riuscirà a prendere la licenza elementare, e a seguire un normale percorso di studio. Sarà così, grazie alla vicenda di Mirella e di Felice, che pian piano si formerà un movimento, capace di confrontarsi con le istituzioni, a volte di scontrarsi, ma che porterà alla fine all’approvazione della cosiddetta legge Falcucci, legge che prevede l’abolizione delle classi speciali e l’integrazione dei disabili nella scuola.

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