Sanremo 2016, Leone: “DopoFestival torna in tv, sul web era aggressivo”. Saverio Raimondo a Blogo: “Anacronismo spaziale”

Il direttore di Rai1 Leone parla di “linguaggio aggressivo” del DopoFestival 2015 e della necessità di stemperare grazie alla tv. Ma Dg e Presidente Rai sembrano voler andare in un’altra direzione

Una settimana fa l’annuncio del ritorno in televisione del DopoFestival, che l’anno scorso era andato in onda soltanto sul web (sul portale della Rai) con la conduzione di Saverio Raimondo e Sabrina Nobile. Annuncio affidato al direttore di Rai1 Giancarlo Leone, che aveva spiegato:

Dall’anno prossimo torna in televisione il DopoFestival. Crediamo sia giusto continuare a parlare di Sanremo anche alla fine della serata. L’anno scorso era tornato solo in rete e ha avuto un linguaggio aggressivo, più vicino al mondo del web. L’antidoto all’aggressività è la televisione, perché la tv stempera.

Parole, nettissime, che però sembrano in contraddizione con quanto dichiarato pubblicamente – recentemente – dal direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto e dalla presidente Monica Maggioni. A farlo notare è stato proprio Saverio Raimondo su Facebook.

'… dice Campo Dall’Orto allungando l’indice della mano destra verso lo schermo di una tv di fronte a lui. “Vede quello…

Posted by Saverio Raimondo on Venerdì 4 dicembre 2015

Blogo ha contattato lo stand-up comedian per provare a fare chiarezza sulla vicenda.

La dichiarazione del direttore Leone in effetti sembra in contraddizione con gli intendimenti espressi da Dall’Orto e Maggioni.

Rilevo che c’è una contraddizione dal punto di vista editoriale. In realtà non è che la rilevo io… direi che la contraddizione c’è, rilevarla è quasi un atto inutile. A fronte di dichiarazioni di volere una Rai che entri in gioco nel web, che parli ad un pubblico perduto di under 35 che ha abbandonato la televisione, di dichiarazioni sul fatto che lo schermo televisivo non è più centrale – non è da escludere, ma non è più centrale -, a fronte di tutto questo ci sono dichiarazioni che ritengono che ciò che è contemporaneo, ciò che è sul web e che parla ad un pubblico che la tv generalista non ha più, sia aggressivo.

Il discorso non riguarda solo me, ma anche Sabrina Nobile e un gruppo di lavoro con gli autori Giorgio Cappozzo e Stefano Santucci. Il DopoFestival dell’anno scorso è stato il primo vero esperimento della Rai fatto solo per il web. L’anno precedente si era fatto un tentativo ma non aveva funzionato, perché non si era osato davvero nell’entrare nel linguaggio contemporaneo. L’anno scorso, invece, ha funzionato benissimo. Abbiamo avuto le congratulazioni di Rai Pubblicità, perché abbiamo fatto tre volte tanto gli obiettivi. Quindi anche in termini aziendali il DopoFestival è stato un ricavo. Ma ora la Rai cancella quella sperimentazione, non è interessata a investire sul web e decide di tornare alla tv… perché stempera. C’è una contraddizione editoriale forte all’interno dell’azienda.

Leone parla di linguaggio aggressivo.

Viene bollato come aggressivo un linguaggio semplicemente goliardico. Invito chi lo fa a farsi un giro nelle università soprattutto del Nord Italia, per vedere come vengono accolti i neo-laureati: non è un linguaggio aggressivo, è goliardia. Peraltro del linguaggio sono stati assai pochi a lamentarsi, la maggioranza ha gradito molto. Siamo nel 2015 e si decide di non investire sul web. È di un anacronismo spaziale.

Alla fine della scorsa edizione del DopoFestival qual era la situazione?

Di generale silenzio da parte della Rai. Il nostro gruppo di lavoro ha avuto pacche sulle spalle solo da parte di Rai Pubblicità e del responsabile della Rai che ha seguito il progetto. Ma da parte del resto dell’azienda abbiamo avuto silenzio. Non è un segreto che da parte nostra ci sia l’idea di fare il DopoTutto, una sorta di late show. Abbiamo cercato di farlo sapere alla Rai. Non eravamo tanto interessati a rifare il DopoFestival, ma a fare tesoro di quell’esperienza e fare il primo web show targato Rai, il DopoTutto. C’è da dire che in Rai mancava una figura a cui presentare ufficialmente un progetto del genere. Gian Paolo Tagliavia, responsabile dei contenuti web per la Rai, è stato nominato poche settimane fa e non ha sostituito nessuno. Prima di lui non c’era proprio nessuno in Rai, è un ruolo nuovo.

Ti senti il primo trombato del nuovo corso Rai?

Mi piacerebbe definirmi un censurato, in passato molti ci hanno fatto una fortuna (ride, Ndr). Non mi sento un trombato: io sto lavorando ad altro, alla seconda stagione di Ccn su Comedy Central. Non avevo un contratto Rai. Trombata è una linea certa editoriale della Rai, che arriva dai massimi vertici dell’azienda. Trombato è il pubblico under 35 che ha lasciato la tv e che cerca altro sul web e che a gran fatica trovava il DopoFestival sul sito della Rai perché ricordiamo tutti come era messo in maniera poco intuitiva.

Saprai certamente che il mandato del direttore Leone è in scadenza…

Sì.

Quindi ci potranno essere cambiamenti clamorosi oppure ormai il dado è tratto?

Non ne ho la più pallida idea. Siamo a dicembre 2015. Si può parlare di futuri prossimi, non proprio imminenti. In Rai sanno che il gruppo di lavoro del DopoFestival è interessato a fare il primo web show targato Rai. Se alla Rai interessa, noi siamo disponibili.

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