Duccio Forzano a Blogo: “Ecco perché Dieci Cose non è in diretta. Politics? C’è un problema logistico” (VIDEO)

Il regista del talk di Rai3: “Una difficoltà di Politics sta nel fatto che Semprini non è famoso per la tv generalista. E poi in quello studio si fanno sette programmi alla settimana…”

Oggi, sabato 15 ottobre, subito dopo il Tg1 della sera andrà in onda la prima delle quattro puntate previste di Dieci Cose, nuovo show del sabato sera di Rai1. Blogo ha chiesto al regista e autore (insieme a Pietro Galeotti, Magda Geronimo, Ermanno Labianca e Chicco Sfondrini) Duccio Forzano cosa debba aspettarsi il pubblico dal programma condotto da Flavio Insinna (video intervista) e Federico Russo (video intervista).

Secondo me aspettarsi qualcosa da un programma televisivo è sempre una presunzione. Qui cerchiamo di fare un varietà, dove ci sia una dinamica di emozioni, di riflessioni, di gioco e di festa. Questi elementi messi insieme dovrebbero regalare due ore e mezza di tranquillità davanti allo schermo televisivo. Non si farà soltanto cazzeggio puro, ci saranno anche personaggi che diranno cose serie. E sarà molto divertente vedere Flavio e Federico ballare.

Quindi, dopo aver chiesto perché per Dieci Cose si sia scelto di non andare in onda in diretta, abbiamo interpellato Forzano su Politics, il talk show di Raitre di cui cura la regia e che sta facendo registrare ascolti non in linea alle aspettative (tranne nella puntata di martedì scorso, ‘drogata’ dalla presenza del Premier Matteo Renzi):

Gianluca (Semprini, Ndr) è un grandissimo professionista, per lo più, anzi totalmente sconosciuto alla tv generalista. Ha sempre lavorato a Sky e ha sempre fatto un certo tipo di lavoro: il mezzobusto al Tg e i confronti di cui è diventato il tutore. C’è una difficoltà in questo senso, nel fatto di non essere famoso nella tv generalista. Ma Gianluca lavora moltissimo, si impegna. Deve farsi conoscere, deve farsi le ossa. Mi auguro che gli si dia il tempo per poterlo fare. Lo studio di Politics secondo me è vestito su di lui, può funzionare. Ma c’è un problema logistico: in quello studio, il Tv2 di Teulada, si fanno sette programmi alla settimana. Questo significa che la scenografia la monti la mattina e la smonti la sera dopo la diretta. Cioè i tempi sono molto compressi e c’è molto poco tempo per provare in studio. Detto questo, secondo me il risultato è ottimo.

Forzano, in questo senso, ha ricordato che anche Che tempo che fa, dove ha lavorato fino alla scorsa stagione, ha avuto bisogno di tempo per crescere:

Se a Gianluca gli si darà la possibilità di lavorare e di crescere, farà la sua strada… e anche tanta. Se non gli si dà il tempo spezziamo le gambe a qualcosa che sta nascendo. Che tempo che fa, quando arrivai io nel 2005, non era quello di oggi. Ha avuto bisogno di tempo per crescere.

In apertura di post il video integrale dell’intervista.