Raddoppio Iva Pay-tv: Berlusconi respinge le accuse, ma con Sky Italia è “guerra aperta”

Le polemiche legate al raddoppio dell’Iva per la Pay-tv, o meglio per la fine delle agevolazioni che consentivano alle tv criptate satellitari e via cavo di usufruire di un’aliquota del 10%, non sembrano voler cessare. Ieri il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto alle accuse rivolte dai vertici di Sky Italia e delle opposizioni

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Le polemiche legate al raddoppio dell’Iva per la Pay-tv, o meglio per la fine delle agevolazioni che consentivano alle tv criptate satellitari e via cavo di usufruire di un’aliquota del 10%, non sembrano voler cessare. Ieri il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto alle accuse rivolte dai vertici di Sky Italia e delle opposizioni liquidando la faccenda con un’alzata di spalle e dichiarazioni sprezzanti.

La sinistra aveva dato un privilegio alle televisioni con gli abbonamenti, la sinistra aveva buoni rapporti con Sky. Noi abbiamo tolto un privilegio e portato il livello dell’Iva uguale per tutti e in questo modo abbiamo penalizzato anche Mediaset che sta facendo partire una tv con gli abbonamenti. Questo dimostra che la sinistra si è inventata il conflitto di interessi, oltretutto Mediaset non è concorrente di Sky che va sul satellite e ha altre regole.

Il provvedimento di Iva agevolata in realtà nasce nel ’95 e viene riconfermata nel ’97, quando Sky non esisteva e, dell’allora gruppo Telepiù, Mediaset deteneva il 10% (il massimo consentitogli dalla Legge Mammì allora in vigore). Inltre, come abbiamo già spiegato è difficile comparare le situazioni di Sky Italia e Mediaset Premium che viene colpita dal raddoppio dell’Iva solo per quanto riguarda gli abbonamenti stipulati con la formula “Easy Pay” (per le schede ricaricabile l’aliquota applicata era quella del 20%) che secondo un’interpretazione estensiva dell’agevolazione veniva parificata alle “tv satellitari e via cavo” pur trasmettendo in Digitale Terrestre.
Sky non ha comunque alcuna intenzione di cedere e promette battaglia, un’autentica campagna mediatica che andrà avanti con tutta probabilità fino alla conversione in legge del Decreto Anti Crisi che contiene il provvedimento contestato.

Tom Mockridge, Amministratore Delegato di Sky Italia annuncia:

Stiamo preparando una campagna pubblicitaria per avvisare i nostri abbonati dell’aumento dell’Iva. È nostro preciso dovere farlo, per correttezza nei loro confronti. James Murdoch, presidente di Sky, è ovviamente d’accordo. E così Rupert Murdoch, che guida quella News Corporation alla quale Sky Italia fa capo. Mi sorprende semmai il fatto che il governo, nel presentare il piano anticrisi, non abbia voluto informare gli italiani della decisione di aumentare le tasse. Possiamo parlare di un aggravio fiscale di circa 500 milioni. Ma in realtà sono molti gli elementi in gioco. Bisognerà vedere anche se ci saranno abbonati che, per effetto dell’aumento fiscale, decideranno di disdire il contratto. Spero di no, ma non posso escluderlo. Per parte nostra, continueremo a fare il nostro lavoro, cercando di offrire programmi sempre più interessanti. Così abbiamo sempre fatto, sin da quando abbiamo rilevato Stream e Tele+ cinque anni fa, investendo in Italia cifre crescenti e contribuendo in questo modo anche a sostenere l’economia del Paese.

L’idea di Sky sembra essere quella di una campagna che ricalchi quanto fece Mediaset all’epoca dei famosi referendum che puntavano ad eliminare le interruzioni pubblicitarie durante i film. Per contrastare quella possibilità il gruppo Berlusconi mise in prima fila le star delle sue tv, da Mike Bongiorno in giù, per spiegare agli italiani quali sarebbero state le conseguenze se il referendum fosse stato approvato.

Ieri, infatti, Ilaria D’Amico ha “spiegato” agli abbonati il provvedimento del Governo, chiaramente in maniera polemica, durante Sky Calcio Show, uno dei programmi più seguiti del palinsesto di Sky. Di seguito potete trovare il video.