Sanremo 2013 cambia date, Luisa Todini: “No, è solo Festival delle canzoni”

La kermesse musicale in programma dal 12 al 16 febbraio slitterà sicuramente a causa del voto delle politiche.

    UPDATE 20.50: Luisa Todini, membro del cda della Rai, stasera all’interno del programma di Radio 2 Un Giorno da Pecora ha espresso il suo giudizio sul ventilato spostamento del Festival di Sanremo 2013 a causa delle anticipate elezioni politiche:

    Spostare Sanremo, e perché mai? Bisognava spostare le elezioni. I conduttori del Festival, i direttori di rete e il cda della Rai sapranno vigilare affinché sia un festival dedicato alla canzone e non alla politica. Perché ricodiamocelo: pensare di spostare Sanremo perché siamo in par condicio vuol dire aver dimenticato che è un festival delle canzoni.

    La Todini ha anche detto la sua in merito alle polemiche nate dopo il monologo di Luciana Littizzetto su Berlusconi e i politici

    E’ stata una questione di educazione e di volgarità, che non va bene a quell’ora e non va bene in Rai.

Festival di Sanremo 2013 cambia date: Cda Rai decide la prossima settimana

    UPDATE 18.45 Lo spostamento del Festival di Sanremo, concomitante con il voto anticipato, è certo ma sarà deciso dal Cda Rai la prossima settimana. E’ quanto diramato da una notizia Flash di Dagospia.

Il Festival di Sanremo 2013 slitta a marzo? L’appuntamento con la kermesse musicale, in programma ufficialmente dal 12 al 16 febbraio, potrebbe slittare di qualche settimana. La voce si rincorre da ieri pomeriggio e stamattina ha trovato spazio anche sui giornali. A determinare la possibile variazione nel palinsesto sarebbero le elezioni politiche, che, dopo le dimissioni (annunciate) di Mario Monti, dovrebbero tenersi proprio a febbraio (anche sulle date del voto però ci sono molti dubbi: il 10, il 17 o il 24 febbraio?). Aldo Vitali, direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, ha confermato su Twitter che “in Rai si medita se spostare il Festival di Sanremo in caso di elezioni il 10 o 17 febbraio“:


Anche Lucio Presta, che quest’anno non si occuperà della kermesse canora, ha cinguettato qualcosa a riguardo:

 

A tutto questo si aggiunge la dichiarazione rilasciata a Il Secolo XIX da una fonte (non identificata) della tv di Stato:

E’ chiaro che se la domenica si vota il sabato sera non si può trasmettere la finale del Festival come servizio pubblico la Rai deve garantire un certo tipo di programmazione che non è quella tipica di Sanremo.

Di sicuro si tratta di una scelta non particolarmente semplice da assumere. Infatti, se davvero lo spostamento si concretizzasse, ci sarebbero sicuramente dei problemi di natura organizzativa legati agli ospiti già contattati, ai cantanti in gara e in generale all’intera ‘macchina’, che comprende anche alberghi e strutture ricettive.
Se invece le date venissero confermate a complicare il tutto ci sarebbe la par condicio. Il fatto poi che sul palco dell’Ariston ci sarà Fabio Fazio, considerato (alla stregua di Lucianina, che domenica sera ha fatto scatenare il putiferio col suo monologo a Che tempo che fa) da molti il simbolo (televisivo) dell’intellighenzia di sinistra non faciliterà le cose.
Resta, tuttavia, la domanda. E’ giusto che un evento musicale e televisivo della rete ammiraglia del servizio pubblico sia rimandato di qualche settimana per lasciare spazio alle consultazioni elettorali? E soprattutto, perchè? Per fornire ai telespettatori un quadro realmente più approfondito della situazione politica o per far assistere loro ad un ennesima e insensata full immersion di politici i quali, chi più chi meno, hanno letteralmente e indegamente invaso negli anni la Rai?

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