Fabio Volo: "Untraditional non è documentario, ma ha matrice autobiografica"

Fabio Volo presenta la sua prima serie tv: "Racconto la mia vita. Ho scritto la sceneggiatura da solo. E non ho nemmeno voluto si imparasse a memoria un copione: vietato recitare"

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Non è impossibile immaginare e prevedere le recensioni che leggeremo su giornali e siti il giorno dopo la messa in onda della prima puntata di Untraditional: 'autocelebrazione di Fabio Volo'. Ed in effetti la serie tv che avrà inizio il 9 novembre su Nove (il primo episodio sarà disponibile in anteprima il 4 novembre su Dplay) sembra una sorta di autobiografia del conduttore radionico e televisivo nonché scrittore di successo. Al Corriere della Sera il diretto interessato in questo senso ha spiegato:

Non è un documentario sulle mie giornate, ma qualsiasi cosa decida di raccontare ha una matrice autobiografica. Ho ironizzato su tutto. Io racconto la mia vita. Ho scritto la sceneggiatura da solo. E non ho nemmeno voluto si imparasse a memoria un copione: vietato recitare. C’erano solo dei canovacci. A tutti i personaggi famosi che compaiono nella serie ho chiesto appunto di non interpretare una parte.

Poi ha aggiunto, non lesinando critiche alla serialità televisiva italiana generalista:

È due anni che ci lavoro. Era una serie che sognavo di fare ma che all’inizio avevo pensato per il web». Il motivo? «Le serie italiane sono ancora ferme al volemose bene, al bene che vince sul male. Penso a Don Matteo, Carabinieri, Distretto di Polizia... Nei paesi anglosassoni il cattivo esempio può essere anche quello da seguire, specie in una commedia in cui si lavora tanto sull’ironia.

L'ex inviato e conduttore di Le Iene ha spiegato di aver usato "un linguaggio che mi piacerebbe come spettatore" per "una serie che mi piacerebbe guardare". Quindi ha analizzato così lo stato dello spettacolo italiano odierno:

La crisi non ha aiutato. C’è paura ad investire e non ci sono quasi più palestre per i giovani. Se si parla di volti nuovi spesso mi ci mettono, con Cattelan, che ha qualche anno meno di me. Non c’è rigenerazione in Italia, e non solo in tv. Ma c’è differenza tra essere giovane e giovanile.

In chiusura una riflessione che mostra come Volo, nonostante i successi e la popolarità ottenuti in carriera, non abbia perso il contatto con la realtà, conservando un briciolo di umiltà:

La verità è che non mi viene facile niente. Non ho un talento spiccato per qualcosa. Quello che faccio è il risultato di tante ore di lavoro, tutto lì.

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