Politics, Brunetta contro il promo: “Fa campagna elettorale per il sì al referendum”

Il conduttore Semprini ha invitato il deputato alla prima puntata proprio per partecipare al dibattito sul referendum

Renato Brunetta scatenatissimo, nonostante il periodo estivo (d’altronde pochi giorni fa ha confessato in tv di non amare le discoteche perché “sono tutti più alti di me e non respiro“). Il presidente dei deputati di Forza Italia si è scagliato contro il promo di Politics, il nuovo talk show di Rai3 che Gianluca Semprini condurrà dal prossimo 6 settembre.

Penso sia gravissimo utilizzare e strumentalizzare addirittura gli spot pubblicitari (seppur per una nobilissima trasmissione di politica) per fare campagna referendaria a favore di posizioni filogovernative.

Brunetta ha definito lo spot pubblicitario “assolutamente scandaloso e fuori luogo“:

Qui non si tratta di essere a favore o contro il referendum, qui si tratta di rispetto dei cittadini e di chi paga il canone. Si tratta di fare informazione imparziale (a cominciare dai promo, visti da tantissimi italiani) come si addice al servizio pubblico e al buon giornalismo. Trovo gravissimo, e denuncerò la cosa in vigilanza Rai, che si utilizzi il mezzo pubblico per fare surretiziamente campagna elettorale per il Si’. Invito, dunque, a ritirare subito lo spot. Proprio perché si deve discutere nel merito, la battaglia referendaria deve essere combattuta ad armi pari, basta con questa disparità di mezzi, basta con con questa disparità di trattamento che certamente non giova alla maturità del dibattito democratico del Paese.

A stretto giro è arrivata la replica della Rai che, attraverso l’Ansa, ha fatto sapere che quello attualmente trasmesso “è solo uno dei diversi spot programmati” e che Politics sarà presentato con spot “multi soggetto e multi tema“. Quindi il conduttore Semprini ha invitato, sempre via stampa, l’ex ministro alla prima puntata per partecipare al dibattito proprio sul referendum. Brunetta ha reagito così:

Ho letto poca fa la replica della Rai in merito allo spot della nuova trasmissione “Politics”; peccato però che la Rai non avesse specificato o scritto da nessuna parte che fossero multitematici e multisoggetto e comunque mamma Rai non risponde nel merito della questione da me sollevata confermando, quindi, che lo spot che stanno mandando in onda è di parte; cosa che non dovrebbe essere in ogni caso trattandosi di servizio pubblico pagato da tutti i cittadini, sia quelli che voteranno si, sia quelli che voteranno no. Vedremo come si comporterà la Rai con i prossimi spot della trasmissione e se ne faranno uno uguale e contrario a quello mandato in onda in questi giorni concedendo così “diritto di replica” ai cittadini che voteranno no. È chiedere troppo? (…) Peggio la toppa del buco. Invece di chiedere scusa e ritirare lo spot, la Rai si incarta con risibili giustificazioni. Ringrazio Semprini per l’invito anche se da parte del servizio pubblico invitare esponenti del ‘sì’ e del ‘no’ al referendum costituzionale è un atto dovuto, non una scelta giornalistica. Avevo denunciato la parzialità dello spot e confermo, fonti Rai dicono che si tratta del primo di una serie ma questo non è scritto da nessuna parte e non mi sembra corretto pubblicizzare una trasmissione con spot di parte. Molto meglio pubblicizzare le trasmissioni dicendo che queste sono equidistanti. Peggio la toppa del buco.

Poche ore fa Brunetta ha rincarato la dose, ricapitolando tutta la vicenda e chiedendo l’intervento del dg Campo Dall’Orto e della presidente Maggioni:

Nei giorni scorsi ho denunciato la vergognosa faziosità dello spot di Politics, la nuova trasmissione di Rai3 condotta da Gianluca Semprini. Un promo tutto schierato in maniera subliminale e quindi ancora più scorretta sulle posizioni filogovernative del referendum costituzionale del prossimo autunno. La Rai avrebbe dovuto scusarsi e ritirare lo spot. Non lo ha ancora fatto e si è guardata bene dall’emettere un comunicato ufficiale. Quel che successo poi ha dell’incredibile: ieri pomeriggio non ben precisate fonti dell’azienda hanno dichiarato che il promo di Politics dedicato all’argomento referendum è solo il primo di una serie di spot multi-soggetto e multi-tema. Parole al vento visto che non è mai pervenuto alcun documento e programma ufficiale sull’argomento. La Rai non risponde nel merito della questione da me sollevata confermando implicitamente che lo spot che stanno mandando in onda è di parte. Dopo il buco ecco però la toppa, come sempre peggiore. Gianluca Semprini mi invita a mezzo stampa alla prima puntata, anche se da parte del servizio pubblico invitare a una trasmissione televisiva esponenti del ‘si” e del ‘no’ al referendum costituzionale è un atto dovuto, non una scelta giornalistica a compensare una brutta figura. Peggio la toppa del buco. Oggi la stragrande maggioranza dei giornali riprendono questa vicenda e dalle parti di Viale Mazzini continua imperterrito un imbarazzante silenzio assordante. Il problema resta: la Rai deve chiedere scusa e ritirare lo spot, Bignardi e Semprini devono chiedere scusa e applicare le regole della corretta ed equilibrata informazione, anche fuori i periodi di par condicio. Basta dilettantismi, basta ideologia pregiudiziale e servo encomio nei confronti del governo. I cittadini hanno il diritto a un’informazione imparziale (a cominciare dai promo, visti da tantissimi italiani) come si addice al servizio pubblico e al buon giornalismo. La Rai si scusi e ritiri lo spot. Mi aspetto una risposta immediata da Maggioni e Campo Dall’Orto, in ogni caso ci rivedremo in Commissione parlamentare di vigilanza.

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