Bonolis, Addio (?)

Paolo Bonolis, l’uomo da nove milioni di telespettatori, si congeda dal suo pubblico e dai suoi pacchi. Ha imparato, Paolino, a giocare con la psicologia dei concorrenti in maniera sempre più raffinata – cosa che faceva fin dai tempi di Tira&Molla. E ora tiene chiuso il pacco più importante: quello che contiene il simbolo di

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Paolo Bonolis, l’uomo da nove milioni di telespettatori, si congeda dal suo pubblico e dai suoi pacchi.
Ha imparato, Paolino, a giocare con la psicologia dei concorrenti in maniera sempre più raffinata – cosa che faceva fin dai tempi di Tira&Molla.
E ora tiene chiuso il pacco più importante: quello che contiene il simbolo di rete che starà in sovraimpressione alla sua immagine catodica.
Scavicchia, ma non apre, Paolino – coadiuvato dalla difesa a zona di Lucio presta – anche se voci sempre più insistenti lo vogliono già a Mediaset. Da tempo, come abbiano sostenuto più volte da queste parti.

Sinceramente, spero che questo passaggio non avvenga, per varie ragioni. In primo luogo, sarebbe l’ennesimo contratto esagerato, da calciomercato: Bonolis è la gallina delle uova d’oro, cosa non si farebbe per strapparlo al nemico?
In secondo luogo, questo straordinario conduttore è stato l’unico vero punto di forza della RAI negli ultimi due anni (Rai che sta inanellando bastonate in prima serata come non mai: Conti, Baudo, Frizzi possono, a mio giudizio, appendere il microfono al chiodo): non vedo chi potrebbe avere i numeri, il carisma, la cultura e soprattutto gli aficionados per sostituirlo.
Insomma, la tv italiana rischierebbe di trasformarsi in un campionato con una sola squadra in grado di vincerlo.

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